Leggi La rana e il bue, la favola di Esopo sulla vanità e il desiderio di sembrare più grandi. Scopri il racconto e la sua morale.

La rana e il bue è una favola della tradizione esopica sul desiderio di apparire più grandi di quanto si è. Racconta come il confronto continuo con gli altri possa trasformare l’orgoglio in rovina.

La rana e il bue

In uno stagno circondato da canne viveva una rana che amava farsi notare. Si vantava dei suoi salti, della sua voce e della capacità di attraversare l’acqua più in fretta di tutte le altre rane.

Una mattina, mentre riposava su una pietra tiepida, vide passare un bue lungo il sentiero che costeggiava lo stagno. L’animale trascinava un aratro ed era tanto grande che la rana, per guardarlo tutto, dovette sollevare la testa.

«Che creatura enorme!» esclamò.

Le altre rane annuirono. Il bue passò tranquillo, senza badare a loro, e continuò verso il campo.

Ma la rana non riusciva ad accettare che esistesse un animale tanto più grosso di lei. «Non è poi così difficile diventare grandi» disse. «Guardate.»

Inspirò profondamente e gonfiò il ventre.

«Sono grande come il bue, adesso?» domandò.

«No» rispose una compagna. «Neppure lontanamente.»

La rana prese altra aria e si gonfiò ancora. La pelle del ventre si tese; le zampe sembravano sempre più piccole.

«E ora?»

«Il bue è molto più grande» dissero le altre. «Smettila, non ha senso.»

La rana non volle ascoltarle. Aveva ormai deciso che sarebbe diventata grande quanto quell’animale. Prese un altro respiro, poi un altro ancora, e spinse il ventre ben oltre ciò che poteva sopportare.

Alla fine il suo corpo cedette e la rana scoppiò.

Le compagne rimasero immobili sulla riva. Il bue, nel frattempo, era già lontano: non aveva mai saputo di quella gara, né gli sarebbe venuto in mente di farla.

La morale della favola

La vanità e l’invidia possono spingere a imitare ciò che non siamo. Voler superare qualcuno a ogni costo, senza riconoscere i propri limiti, può trasformarsi in una scelta disastrosa.

Origine del racconto

La rana e il bue appartiene alla tradizione delle favole attribuite a Esopo ed è registrata al numero 376 dell’indice Perry. La versione qui proposta è una riscrittura italiana originale della vicenda tradizionale.