La volpe e la cicogna racconta di un invito a cena trasformato in uno scherzo e di una lezione che la padrona di casa non dimenticherà facilmente. La storia appartiene alla tradizione esopica.
La volpe e la cicogna
Una volpe invitò a cena una cicogna che abitava poco lontano, presso gli stagni. «Ti preparerò qualcosa di speciale» le promise con il più gentile dei sorrisi.
La cicogna accettò volentieri. Arrivò all’ora stabilita e trovò la volpe davanti a una tavola apparecchiata sotto un albero. Il profumo era delizioso: la padrona di casa aveva cucinato una minestra calda, con erbe e verdure.
«Accomodati!» disse la volpe. «Spero che tu abbia fame.»
Poi versò la minestra in due piatti larghi e quasi piatti. La volpe abbassò il muso e cominciò a leccarla con grande soddisfazione. La cicogna, invece, provò a raccoglierla con il lungo becco. Ne sfiorava la superficie, ma non riusciva a prenderne abbastanza da sfamarsi.
«Non ti piace?» domandò la volpe, fingendosi sorpresa.
«È certamente buona» rispose la cicogna. «Ma credo di non poterla assaggiare come vorrei.»
La volpe fece spallucce e continuò a mangiare. Quando la cena terminò, lei era sazia e la sua ospite aveva ancora fame. La cicogna ringraziò con calma e tornò allo stagno.
Qualche giorno dopo, fu lei a invitare la volpe. «Mi piacerebbe ricambiare la tua ospitalità» le disse. «Vieni domani a pranzo.»
La volpe accettò senza esitare. Si presentò di buon’ora, già pregustando il banchetto. E in effetti un profumo invitante usciva dalla casa della cicogna.
Questa volta, però, il pranzo era stato versato in due vasi alti, dal collo lungo e stretto. La cicogna infilò il becco nell’apertura e prese il cibo senza difficoltà. La volpe provò a introdurre il muso nel vaso, ma l’apertura era troppo piccola. Lo girò, lo spinse con la zampa e tentò di leccarne il bordo. Non ottenne che qualche goccia.
«Come va?» chiese la cicogna. «Non ti piace ciò che ho preparato?»
La volpe guardò il recipiente, poi la padrona di casa. Riconobbe lo scherzo che aveva fatto pochi giorni prima. Non aveva motivo di protestare: anche lei aveva offerto un pasto impossibile da mangiare.
Si alzò con la pancia vuota e salutò. Per la prima volta, trovò molto meno divertente quello che aveva fatto all’altra.
La morale della favola
Non bisogna trattare gli altri in un modo che non vorremmo subire noi stessi. Chi si diverte a mettere qualcuno in difficoltà potrebbe scoprire quanto sia spiacevole trovarsi nella medesima situazione.
Origine del racconto
La volpe e la cicogna, nota anche nella variante con la gru, è registrata al numero 426 dell’indice Perry. La più antica versione scritta conservata compare nella raccolta latina di Fedro. Questa narrazione è una riscrittura originale italiana, non la riproduzione di una traduzione moderna.