Il cane e il suo riflesso è una favola attribuita a Esopo sull’avidità e sul rischio di perdere ciò che possediamo per desiderare qualcosa che esiste soltanto nella nostra immaginazione.
Il cane e il suo riflesso
Un cane aveva trovato un grosso pezzo di carne. Lo teneva stretto tra i denti e correva felice lungo il sentiero, cercando un luogo tranquillo dove mangiarlo. Ogni tanto rallentava per assicurarsi che nessun altro animale lo seguisse.
Il sole era alto e il cammino attraversava campi asciutti, fino a un piccolo ponte gettato su un ruscello. L’acqua scorreva limpida sotto le assi; sul fondo si vedevano sassi chiari e fili d’erba mossi dalla corrente.
Quando arrivò a metà del ponte, il cane abbassò la testa e guardò nell’acqua. Laggiù vide un altro cane, identico a lui, con un pezzo di carne tra i denti.
Si fermò di colpo. Era convinto che quell’altro animale fosse nascosto sotto il ponte. E il suo boccone gli parve persino più grande di quello che portava.
«Perché dovrei accontentarmi di questo?» pensò. «Se riuscissi a prendere anche l’altro, avrei il doppio della carne.»
Fece un passo avanti. Il cane nell’acqua si mosse esattamente come lui. Arretrò e vide anche l’altro arretrare. Più lo osservava, più gli sembrava che quel rivale stesse provocandolo.
Allora decise di spaventarlo. Si chinò verso la superficie, spalancò le fauci per abbaiare e, nello stesso istante, lasciò cadere il pezzo di carne che aveva in bocca.
Il boccone precipitò nell’acqua con un tonfo e la corrente lo portò via. Il cane si sporse cercando di riprenderlo, ma vide soltanto cerchi allargarsi sulla superficie.
Quando l’acqua tornò calma, vi ritrovò il proprio muso. Non c’era mai stato un secondo cane e non c’era mai stato un secondo pezzo di carne.
Rimase per un poco sul ponte, con la bocca vuota. Poi riprese il cammino, molto meno allegro di prima.
La morale
Chi desidera avidamente ciò che crede di vedere negli altri rischia di perdere quanto ha già. Prima di abbandonare un bene sicuro per uno immaginario, conviene guardare con attenzione.
Origine della favola
La favola è nota anche come Il cane e la sua ombra e appartiene alla tradizione esopica. È registrata al numero 133 dell’indice Perry. Questa versione è una riscrittura originale in italiano della trama tradizionale.
Approfondimento: Indice Perry delle favole esopiche.