Leggi Al lupo! Al lupo!, la favola di Esopo sul pastorello che mente. Una storia sulla fiducia perduta, con testo e morale.

Al lupo! Al lupo! è una favola della tradizione esopica che racconta come una menzogna, ripetuta per divertimento, possa distruggere la fiducia degli altri.

Al lupo! Al lupo!

Ogni mattina un giovane pastore conduceva il gregge sulle colline sopra il villaggio. Le pecore si sparpagliavano nell’erba, brucavano per ore e, di tanto in tanto, sollevavano la testa al richiamo del ragazzo. Lui doveva sorvegliarle finché il sole non cominciava a scendere.

Al Lupo Al LupoAll’inizio quel lavoro gli piaceva. Conosceva ogni curva del sentiero, le pietre piatte sulle quali sedersi e il punto in cui un ruscello attraversava il prato. Ma le giornate erano lunghe. A mezzogiorno il villaggio sembrava lontanissimo e non si udiva altro che il tintinnio dei campanacci.

Un giorno il ragazzo decise di divertirsi. Corse verso il margine del pascolo e gridò con quanto fiato aveva in gola: «Al lupo! Al lupo! Venite, il lupo attacca le pecore!»

I contadini che lavoravano nei campi lasciarono gli attrezzi e si precipitarono sulla collina. Qualcuno aveva portato un bastone, qualcuno una forca. Salirono ansimando, pronti a difendere il gregge. Ma trovarono tutte le pecore tranquille e il ragazzo che rideva.

«Dove sarebbe il lupo?» chiese un uomo, guardandosi attorno.

«Non c’è nessun lupo!» rispose il pastorello. «Volevo vedere quanto correvate!»

Gli uomini tornarono al lavoro, infastiditi. Il ragazzo rimase a lungo a ripensare alle loro facce e ne rise ancora.

Qualche giorno dopo ripeté lo scherzo. «Al lupo! Al lupo!» gridò dalla collina. Ancora una volta i contadini accorsero. Ancora una volta non trovarono alcun pericolo. Questa volta non risero nemmeno un poco: gli dissero di smetterla e se ne andarono.

Il pastorello pensò che la faccenda fosse finita lì. Ma un pomeriggio, mentre l’ombra delle colline si allungava sul pascolo, vide davvero un lupo uscire dai cespugli. L’animale avanzava basso, silenzioso, con gli occhi rivolti alle pecore più lontane.

Il ragazzo sentì il sangue gelargli nelle vene. Corse verso il sentiero e gridò: «Al lupo! È vero, questa volta! Aiutatemi!»

Nel villaggio qualcuno alzò il capo. Riconobbe quella voce e tornò a lavorare. Un altro scosse la testa: «Ci risiamo». Nessuno salì sulla collina.

Il pastorello gridò ancora, fino a perdere la voce, ma ormai il lupo era entrato fra le pecore. Il gregge si disperse in tutte le direzioni e il ragazzo non poté fermarlo da solo.

Quando finalmente scese al villaggio, aveva il viso rigato di lacrime. Questa volta diceva la verità, ma nessuno gli aveva creduto.

La morale

Chi mente ripetutamente perde la fiducia degli altri. E quando arriva un pericolo vero, può accadere che nessuno creda neppure alle sue parole sincere.

Origine della favola

Il racconto del pastorello che grida al lupo appartiene alla tradizione delle favole attribuite a Esopo ed è registrato con il numero 210 nell’indice Perry. Questa è una riscrittura originale in italiano, non la riproduzione di una traduzione moderna.

Approfondimento: Indice Perry delle favole esopiche.