Un corvo assetato trova una brocca con poca acqua. Come farà a bere? Una favola di Esopo sull'ingegno e la perseveranza.

Una favola di Esopo sull’ingegno. Quando un problema sembra impossibile, osservare con attenzione e procedere un passo alla volta può cambiare le cose.

Il corvo e la brocca

Era una giornata caldissima. Da ore un corvo volava sopra campi e sentieri alla ricerca di un po’ d’acqua. I fossi erano asciutti e nelle pozze rimaneva soltanto fango.

Finalmente, vicino a un muro, vide una brocca dimenticata. Scese subito, si posò sull’orlo e guardò dentro. Sul fondo brillava un poco d’acqua.

Il corvo infilò il becco nella brocca, ma l’acqua era troppo in basso. Provò a piegare il collo, a girare la testa e a spingersi più avanti. Niente da fare: non riusciva a raggiungerla.

Tentò anche di rovesciare il recipiente, ma la brocca era pesante e non si mosse.

Stava per arrendersi quando notò alcuni sassolini sparsi ai piedi del muro. Ne raccolse uno con il becco e lo lasciò cadere nella brocca. Sentì un piccolo tonfo.

Ne gettò un secondo, poi un terzo. A ogni pietruzza il livello dell’acqua saliva appena, quasi fosse impossibile accorgersene. Ma il corvo continuò, paziente.

Quando ebbe lasciato cadere molti sassolini, l’acqua era arrivata abbastanza vicino all’orlo. Il corvo allungò il becco e finalmente bevve.

Rimase un momento vicino alla brocca, poi spiegò le ali e riprese il volo.

La morale

La pazienza e l’intelligenza possono riuscire dove la sola forza non basta. Anche un piccolo gesto, ripetuto con costanza, può portare alla soluzione di un problema.

Origine della favola

Il corvo e la brocca è una favola della tradizione esopica, registrata al numero 390 dell’indice Perry. La presente narrazione è una riscrittura originale in italiano, basata sulla trama tradizionale.

Riferimento: Indice Perry delle favole esopiche, n. 390.