Una volpe affamata prova a raggiungere un grappolo d'uva, ma non ci riesce. Scopri la celebre favola di Esopo, la morale e la sua tradizione antica.

Una celebre favola della tradizione esopica sul modo in cui reagiamo alle cose che desideriamo, ma non riusciamo a ottenere. Il racconto è qui proposto in una versione italiana rielaborata per una lettura scorrevole.

La favola della volpe e l’uva

C’era una volta una volpe affamata che vagava per la campagna in cerca di cibo. Dopo aver camminato a lungo, scorse una vite carica di splendidi grappoli d’uva. Gli acini sembravano maturi e succosi.

Desiderosa di mangiarli, la volpe si avvicinò e spiccò un salto. Ma il grappolo più basso era ancora fuori dalla sua portata. Provò di nuovo, tendendosi con tutte le forze. Niente da fare.

Prese allora la rincorsa e saltò ancora, una volta, due, molte altre. Ogni tentativo finiva allo stesso modo: l’uva restava sospesa sopra la sua testa.

Alla fine, stanca e delusa, la volpe rinunciò. Si voltò e, fingendo indifferenza, disse: «Non vale neppure la pena di mangiarla. Quell’uva è certamente acerba!».

Poi si allontanò, lasciando i grappoli dov’erano.

La morale della favola

È facile disprezzare ciò che non si riesce a ottenere. La volpe desidera l’uva finché spera di raggiungerla; quando capisce di non poterci riuscire, sostiene che non sia buona. In questo modo cerca di trasformare una delusione in una scelta volontaria.

La favola non condanna il fallimento: mette in luce la tendenza a sminuire qualcosa soltanto perché è fuori dalla nostra portata. Da questa storia deriva l’espressione «fare come la volpe con l’uva».

Origine e tradizione

La volpe e l’uva è una favola della tradizione attribuita a Esopo, registrata al numero 15 dell’indice Perry. Il racconto è attestato in latino in Fedro, Favole, IV, 3, e in greco in Babrio, 19. Non possediamo un testo autografo di Esopo: le favole a lui attribuite sono state tramandate e rielaborate nel corso dei secoli.

Si possono consultare il testo di Fedro nella Perseus Digital Library e una versione tradizionale pubblicata dalla Library of Congress.