La volpe e il corvo è una favola della tradizione esopica che parla di vanità e adulazione. Una volpe affamata ottiene ciò che vuole non con la forza, ma scegliendo con cura le parole.
La volpe e il corvo
Un corvo aveva trovato un bel pezzo di formaggio e, per mangiarlo in pace, era volato sul ramo più alto di un albero. Lassù si sentiva al sicuro. Teneva il formaggio stretto nel becco e osservava il sentiero sottostante.
Passò una volpe. Camminava da molto tempo senza aver trovato nulla da mangiare e, quando sentì il profumo del formaggio, si fermò. Sollevò il muso e vide il corvo in cima all’albero.
Il ramo era troppo alto per essere raggiunto con un salto. La volpe provò a girare intorno al tronco, ma capì subito che arrampicarsi era impossibile. Allora si sedette e cambiò espressione.
«Che magnifico uccello!» esclamò. «Non avevo mai visto piume tanto lucide. E che portamento! Sembri nato per essere il re di tutti gli uccelli.»
Il corvo la guardò dall’alto. Era abituato a sentirsi dire che aveva una voce aspra, e nessuno gli aveva mai rivolto complimenti simili. Strinse il formaggio nel becco e gonfiò un poco il petto.
La volpe capì di essere sulla strada giusta. «Se la tua voce è bella anche soltanto la metà delle tue penne, non c’è dubbio: tutti gli altri uccelli dovrebbero farsi da parte e lasciarti cantare.»
Il corvo desiderò immediatamente dimostrare di saper cantare. Aprì il becco per lanciare il suo grido più forte. Non appena lo fece, il formaggio cadde dal ramo e finì nell’erba.
La volpe lo raccolse in un baleno.
«Ti ringrazio per il canto» disse, tenendo già il boccone tra i denti. «Quanto al resto, ricordati che non tutti quelli che ti lodano desiderano il tuo bene.»
Poi scomparve fra i cespugli con il formaggio. Il corvo rimase sul ramo, e questa volta non ebbe nessuna voglia di aprire il becco.
La morale della favola
Non bisogna lasciarsi convincere da complimenti interessati. L’adulazione può farci dimenticare ciò che sappiamo e farci perdere ciò che abbiamo.
Origine del racconto
La storia appartiene alla tradizione esopica ed è registrata al numero 124 dell’indice Perry. Il testo qui proposto è una riscrittura originale in italiano basata sulla trama tradizionale.