Leggi La lepre e la tartaruga di Esopo: una gara sorprendente che insegna il valore della costanza. Testo completo, significato e morale.

La lepre e la tartaruga è una celebre favola attribuita a Esopo: racconta una sfida tra due animali diversissimi e mostra perché la sicurezza di vincere può diventare un ostacolo.

La lepre e la tartaruga

La lepre era famosa per la velocità. Attraversava i prati in pochi balzi, superava i fossi senza rallentare e arrivava sempre per prima, qualunque fosse la meta. Per questo trovava molto divertente prendere in giro la tartaruga, che avanzava con passi così lenti da sembrare quasi immobile.

«Sei sicura di camminare?» le chiese un giorno. «A guardarti, si direbbe che tu stia aspettando che sia il mondo a venirti incontro.»

La lepre e la tartarugaLa tartaruga alzò la testa. «Cammino abbastanza per arrivare dove devo. E, se vuoi, possiamo vedere chi raggiunge per primo il grande albero in fondo al sentiero.»

La lepre spalancò gli occhi. Poi rise tanto forte che alcuni uccelli si levarono dai rami. «Tu vorresti gareggiare con me?»

«Se accetti, sì» rispose la tartaruga.

Gli animali del prato stabilirono il percorso e diedero il segnale di partenza. La lepre schizzò via come una freccia, mentre la tartaruga cominciò il suo cammino, con la testa protesa in avanti e le zampe ben piantate a terra.

Dopo poco, la lepre era tanto avanti da non scorgere più la sua avversaria. Si fermò e guardò il sentiero vuoto. «Non c’è nessun motivo per correre ancora» pensò. «Potrei perfino concedermi un riposo.»

Scelse un angolo d’erba fresca sotto un cespuglio, si acciambellò e chiuse gli occhi. Aveva intenzione di dormire appena un momento, ma il vento era leggero e il sole caldo. Si addormentò profondamente.

Intanto la tartaruga avanzava. Non poteva fare balzi, né aumentare di colpo la sua velocità. Procedeva, però, senza fermarsi. Superò una pietra, aggirò una radice, attraversò un tratto sabbioso e continuò. Quando passò accanto al cespuglio, vide la lepre addormentata, ma non le disse nulla.

Il sole si era spostato nel cielo quando la lepre si svegliò. Si stiracchiò tranquilla; poi guardò verso il grande albero e vide qualcosa muoversi ai suoi piedi. Era la tartaruga: mancavano ormai pochi passi al traguardo.

La lepre si lanciò in una corsa disperata. L’erba le frustava le zampe e il vento le passava fra le orecchie, ma non bastò. Quando arrivò all’albero, la tartaruga aveva già tagliato il traguardo.

La lepre rimase ferma, senza fiato. La tartaruga la guardò e riprese lentamente il respiro. Non aveva corso più veloce di lei: aveva soltanto continuato a camminare.

La morale della favola

La costanza e l’impegno possono portare più lontano di un talento dato per scontato. Chi si crede già vincitore rischia di perdere; chi procede con pazienza può raggiungere la meta.

Origine del racconto

La favola appartiene alla tradizione esopica ed è registrata come numero 226 nell’indice Perry. Questa è una riscrittura originale in italiano, non la riproduzione di una traduzione moderna.