{"id":60,"date":"2016-12-02T19:15:00","date_gmt":"2016-12-02T18:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/tuttofavole.com\/?p=60"},"modified":"2016-12-02T19:15:00","modified_gmt":"2016-12-02T18:15:00","slug":"il-compagno-di-viaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/tuttofavole.com\/?p=60","title":{"rendered":"Il compagno di viaggio"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\">\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\">\n<a href=\"https:\/\/2.bp.blogspot.com\/-RLp2Fi0sId0\/WEsBgL3cBWI\/AAAAAAAAAOY\/JF3sARW5TgE2ppg4r9QRvZdj54WD5pmRACLcB\/s1600\/Cattura.JPG\" style=\"clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" height=\"117\" src=\"https:\/\/2.bp.blogspot.com\/-RLp2Fi0sId0\/WEsBgL3cBWI\/AAAAAAAAAOY\/JF3sARW5TgE2ppg4r9QRvZdj54WD5pmRACLcB\/s200\/Cattura.JPG\" width=\"200\" \/><\/a><\/div>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\">Il povero Giovanni era molto triste perch\u00e9 suo padre era gravemente<br \/>\nmalato e presto sarebbe morto. Non c&#8217;era nessun altro nella stanza oltre<br \/>\n a loro due, la lampada sul tavolo si stava spegnendo, e eragi\u00e0 sera<br \/>\ntardi.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            \u00abSei stato un bravo figlio, Giovanni!\u00bb disse il vecchio \u00abil<br \/>\nSignore ti sar\u00e0 d&#8217;aiuto in questo mondo!\u00bb e lo guard\u00f2 con uno sguardo<br \/>\ndolce e serio, poi respir\u00f2 profondamente e mor\u00ec; era come se dormisse.<br \/>\nGiovanni pianse, ora non aveva pi\u00f9 nessuno al mondo, n\u00e9 padre n\u00e9 madre,<br \/>\nn\u00e9 sorelle n\u00e9 fratelli. Povero Giovanni!<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Rimase inginocchiato accanto al letto e baci\u00f2 la mano del<br \/>\npadre morto, pianse molte lacrime, ma alla fine gli si chiusero gli<br \/>\nocchi e lui si addorment\u00f2 con la testa sulla dura asse del letto.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Fece uno strano sogno: vide che il sole e la luna si<br \/>\ninchinavano davanti a lui, vide suo padre ancora vivo e sano e lo sent\u00ec<br \/>\nridere, come faceva sempre quando era divertito. Una graziosa fanciulla,<br \/>\n con una corona d&#8217;oro posata sui bei capelli, tese la mano verso<br \/>\nGiovanni, e suo padre esclam\u00f2: \u00abVedi la sposa per te? \u00c8 la pi\u00f9 bella del<br \/>\n mondo\u00bb. Poi si svegli\u00f2 e tutta quella meraviglia era svanita, suo padre<br \/>\n giaceva gelido e senza vita nel letto e non c&#8217;era nessun altro; povero<br \/>\nGiovanni!<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            La settimana dopo il morto venne seppellito; Giovanni<br \/>\ncamminava proprio dietro la bara, ormai non poteva pi\u00f9 vedere il buon<br \/>\npadre che gli aveva voluto cos\u00ec bene; sent\u00ec che gettavano la terra sulla<br \/>\n bara, ne vide un ultimo angolo, ma alla successiva palata di terra<br \/>\nanche questo spar\u00ec. Era tanto addolorato che gli sembrava che il cuore<br \/>\ngli scoppiasse. Tutt&#8217;intorno cantavano un salmo, risuonava cos\u00ec dolce<br \/>\nche a Giovanni vennero le lacrime agli occhi; pianse e questo gli fece<br \/>\nbene. Il sole brillava tra i verdi alberi e pareva volesse dire: &#8220;Non<br \/>\ndevi essere cos\u00ec addolorato, Giovanni! Vedi com&#8217;\u00e8 bello il cielo! Tuo<br \/>\npadre \u00e8 ormai lass\u00f9 e prega il buon Dio che tutto ti vada bene!&#8221;<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            &#8220;Voglio restare sempre buono!&#8221; disse Giovanni &#8220;cos\u00ec anch&#8217;io<br \/>\nandr\u00f2 da mio padre e sar\u00e0 una gioia quando ci rivedremo di nuovo. Quante<br \/>\n cose avr\u00f2 da raccontargli, e lui mi mostrer\u00e0 tante cose, mi insegner\u00e0<br \/>\ntutte le bellezze del cielo, come mi aveva insegnato sulla terra. Oh!<br \/>\nsar\u00e0 proprio una gioia!.&#8221;<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Giovanni immagin\u00f2 tutto con tanta chiarezza che si ritrov\u00f2 a<br \/>\n sorridere, mentre le lacrime gli scorrevano ancora lungo le guance. Gli<br \/>\n uccellini stavano appollaiati sui castagni e cinguettavano, erano<br \/>\ncontenti anche se erano a un funerale; sapevano che il defunto era ormai<br \/>\n su nel cielo, aveva le ali, ali molto pi\u00f9 belle e robuste delle loro, e<br \/>\n era felice, perch\u00e9 era stato buono sulla terra. Per questo erano<br \/>\ncontenti. Giovanni li vide volar via dai verdi rami lontano verso il<br \/>\nmondo e venne anche a lui voglia di volar via con loro. Prima per\u00f2<br \/>\ntagli\u00f2 una grande croce di legno da mettere sulla tomba di suo padre e,<br \/>\nquando alla sera la port\u00f2 al cimitero, la tomba era stata ricoperta di<br \/>\nsabbia e di fiori. Erano stati certo degli estranei che avevano voluto<br \/>\nbene a suo padre, ormai morto.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            La mattina dopo, molto presto, Giovanni prepar\u00f2 le sue poche<br \/>\n cose e nascose nella cintura tutta la sua eredit\u00e0, cinquanta talleri e<br \/>\npoche monete d&#8217;argento; con quelli voleva andare per il mondo.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Ma prima and\u00f2 al cimitero, alla tomba di suo padre, recit\u00f2<br \/>\nil Padre Nostro e disse: \u00abAddio, caro padre! Voglio essere sempre buono,<br \/>\n cos\u00ec tu potrai pregare il buon Dio affinch\u00e9 tutto mi vada bene!\u00bb.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Nei campi che Giovanni attraversava c&#8217;erano bei fiori<br \/>\nfreschi, illuminati dal sole, che si piegavano al vento come per dire:<br \/>\n&#8220;Benvenuto nel verde! Non \u00e8 bello qui?.&#8221; Ma Giovanni si volt\u00f2 ancora una<br \/>\n volta per vedere la vecchia chiesa dove da piccolo era stato<br \/>\nbattezzato, dove ogni domenica era andato col padre e aveva cantato i<br \/>\nsalmi. Vide cos\u00ec, proprio in cima al campanile, in una fessura, il<br \/>\nfolletto della chiesa, col suo cappellino rosso a punta: lo teneva<br \/>\nsollevato per ripararsi dal sole. Giovanni gli fece un cenno di saluto e<br \/>\n il folletto agit\u00f2 il cappellino rosso, pos\u00f2 una mano sul cuore e gli<br \/>\nmand\u00f2 con le dita tanti baci, per mostrargli quanta fortuna gli augurava<br \/>\n e perch\u00e9 facesse un buon viaggio.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Giovanni pens\u00f2 a quante meraviglie avrebbe ora visto nel<br \/>\ngrande e splendido mondo, e se ne and\u00f2 lontano, lontano dove non era mai<br \/>\n stato prima; non conosceva le citt\u00e0 che attraversava, e neppure le<br \/>\npersone che incontrava; era circondato da estranei.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            La prima notte dorm\u00ec su un mucchio di fieno, non aveva altro<br \/>\n giaciglio. Ma gli and\u00f2 bene ugualmente, anzi pens\u00f2 che il re non ne<br \/>\naveva certo uno migliore. Il campo, col ruscello, il mucchio di fieno e<br \/>\nil cielo azzurro, era proprio una bella stanza da letto. L&#8217;erbetta verde<br \/>\n con i fiorellini rossi e bianchi faceva da tappeto, i cespugli di<br \/>\nsambuco e le siepi di rose selvatiche erano i mazzi di fiori, e come<br \/>\ncatino d&#8217;acqua c&#8217;era il ruscello intero con la sua acqua fresca e<br \/>\ntrasparente, dove le canne si piegavano dicendo buon giorno e buona<br \/>\nsera. La luna fungeva da grande lampada, appesa in alto al soffitto blu,<br \/>\n e non appiccava fuoco alle tendine. Giovanni poteva dormire tranquillo e<br \/>\n cos\u00ec infatti fece, si svegli\u00f2 quando il sole si lev\u00f2 in cielo e tutti<br \/>\ngli uccellini si misero a cantare: &#8220;Buon giorno! Buon giorno! Non sei<br \/>\nancora alzato?.&#8221;<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Le campane col loro rintocco invitavano la gente in chiesa,<br \/>\nera domenica. Tutti andarono a sentire il pastore e Giovanni li segu\u00ec,<br \/>\ncant\u00f2 il salmo e ascolt\u00f2 la parola di Dio. Gli sembr\u00f2 di essere nella<br \/>\nsua chiesa, dove era stato battezzato e dove aveva cantato i salmi con<br \/>\nsuo padre.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Nel cimitero c&#8217;erano molte tombe e su alcune l&#8217;erba cresceva<br \/>\n alta. Allora Giovanni pens\u00f2 alla tomba di suo padre, che sarebbe<br \/>\ndiventata come quelle, poich\u00e9 lui non poteva pi\u00f9 ripulirla dalle erbacce<br \/>\n n\u00e9 curarla. Cos\u00ec si mise a strappare l&#8217;erba, rialz\u00f2 le croci di legno<br \/>\nche erano cadute e rimise a posto le corone che il vento aveva spostato<br \/>\ndalle tombe, e intanto pensava che forse qualcuno avrebbe fatto lo<br \/>\nstesso alla tomba di suo padre, ora che non poteva farlo lui.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            All&#8217;ingresso del cimitero c&#8217;era un vecchio mendicante, che<br \/>\nsi reggeva con una stampella: Giovanni gli diede le monete d&#8217;argento che<br \/>\n aveva con s\u00e9 e se ne ripart\u00ec felice per il vasto mondo.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Verso sera venne un tempo spaventoso, Giovanni si affrett\u00f2<br \/>\nperch\u00e9 voleva trovare un rifugio, ma in un attimo fu buio pesto; infine<br \/>\nraggiunse una chiesetta che si trovava tutta sola in cima a un&#8217;altura,<br \/>\nla porta era socchiusa e cos\u00ec egli si infil\u00f2 dentro: ci sarebbe rimasto<br \/>\nfinch\u00e9 il brutto tempo fosse passato.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            &#8220;Mi metter\u00f2 qui in un angolo&#8221; pens\u00f2 &#8220;sono proprio stanco e<br \/>\nho bisogno di riposarmi.&#8221; Sedette, giunse le mani e recit\u00f2 la preghiera<br \/>\ndella sera, e prima ancora di accorgersene, stava gi\u00e0 dormendo e<br \/>\nsognava, mentre fuori lampeggiava e tuonava.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Quando si risvegli\u00f2 era ancora notte, ma il brutto tempo era<br \/>\n passato, ora la luna lo illuminava attraverso la finestra. In mezzo<br \/>\nalla chiesa c&#8217;era una bara aperta, con dentro un morto, che non era<br \/>\nstato ancora seppellito. Giovanni non era affatto spaventato, perch\u00e9<br \/>\naveva la coscienza tranquilla; sapeva che i morti non fanno del male;<br \/>\nsono i vivi, i cattivi, che fanno del male. E proprio due persone, vive e<br \/>\n cattive, si trovavano vicine al morto e volevano fare del male, lo<br \/>\nvolevano togliere dalla bara e gettare fuori dalla chiesa; povero morto!<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            \u00abPerch\u00e9 volete farlo?\u00bb chiese Giovanni. \u00ab\u00c8 male! Lasciatelo in pace nel nome di Ges\u00f9!\u00bb<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            \u00abOh! Quante storie!\u00bb risposero i due malvagi. \u00abCi ha<br \/>\nimbrogliato! Ci doveva dei soldi, e non pot\u00e8 pagarli e adesso per di pi\u00f9<br \/>\n \u00e8 morto, cos\u00ec non avremo pi\u00f9 neppure un soldo. Per questo ci vogliamo<br \/>\nvendicare, e lui giacer\u00e0 come un cane fuori dalla chiesa!\u00bb<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            \u00abHo solo 50 talleri\u00bb disse Giovanni \u00ab\u00e8 tutta la mia eredit\u00e0,<br \/>\n ma ve li dar\u00f2 volentieri se mi prometterete sinceramente che lascerete<br \/>\nin pace quel povero morto. Io ce la far\u00f2 anche senza quei soldi, ho un<br \/>\nfisico forte e sano e il Signore mi aiuter\u00e0.\u00bb<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            \u00abVa bene\u00bb risposero i malvagi \u00abse proprio vuoi pagare il suo<br \/>\n debito, non gli faremo niente, puoi stare certo\u00bb e presero i soldi che<br \/>\nGiovanni offriva, ridendo sguaiatamente della sua bont\u00e0, poi se ne<br \/>\nandarono. Giovanni ricompose il cadavere nella bara, gli giunse le mani,<br \/>\n disse addio e si avvi\u00f2 felice nel grande bosco.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Tutt&#8217;intorno, dove la luna splendeva tra gli alberi, vide i<br \/>\ngraziosi elfi giocare e divertirsi in libert\u00e0; non si sentivano<br \/>\ndisturbati perch\u00e9 sapevano che lui era una persona senza colpe, solo le<br \/>\npersone cattive non riescono a vedere gli elfi. Alcuni non erano pi\u00f9<br \/>\nalti di un dito e avevano i lunghi capelli biondi raccolti con dei<br \/>\npettini dorati; a due a due si dondolavano sulle grosse gocce di rugiada<br \/>\n che si trovavano sulle foglie e tra l&#8217;erba alta. A volte la goccia<br \/>\nscendeva gi\u00f9, cos\u00ec anche loro cadevano tra i lunghi fili d&#8217;erba, e le<br \/>\naltre creaturine ridevano facendo un gran chiasso. Com&#8217;era divertente!<br \/>\nCantavano e Giovanni conosceva molto bene tutte quelle belle canzoni,<br \/>\nche aveva imparato da bambino. Grossi ragni variopinti con una corona<br \/>\nd&#8217;argento in testa tessevano da un cespuglio all&#8217;altro i lunghi ponti<br \/>\npensili e palazzi che, quando cadeva la rugiada, brillavano al chiaro di<br \/>\n luna come fossero di vetro. Tutto questo durava finch\u00e9 non sorgeva il<br \/>\nsole. Allora i piccoli elfi rientravano nei boccioli dei fiori e il<br \/>\nvento portava via i loro ponti e i loro castelli, che si agitavano<br \/>\nall&#8217;aria come grosse ragnatele.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Giovanni era uscito dal bosco quando una possente voce grid\u00f2: \u00abSalve, compagno! Dove sei diretto?\u00bb.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            \u00abPer il mondo!\u00bb rispose Giovanni. \u00abNon ho pi\u00f9 n\u00e9 padre, n\u00e9 madre, sono un povero ragazzo, ma il Signore mi aiuter\u00e0.\u00bb<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            \u00abAnch&#8217;io sto andando per il mondo\u00bb esclam\u00f2 lo straniero. \u00abPotremmo proseguire insieme.\u00bb<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            \u00abCerto\u00bb rispose Giovanni, e cos\u00ec si unirono. Dopo breve<br \/>\ntempo erano gi\u00e0 molto affiatati, perch\u00e9 erano entrambi due brave<br \/>\npersone. Ma Giovanni not\u00f2 che lo straniero era molto pi\u00f9 intelligente di<br \/>\n lui, aveva gi\u00e0 viaggiato per quasi tutto il mondo e sapeva raccontare<br \/>\ndi tutte le cose esistenti.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Il sole era gi\u00e0 alto quando sedettero sotto un grosso albero<br \/>\n per fare colazione; in quel mentre giunse una vecchia. Era proprio<br \/>\nvecchia e camminava tutta curva, si appoggiava a una stampella e portava<br \/>\n sulla schiena un fascio di legna da bruciare, che aveva raccolto nel<br \/>\nbosco. Il grembiule era sollevato e Giovanni vide che sotto c&#8217;erano tre<br \/>\ngrosse verghe di salice e felce intrecciate. Quando ormai era<br \/>\nvicinissima a loro, le scivol\u00f2 un piede; cadde gridando forte, perch\u00e9 si<br \/>\n era rotta la gamba, quella povera vecchia.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Giovanni disse subito che dovevano portarla a casa, ma lo<br \/>\nstraniero apr\u00ec il suo fagotto, tir\u00f2 fuori un barattolo e spieg\u00f2 che<br \/>\naveva un unguento che le avrebbe subito guarito la gamba, cos\u00ec sarebbe<br \/>\npotuta andare a casa da sola, proprio come se non se la fosse mai rotta.<br \/>\n Ma pretendeva che lei gli desse le tre verghe che aveva sotto il<br \/>\ngrembiule.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            \u00ab\u00c8 un buon prezzo!\u00bb comment\u00f2 la vecchia e fece un cenno<br \/>\nstrano con la testa. Non era contenta di separarsi dalle sue verghe, ma<br \/>\nnon era certo piacevole starsene con una gamba rotta. Cos\u00ec gli diede le<br \/>\nverghe e non appena l&#8217;unguento venne spalmato sulla gamba, la vecchia si<br \/>\n rialz\u00f2 e pot\u00e8 camminare meglio di prima. L&#8217;unguento aveva questo<br \/>\npotere, ma non era certo qualcosa che si potesse trovare in farmacia!<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            \u00abCosa vuoi fartene delle verghe?\u00bb chiese Giovanni al suo compagno di viaggio.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            \u00abSono tre bei manici di scopa, e mi piacciono: sono un tipo strano, io.\u00bb<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Poi proseguirono un altro tratto.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            \u00abChe tempo si prepara!\u00bb disse Giovanni indicando proprio<br \/>\ndavanti a loro. \u00abCi sono nuvole terribilmente cariche di pioggia.\u00bb<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            \u00abNo!\u00bb spieg\u00f2 il compagno di viaggio. \u00abNon sono nuvole, sono<br \/>\nmontagne. Belle e alte montagne, su cui si sta sopra le nuvole,<br \/>\nnell&#8217;aria fresca. \u00c8 proprio splendido, credimi. Domani saremo certamente<br \/>\n l\u00e0.\u00bb<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Non era per\u00f2 vicino come sembrava; ci volle tutto un giorno<br \/>\ndi cammino prima che arrivassero alle montagne. L\u00e0 i boschi scuri<br \/>\ncrescevano proprio verso il cielo, e le pietre erano grosse come<br \/>\nvillaggi interi. Sarebbe certo stata una bella fatica arrivare fino in<br \/>\ncima: Giovanni e il compagno di viaggio si fermarono in una locanda per<br \/>\nriposarsi e raccogliere le forze per la camminata dell&#8217;indomani.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Nel salone della locanda c&#8217;erano molte persone perch\u00e9 un<br \/>\nuomo faceva il teatro delle marionette. Aveva gi\u00e0 preparato il teatro e<br \/>\nla gente s&#8217;era seduta intorno per vedere lo spettacolo; davanti a tutti<br \/>\nsedeva un vecchio e grosso macellaio, che si era assicurato il posto<br \/>\nmigliore. Il suo grosso mastino &#8211; oh! che aspetto feroce! &#8211; gli stava<br \/>\nseduto accanto e faceva tanto d&#8217;occhi, come tutti gli altri.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Lo spettacolo cominci\u00f2; era una bella storia, con un re e<br \/>\nuna regina che sedevano su un trono bellissimo, con la corona d&#8217;oro in<br \/>\ntesta e lunghi strascichi ai vestiti, dato che se lo potevano<br \/>\npermettere. Le pi\u00f9 belle marionette di legno, con occhi di vetro e<br \/>\ngrandi baffi, stavano alle diverse porte che aprivano e chiudevano per<br \/>\nfar entrare aria fresca nella stanza. Era proprio una bella commedia, e<br \/>\nnon era affatto triste; ma quando la regina si alz\u00f2 e avanz\u00f2 sul<br \/>\npavimento, il grosso mastino, Dio solo sa che cosa pensava, dato che non<br \/>\n era tenuto dal macellaio fece un balzo proprio nel teatrino, prese la<br \/>\nregina per la vita sottile e &#8220;cric! crac!&#8221;: fu proprio terribile!<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Il povero burattinaio si spavent\u00f2 molto e si rattrist\u00f2 per<br \/>\nla regina, che era la sua marionetta preferita; e ora quel brutto<br \/>\nmastino le aveva staccato la testa con un morso! Quando la gente se ne<br \/>\nfu andata, lo straniero che era arrivato con Giovanni disse che<br \/>\nl&#8217;avrebbe riaggiustata. Prese il suo barattolo e unse la marionetta<br \/>\ncoll&#8217;unguento che aveva aiutato la vecchietta con la gamba rotta. Non<br \/>\nappena la marionetta fu spalmata, torn\u00f2 sana e tutta intera, e in pi\u00f9 si<br \/>\n poteva muovere da sola, senza che si dovessero tirare i fili: era come<br \/>\nuna persona viva, se solo avesse saputo parlare! Il proprietario del<br \/>\nteatro si rallegr\u00f2 moltissimo di non doverla pi\u00f9 guidare, ora che sapeva<br \/>\n danzare da sola. Nessuno degli altri era in grado di farlo.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            A notte inoltrata, quando tutti nella locanda erano andati a<br \/>\n letto, ci fu uno che sospir\u00f2 cos\u00ec profondamente e cos\u00ec a lungo che<br \/>\ntutti si alzarono per vedere chi fosse. Il burattinaio si diresse verso<br \/>\nil teatrino, perch\u00e9 era l\u00ec che qualcuno sospirava. Tutte le marionette<br \/>\ndi legno giacevano una sull&#8217;altra, anche il re e il suo seguito; erano<br \/>\nloro che sospiravano disperati, con i grandi occhi di vetro spalancati.<br \/>\nVolevano anch&#8217;essi venire unti un pochino come la regina, affinch\u00e9 anche<br \/>\n loro potessero muoversi da soli. La regina era inginocchiata e sollev\u00f2<br \/>\nla sua bella corona d&#8217;oro, pregando: \u00abPrendila, ma ungi il mio sposo e<br \/>\nla mia corte!\u00bb; il povero burattinaio e tutte le altre marionette non<br \/>\npoterono fare a meno di piangere, perch\u00e9 soffrivano veramente. Il<br \/>\nburattinaio promise subito al compagno di viaggio che gli avrebbe<br \/>\nconsegnato tutto l&#8217;incasso dello spettacolo della sera dopo, se avesse<br \/>\nunto quattro o cinque delle marionette pi\u00f9 belle. Il compagno di viaggio<br \/>\n replic\u00f2 che non voleva altro che la grossa spada che lui aveva al<br \/>\nfianco; ottenutala, unse sei marionette che subito si misero a danzare<br \/>\ncos\u00ec bene che tutte le ragazze, quelle vere, vedendole, si misero a<br \/>\nballare anche loro. Ballarono il cocchiere e la cuoca, ballarono il<br \/>\ncameriere e la cameriera, tutti gli stranieri e anche le molle del<br \/>\ncamino e le palette, ma queste caddero al primo salto. Fu proprio una<br \/>\nnotte allegra!<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Il mattino dopo Giovanni e il suo compagno di viaggio<br \/>\nsalutarono gli altri e si incamminarono verso le alte montagne<br \/>\nattraverso grandi boschi di abeti. Giunsero cos\u00ec in alto che i campanili<br \/>\n che stavano in basso, sotto di loro, sembravano piccole bacche rosse,<br \/>\nin mezzo a tutto quel verde, e potevano vedere lontano, per miglia e<br \/>\nmiglia di distanza, dove non erano mai stati! Tante bellezze di questo<br \/>\nmondo meraviglioso Giovanni non le aveva mai viste in una volta sola, il<br \/>\n sole scaldava l&#8217;aria fresca e si sentivano i cacciatori soffiare i<br \/>\ncorni tra le montagne. Tutto era cos\u00ec bello e benedetto che gli vennero<br \/>\nle lacrime agli occhi per la gioia e non pot\u00e8 trattenersi<br \/>\ndall&#8217;esclamare: \u00abOh, buon Signore! Vorrei poterti baciare, perch\u00e9 sei<br \/>\ncos\u00ec buono con noi tutti e ci hai donato tutta questa meraviglia che c&#8217;\u00e8<br \/>\n nel mondo!\u00bb.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Anche il compagno ammirava, con le mani giunte, il paesaggio<br \/>\n al di l\u00e0 del bosco e delle citt\u00e0, nel caldo sole. In quel momento,<br \/>\nsopra di loro, si sent\u00ec un suono straordinariamente dolce, guardarono<br \/>\nverso l&#8217;alto: un grande cigno bianco volava nell&#8217;aria, era splendido e<br \/>\ncantava come mai avevano sentito cantare nessun uccello, ma divenne<br \/>\nsempre pi\u00f9 debole, pieg\u00f2 il capo e cadde lentamente ai loro piedi. L\u00ec<br \/>\ngiacque morto, quel meraviglioso uccello.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            \u00abDue ali cos\u00ec belle!\u00bb esclam\u00f2 il compagno di viaggio. \u00abAli<br \/>\ncos\u00ec grandi e bianche come quelle di questo uccello valgono molto, le<br \/>\nvoglio portare con me. Vedi che \u00e8 stato un bene aver preso la spada\u00bb e<br \/>\ncon un colpo solo tagli\u00f2 via le due ali del cigno morto e le conserv\u00f2.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Camminarono poi per molte altre miglia, oltre le montagne, e<br \/>\n alla fine videro davanti a loro una grande citt\u00e0, con pi\u00f9 di cento<br \/>\ntorri che brillavano come argento alla luce del sole. In mezzo alla<br \/>\ncitt\u00e0 si innalzava uno splendido castello di marmo, ricoperto di oro<br \/>\nrosso; l\u00ec abitava il re.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Giovanni e il compagno non vollero entrare subito in citt\u00e0,<br \/>\nsi fermarono in una locanda un poco fuori, per rimettersi dal viaggio,<br \/>\npreferendo apparire in ordine quando fossero andati per le strade.<br \/>\nL&#8217;oste raccont\u00f2 che il re era proprio una brava persona e non aveva mai<br \/>\nfatto del male a nessuno. Sua figlia invece, Dio ci protegga! era<br \/>\nproprio una pessima principessa. Era pi\u00f9 che bella, nessuna era graziosa<br \/>\n e affascinante come lei, ma a cosa serviva? era proprio cattiva, una<br \/>\nstrega malvagia, e era colpa sua se molti ottimi principi avevano perso<br \/>\nla vita. Aveva permesso a tutti gli uomini di chiederle la mano;<br \/>\nchiunque lo poteva, principe o straccione, era lo stesso. Doveva solo<br \/>\nindovinare tre cose che lei gli chiedeva; se avesse indovinato,<br \/>\nl&#8217;avrebbe sposata e sarebbe diventato re di tutto il paese, alla morte<br \/>\ndel re suo padre, ma se non riusciva a indovinare le tre cose, sarebbe<br \/>\nstato impiccato o decapitato; tanto era cattiva la bella principessa!<br \/>\nSuo padre, il vecchio re, ne era molto addolorato, ma non poteva<br \/>\nimpedirle di essere cos\u00ec malvagia, perch\u00e9 una volta aveva dichiarato che<br \/>\n non avrebbe mai voluto avere a che fare con i suoi pretendenti: doveva<br \/>\npensarci lei stessa e fare quello che voleva. Nessun principe che aveva<br \/>\ntentato di indovinare c&#8217;era riuscito, e quindi erano stati tutti<br \/>\nimpiccati o decapitati. Erano sempre stati avvertiti in tempo, e<br \/>\navrebbero potuto evitare di presentarsi. Il vecchio re era cos\u00ec<br \/>\naddolorato per tutte quelle morti e quei drammi che ogni anno per un<br \/>\ngiorno intero restava in ginocchio con tutti i suoi soldati a pregare<br \/>\naffinch\u00e9 la principessa diventasse buona, ma lei non lo voleva affatto.<br \/>\nLe vecchie abituate a bere l&#8217;acquavite la coloravano di nero, prima di<br \/>\nberla, per sembrare anche loro in lutto. Di pi\u00f9 non potevano fare.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            \u00abChe principessa malvagia!\u00bb disse Giovanni. \u00abDovrebbe<br \/>\nprendersi qualche vergata, le farebbe bene. Se fossi il vecchio re,<br \/>\nallora gliel&#8217;insegnerei io!\u00bb<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            In quello stesso momento si sent\u00ec la folla gridare: Urr\u00e0! La<br \/>\n principessa passava di l\u00ec e era cos\u00ec bella che tutti dimenticarono<br \/>\nquanto fosse cattiva, perci\u00f2 gridavano: Urr\u00e0! Dodici graziose damigelle,<br \/>\n vestite di seta bianca e con un tulipano giallo in mano, le cavalcavano<br \/>\n al fianco montando cavalli neri come il carbone. La principessa invece<br \/>\naveva un cavallo bianco come il gesso, ornato di rubini e diamanti; il<br \/>\nsuo vestito era d&#8217;oro zecchino e la frusta che teneva in mano sembrava<br \/>\nfatta coi raggi del sole. La corona d&#8217;oro era come fatta da stelline del<br \/>\n cielo e il mantello era cucito con pi\u00f9 di mille splendide ali di<br \/>\nfarfalla, ma nonostante tutto, lei era molto pi\u00f9 bella dei suoi vestiti.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Quando Giovanni la vide, divenne tutto rosso in volto, come<br \/>\nse colasse sangue, e non pot\u00e8 dire una sola parola. La principessa<br \/>\nsembrava proprio quella graziosa fanciulla con la corona d&#8217;oro che lui<br \/>\naveva sognato la notte in cui il padre era morto. Gli parve cos\u00ec bella<br \/>\nche non pot\u00e8 evitare di volerle bene. Non poteva essere vero, pensava,<br \/>\nche fosse una strega malvagia che faceva impiccare o decapitare chi non<br \/>\nera in grado di risolvere i suoi indovinelli.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            \u00abCiascuno pu\u00f2 chiederle la mano, anche il pi\u00f9 straccione; voglio andare al castello, non posso farne ameno!\u00bb<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Tutti dissero che non avrebbe dovuto farlo, che gli sarebbe<br \/>\nsuccesso come a tutti gli altri. Il compagno di viaggio stesso gli<br \/>\nconsigli\u00f2 di rinunciarvi, ma Giovanni era sicuro che sarebbe andata<br \/>\nbene; spazzol\u00f2 le scarpe e il vestito, si lav\u00f2 il viso e le mani, si<br \/>\npettin\u00f2 i bei capelli biondi e s&#8217;incammin\u00f2 da solo per la citt\u00e0 verso il<br \/>\n castello.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            \u00abAvanti\u00bb disse il vecchio re quando Giovanni buss\u00f2 alla<br \/>\nporta. Giovanni apr\u00ec e il vecchio re, in vestaglia e con le pantofole<br \/>\nricamate, gli and\u00f2 incontro. Aveva la corona d&#8217;oro sul capo, lo scettro<br \/>\nin una mano e il globo imperiale nell&#8217;altra. \u00abAspetta un momento!\u00bb<br \/>\ndisse, e mise il globo sotto l&#8217;altro braccio per poter dare la mano a<br \/>\nGiovanni. Ma non appena ebbe saputo che era un pretendente, cominci\u00f2 a<br \/>\npiangere cos\u00ec forte che sia lo scettro che il globo gli caddero sul<br \/>\npavimento, e lui dovette asciugarsi gli occhi nella vestaglia. Povero<br \/>\nvecchio re!<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            \u00abLascia perdere!\u00bb esclam\u00f2 \u00abfinirai male, come tutti gli<br \/>\naltri! Vieni a vedere!\u00bb e port\u00f2 Giovanni nel giardino della principessa.<br \/>\n Che orrore! A ogni albero pendevano tre, quattro figli di re che<br \/>\navevano chiesto la mano della principessa ma che non avevano saputo<br \/>\nrisolvere gli indovinelli. Ogni volta che si alzava il vento, gli<br \/>\nscheletri si agitavano e gli uccellini si spaventavano talmente che non<br \/>\nosavano pi\u00f9 tornare nel giardino. Tutti i fiori avevano come sostegni<br \/>\nossa umane e nei vasi sghignazzavano i teschi. Era proprio un giardino<br \/>\nper una principessa!<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            \u00abVedi!\u00bb disse il vecchio re \u00abti succeder\u00e0 come a tutti gli<br \/>\naltri; rinuncia, \u00e8 meglio! Mi faresti molto infelice, perch\u00e9 io soffro<br \/>\ntanto per queste cose!\u00bb<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Giovanni baci\u00f2 la mano al buon vecchio re e disse che<br \/>\nsarebbe certo andato tutto bene, poich\u00e9 lui amava tanto la bella<br \/>\nprincipessa.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            In quel mentre la principessa, con tutte le sue damigelle,<br \/>\nentrava cavalcando nel cortile del castello, cos\u00ec andarono a salutarla.<br \/>\nEra molto graziosa e quando diede la mano a Giovanni, lui la am\u00f2 ancora<br \/>\npi\u00f9 di prima: non poteva essere una strega malvagia, come tutti dicevano<br \/>\n di lei. Andarono nel salone dove i paggetti offrirono marmellata e<br \/>\npanpepato, ma il vecchio re era cos\u00ec afflitto che non pot\u00e8 assolutamente<br \/>\n mangiare nulla: il panpepato poi era troppo duro per lui.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Decisero che Giovanni sarebbe tornato al castello il mattino<br \/>\n dopo, allora i giudici e tutto il consiglio si sarebbero riuniti per<br \/>\nsentire come se la sarebbe cavata con gli indovinelli. Se ci fosse<br \/>\nriuscito, sarebbe venuto altre due volte; ma non c&#8217;era mai stato nessuno<br \/>\n che aveva indovinato la prima volta e cos\u00ec avevano tutti perso la vita.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Giovanni non era affatto preoccupato di come gli sarebbe<br \/>\nandata, era cos\u00ec contento, pensava solo alla bella principessa e era<br \/>\ncerto che il buon Dio lo avrebbe aiutato, anche se non sapeva che cosa<br \/>\navrebbe dovuto fare e neppure voleva pensarci. Ball\u00f2 per la strada<br \/>\nmaestra tornando alla locanda dove lo aspettava il compagno di viaggio.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Giovanni non finiva mai di raccontare quanto la principessa<br \/>\nera stata gentile con lui, e quant&#8217;era bella; aspettava con ansia il<br \/>\ngiorno dopo, perch\u00e9 sarebbe andato al castello a tentare la sorte con<br \/>\nl&#8217;enigma.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Il compagno scroll\u00f2 il capo con molta tristezza. \u00abTi voglio<br \/>\nbene\u00bb disse \u00abavremmo potuto stare ancora tanto tempo insieme, e invece<br \/>\ndevo gi\u00e0 perderti. Povero caro Giovanni! Vorrei piangere, ma non voglio<br \/>\nrovinare la tua gioia l&#8217;ultima sera in cui, probabilmente, saremo<br \/>\ninsieme. Dobbiamo stare allegri, il pi\u00f9 possibile. Domani, quando te ne<br \/>\nsarai andato potr\u00f2 finalmente piangere.\u00bb<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Tutti gli abitanti della citt\u00e0 vennero subito a sapere che<br \/>\nera giunto un nuovo pretendente per la principessa, e ci fu per questo<br \/>\ngrande afflizione. Il teatro venne chiuso, le venditrici di dolci<br \/>\nlegarono nastri neri ai loro porcellini di zucchero, il re e i preti si<br \/>\ninginocchiarono in chiesa; c&#8217;era tanta disperazione perch\u00e9 a Giovanni<br \/>\nnon poteva certo andar meglio che a tutti gli altri pretendenti.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            A tarda sera il compagno di viaggio prepar\u00f2 un buon punch e<br \/>\ndisse a Giovanni che dovevano divertirsi e brindare alla principessa. Ma<br \/>\n non appena Giovanni ne ebbe bevuti due bicchieri, gli venne un tale<br \/>\nsonno che non riusc\u00ec a tenere gli occhi aperti; cos\u00ec si addorment\u00f2. Il<br \/>\ncompagno di viaggio lo sollev\u00f2 dolcemente dalla sedia e lo port\u00f2 a<br \/>\nletto, quando poi fu buio, prese le due grandi ali che aveva staccato<br \/>\ndal cigno e se le fiss\u00f2 alle spalle, infil\u00f2 in tasca la pi\u00f9 grossa delle<br \/>\n verghe che aveva ricevuto dalla vecchia, apr\u00ec la finestra e vol\u00f2 in<br \/>\ncitt\u00e0, fino al castello. L\u00ec si ferm\u00f2 in un angolo proprio sotto la<br \/>\nfinestra che portava nella camera da letto della principessa.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            In tutta la citt\u00e0 c&#8217;era una quiete straordinaria; la campana<br \/>\n batt\u00e9 le undici e tre quarti e la finestra si apr\u00ec. La principessa<br \/>\nvol\u00f2, avvolta in un gran mantello bianco e con grandi ali nere sulla<br \/>\ncitt\u00e0, verso un&#8217;alta montagna; il compagno di viaggio si rese invisibile<br \/>\n cos\u00ec che lei non lo potesse vedere, e la segu\u00ec in volo, colpendola con<br \/>\nla verga, finch\u00e9 non usc\u00ec sangue dove lui picchiava. Oh! che volo fu<br \/>\nquello: il vento soffiava nel suo mantello e lo gonfiava da ogni parte,<br \/>\ncome fosse stato una grande vela, e la luna brillava attraverso le<br \/>\npieghe.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            \u00abCome grandina! come grandina!\u00bb esclamava la principessa a<br \/>\nogni colpo di verga; le stava proprio bene! Finalmente arriv\u00f2 alla<br \/>\nmontagna e buss\u00f2. Sembrava che tuonasse quando la montagna si apr\u00ec; la<br \/>\nprincipessa entr\u00f2 e il compagno di viaggio la segu\u00ec, dato che nessuno<br \/>\npoteva vederlo poich\u00e9 era invisibile. Passarono attraverso un lungo e<br \/>\nampio corridoio dove le pareti brillavano in modo molto strano: erano<br \/>\nricoperte da migliaia di ragni lucenti che correvano su e gi\u00f9, facendo<br \/>\nluce come il fuoco. Entrarono poi in un grande salone fatto di oro e di<br \/>\nargento, con fiori rossi e blu, grossi come girasoli, che brillavano<br \/>\nalle pareti. Ma nessuno poteva cogliere quel fiori, perch\u00e9 i gambi erano<br \/>\n in realt\u00e0 ripugnanti serpenti velenosi e i fiori erano il fuoco che<br \/>\nusciva dalle loro bocche. Il soffitto era ricoperto di lucciole<br \/>\nsplendenti e di pipistrelli azzurri che battevano le ali sottili. Che<br \/>\nstrana visione! In mezzo al salone c&#8217;era un trono, sorretto da quattro<br \/>\ncarcasse di cavallo i cui finimenti erano formati da ragni color rosso<br \/>\nfuoco; il trono era di vetro bianco latte e i cuscini per sedersi erano<br \/>\ntopolini neri che si mordevano la coda a vicenda. Sopra c&#8217;era una<br \/>\ntettoia di ragnatele rosa, ornata con bei moscerini verdi che brillavano<br \/>\n come pietre preziose. Sul trono sedeva un vecchio Troll, con la corona<br \/>\nsull&#8217;orribile testa e uno scettro in mano. Baci\u00f2 la fronte della<br \/>\nprincipessa e la fece sedere accanto a lui su quel trono prezioso; in<br \/>\nquel momento cominci\u00f2 la musica.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Enormi cavallette nere suonavano lo scacciapensieri e il<br \/>\ngufo, non avendo un tamburo, si batteva la pancia. Era proprio uno<br \/>\nstrano concerto. Folletti neri ballavano nel salone, tenendo un fuoco<br \/>\nfatuo nel berretto. Nessuno pot\u00e8 scorgere il compagno di viaggio, che si<br \/>\n era messo dietro il trono e da l\u00ec poteva vedere e sentire ogni cosa.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            I cortigiani che entrarono in quel momento erano proprio<br \/>\nbelli e distinti, ma chi era in grado di guardar bene scopriva com&#8217;erano<br \/>\n fatti. Non erano altro che manici di scopa, con un cavolo in testa; il<br \/>\nTroll li aveva stregati dando loro la vita e ricoprendoli di abiti<br \/>\nricamati. Tanto non cambiava niente, erano usati solo per le feste.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Quando ebbero ballato un po&#8217;, la principessa raccont\u00f2 al<br \/>\nTroll che era arrivato un nuovo pretendente e gli chiese a che cosa<br \/>\navrebbe dovuto pensare l&#8217;indomani, quando lo avesse ricevuto al<br \/>\ncastello.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            \u00abAscolta!\u00bb disse il Troll. \u00abAdesso te lo dico! Devi<br \/>\nscegliere qualcosa di molto semplice, cos\u00ec non indovina di certo. Pensa a<br \/>\n una tua scarpa: non indoviner\u00e0! Poi fagli tagliare la testa, ma non<br \/>\ndimenticare, quando domani notte tornerai a trovarmi, di portarmi i suoi<br \/>\n occhi, cos\u00ec me li mangio!\u00bb<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            La principessa si inchin\u00f2 profondamente e disse che non<br \/>\navrebbe dimenticato gli occhi. Il Troll riapr\u00ec la montagna e lei se ne<br \/>\nvol\u00f2 di nuovo a casa, ma il compagno di viaggio la segu\u00ec e la colp\u00ec con<br \/>\nuna tale forza con la verga, che lei sospir\u00f2 profondamente per quella<br \/>\nviolenta grandinata e si affrett\u00f2 pi\u00f9 che pot\u00e8 a raggiungere la finestra<br \/>\n della sua camera; allora il compagno di viaggio torn\u00f2 alla locanda dove<br \/>\n Giovanni ancora dormiva, si tolse le ali e si mise a letto: era stanco e<br \/>\n aveva ragione di esserlo.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Giovanni si svegli\u00f2 presto il mattino dopo, anche il<br \/>\ncompagno si alz\u00f2 e raccont\u00f2 di aver fatto quella notte un sogno strano<br \/>\ncon la principessa e la sua scarpa; poi lo preg\u00f2 di chiedere alla<br \/>\nprincipessa se per caso non aveva pensato alla sua scarpa. Era<br \/>\nnaturalmente quello che aveva sentito dal Troll nella montagna, ma non<br \/>\nvoleva raccontarlo a Giovanni, cos\u00ec gli disse solo di chiederle se aveva<br \/>\n pensato alla sua scarpa.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            \u00abPer quanto mi riguarda, posso chiederle qualunque cosa\u00bb<br \/>\ndisse Giovanni \u00abforse \u00e8 vero quello che hai sognato, e io credo proprio<br \/>\nche il Signore mi aiuter\u00e0! Ma adesso ti dico addio: se sbaglier\u00f2 a<br \/>\nindovinare, non mi rivedrai mai pi\u00f9.\u00bb<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Si baciarono e Giovanni and\u00f2 in citt\u00e0, fino al castello.<br \/>\nTutta la sala era piena di gente, i giudici erano seduti in poltrona con<br \/>\n cuscini di piuma dietro la testa: avevano tante cose a cui pensare! Il<br \/>\nvecchio re si stava asciugando gli occhi con un fazzoletto bianco. Entr\u00f2<br \/>\n la principessa, era molto pi\u00f9 bella del giorno prima e salut\u00f2 con<br \/>\naffetto tutti quanti; a Giovanni invece diede la mano e disse: \u00abCiao!\u00bb.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Ora Giovanni doveva indovinare quello a cui lei aveva<br \/>\npensato. Lei lo guardava con molto affetto, ma non appena lo sent\u00ec<br \/>\npronunciare quella sola parola &#8220;Scarpa&#8221; impallid\u00ec in volto e si mise a<br \/>\ntremare per tutto il corpo; ma nessuno poteva aiutarla, perch\u00e9 lui aveva<br \/>\n indovinato!<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Accidenti, come fu contento il vecchio re! Fece una capriola<br \/>\n come non aveva mai fatto e tutti batterono le mani sia a lui che a<br \/>\nGiovanni, che aveva superato il primo indovinello.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Anche il compagno di viaggio fu contento quando venne a<br \/>\nsapere che era andata cos\u00ec bene, ma Giovanni giunse le mani e ringrazi\u00f2<br \/>\nil buon Dio che certamente lo avrebbe aiutato anche le altre due volte.<br \/>\nIl giorno dopo doveva indovinare di nuovo.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            La sera and\u00f2 come quella precedente. Quando Giovanni si<br \/>\naddorment\u00f2 il compagno vol\u00f2 dietro la principessa fino alla montagna e<br \/>\nla picchi\u00f2 ancora pi\u00f9 forte del giorno prima: aveva preso due verghe.<br \/>\nNessuno lo vide, ma lui sent\u00ec ogni cosa. La principessa doveva pensare<br \/>\nal suo guanto, e lui lo raccont\u00f2 a Giovanni come se fosse stato un<br \/>\nsogno; Giovanni indovin\u00f2 di nuovo e ci fu grande allegria al castello.<br \/>\nTutta la corte fece le capriole, come il re aveva fatto la prima volta,<br \/>\nma la principessa giaceva sul divano e non volle dire una sola parola.<br \/>\nTutto dipendeva dal fatto che Giovanni indovinasse la terza prova. Se ci<br \/>\n fosse riuscito, avrebbe sposato la bella principessa e ereditato il<br \/>\nregno alla morte del vecchio re; se avesse sbagliato avrebbe perso la<br \/>\nvita e il Troll avrebbe mangiato i suoi occhi azzurri.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            La sera Giovanni and\u00f2 a dormire presto, recit\u00f2 la preghiera<br \/>\ndella sera e dorm\u00ec abbastanza tranquillo; il compagno di viaggio invece<br \/>\nsi fiss\u00f2 le ali alla schiena, leg\u00f2 la spada al fianco e prese con s\u00e9 le<br \/>\ntre verghe, poi vol\u00f2 al castello.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Era una notte veramente buia, c&#8217;era una tempesta che<br \/>\nstaccava le tegole dai tetti, e gli alberi del giardino da cui pendevano<br \/>\n gli scheletri ondeggiavano come canne al vento; lampeggiava<br \/>\ncontinuamente e i tuoni si susseguirono senza sosta tutta la notte. Si<br \/>\napr\u00ec la finestra e la principessa vol\u00f2 fuori, era pallida come la morte,<br \/>\n ma rideva per il brutto tempo; pensava addirittura che non fosse<br \/>\nabbastanza cattivo; il suo bianco mantello svolazzava nell&#8217;aria come una<br \/>\n vela, ma il compagno la colp\u00ec cos\u00ec forte con le tre verghe, che il<br \/>\nsangue gocciol\u00f2 sul terreno e lei non riusc\u00ec quasi a proseguire il volo.<br \/>\n Finalmente giunse alla montagna.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            \u00abGrandina e c&#8217;\u00e8 tempesta!\u00bb disse \u00abnon sono mai stata fuori con un tempo simile!\u00bb<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            \u00ab\u00c8 vero, il troppo pu\u00f2 far male!\u00bb comment\u00f2 il Troll. Lei gli<br \/>\n raccont\u00f2 che Giovanni aveva indovinato anche la seconda volta, e che se<br \/>\n l&#8217;avesse fatto anche il mattino dopo avrebbe vinto, e lei non sarebbe<br \/>\npi\u00f9 potuta venire alla montagna, non avrebbe pi\u00f9 potuto compiere i<br \/>\nsortilegi, e per tutto questo era molto triste.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            \u00abNon deve indovinare!\u00bb disse il Troll. \u00abTrover\u00f2 io qualcosa a<br \/>\n cui non ha mai pensato! A meno che non sia un mago pi\u00f9 potente di me.<br \/>\nMa adesso stiamo allegri!\u00bb Prese per mano la principessa e si mise a<br \/>\nballare con tutti i folletti e i fuochi fatui che erano nel salone. I<br \/>\nragni rossi cominciarono a saltare su e gi\u00f9 dalla parete e sembr\u00f2 che i<br \/>\nfiori di fuoco facessero scintille. Il gufo batt\u00e9 il tamburo, i grilli<br \/>\nfischiarono e le cavallette nere soffiarono nei loro scacciapensieri.<br \/>\nEra proprio un ballo allegro!<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Quando ebbero ballato abbastanza, la principessa dovette<br \/>\ntornare a casa, altrimenti al castello si sarebbero accorti della sua<br \/>\nassenza. Il Troll disse che l&#8217;avrebbe accompagnata, cos\u00ec sarebbero stati<br \/>\n insieme pi\u00f9 a lungo.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Volarono nel brutto tempo e il compagno consum\u00f2 le tre<br \/>\nverghe sulle loro schiene; mai il Troll aveva provato una tale<br \/>\ngrandinata! Giunti al castello, egli salut\u00f2 la principessa e le<br \/>\nsussurr\u00f2: \u00abPensa alla mia testa!\u00bb, ma il compagno sent\u00ec ugualmente e non<br \/>\n appena la principessa fu entrata di nuovo nella sua stanza, quando il<br \/>\nTroll stava girandosi per andarsene, lo afferr\u00f2 per la lunga barba nera e<br \/>\n gli tagli\u00f2 via l&#8217;orribile testa con la spada: il Troll non ebbe neppure<br \/>\n il tempo di vederlo. Poi gett\u00f2 il corpo ai pesci del lago e sciacqu\u00f2<br \/>\nnell&#8217;acqua la testa che avvolse nel suo fazzoletto di seta. La port\u00f2 con<br \/>\n s\u00e9 alla locanda e se ne and\u00f2 a dormire.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Il mattino dopo diede a Giovanni quel fazzoletto, ma gli<br \/>\nraccomand\u00f2 di non aprirlo prima che la principessa avesse chiesto a che<br \/>\ncosa aveva pensato.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            C&#8217;erano tantissime persone nel grande salone del castello e<br \/>\nstavano una sull&#8217;altra, come ravanelli legati a mazzi; il consiglio<br \/>\naveva preso posto sulle sedie con quei morbidi cuscini e il vecchio re<br \/>\nindossava abiti nuovi, e aveva la corona d&#8217;oro e lo scettro lucidati.<br \/>\nStava proprio bene! La principessa invece era pallidissima e indossava<br \/>\nun abito nero, come se fosse stata a un funerale.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            \u00abA che cosa ho pensato?\u00bb chiese a Giovanni, che subito apr\u00ec<br \/>\nil fazzoletto e si spavent\u00f2 enormemente nel vedere quella orribile testa<br \/>\n del Troll. Tutti quanti rabbrividirono, perch\u00e9 era ripugnante a<br \/>\nvedersi, ma la principessa impietr\u00ec e non riusc\u00ec a dire una sola parola;<br \/>\n alla fine, si alz\u00f2 e diede la mano a Giovanni, perch\u00e9 aveva indovinato.<br \/>\n Non guard\u00f2 nessuno, e sospir\u00f2 profondamente: \u00abTu sei il mio signore!<br \/>\nStasera celebreremo il matrimonio\u00bb.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            \u00abQuesto mi piace!\u00bb esclam\u00f2 il vecchio re. \u00abCos\u00ec deve<br \/>\nessere.\u00bb Tutti gridarono: Urr\u00e0, la banda militare suon\u00f2 per le strade,<br \/>\nle campane suonarono e le venditrici di dolci tolsero i nastri neri ai<br \/>\nmaialini di zucchero: ora bisognava stare allegri! Tre grossi buoi<br \/>\narrostiti e ripieni di anatre e polli vennero portati in piazza, e<br \/>\nognuno pot\u00e8 prendersene un pezzo; nelle fontane cominci\u00f2 a scorrere il<br \/>\nvino pi\u00f9 buono; e se si comprava una ciambellina da un soldo si<br \/>\nricevevano in dono sei grossi panini con l&#8217;uva sultanina.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Di sera la citt\u00e0 venne tutta illuminata, i soldati spararono<br \/>\n coi cannoni e i ragazzi i loro petardi, si mangi\u00f2 e si bevve, si brind\u00f2<br \/>\n e si ball\u00f2 al castello, tutti i distinti cavalieri e le graziose<br \/>\ndamigelle ballarono insieme; fin da molto lontano si poteva sentir<br \/>\ncantare:<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Qui ci sono molte graziose fanciulle,<br \/>\n            che vogliono ballare,<br \/>\n            seguono il suono del tamburello<br \/>\n            bella fanciulla girati un po&#8217;,<br \/>\n            balla e batti il tempo<br \/>\n            finch\u00e9 i tacchi perderai.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Ma la principessa era ancora una strega e non voleva affatto<br \/>\n bene a Giovanni. Il compagno di viaggio lo sapeva e quindi diede al suo<br \/>\n amico tre piume delle ali del cigno e una bottiglietta contenente<br \/>\nalcune gocce. Gli disse che doveva preparare vicino al letto nuziale una<br \/>\n grossa vasca piena d&#8217;acqua; quando la principessa voleva andare a<br \/>\nletto, doveva darle una spinta e farla cadere nell&#8217;acqua, poi doveva<br \/>\nimmergerla tre volte dopo aver gettato nell&#8217;acqua le tre piume e le<br \/>\ngocce. In questo modo si sarebbe liberata dall&#8217;incantesimo e gli avrebbe<br \/>\n voluto molto bene.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Giovanni fece tutto quello che il suo compagno gli aveva<br \/>\nconsigliato. La principessa grid\u00f2 forte quando venne immersa nell&#8217;acqua e<br \/>\n gli sfugg\u00ec dalle mani nelle sembianze di un grande cigno nero con gli<br \/>\nocchi lucenti. Quando poi usc\u00ec dall&#8217;acqua per la seconda volta era<br \/>\ndiventata un cigno bianco con un unico anello nero intorno al collo.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Giovanni preg\u00f2 devotamente il Signore e gett\u00f2 per la terza<br \/>\nvolta nell&#8217;acqua il cigno che in quel momento si tramut\u00f2 in una<br \/>\nsplendida principessa. Era ancora pi\u00f9 bella di prima e lo ringrazi\u00f2 con<br \/>\nle lacrime perch\u00e9 era stata liberata dall&#8217;incantesimo.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Il mattino dopo arriv\u00f2 il vecchio re con tutta la sua corte e<br \/>\n ci furono congratulazioni per quasi tutta la giornata. Per ultimo<br \/>\ngiunse il compagno di viaggio di Giovanni, col bastone in mano e il<br \/>\nfagotto sulle spalle. Giovanni lo baci\u00f2 pi\u00f9 volte e gli chiese di non<br \/>\npartire, di rimanere con lui, dato che a lui doveva tutta la sua<br \/>\nfelicit\u00e0. Ma il compagno scosse il capo e gli disse con dolcezza e<br \/>\naffetto: \u00abNo, il tempo a mia disposizione \u00e8 finito Ho semplicemente<br \/>\npagato il mio debito. Ricordi il morto a cui quegli uomini malvagi<br \/>\nvolevano fare del male? Tu desti loro tutto quel che possedevi affinch\u00e9<br \/>\negli potesse riposare in pace nella sua tomba. Quel morto sono io.\u00bb<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            In quello stesso momento era sparito!<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            I festeggiamenti per il matrimonio durarono un mese intero.<br \/>\nGiovanni e la principessa si vollero molto bene e il vecchio re visse<br \/>\nmolti giorni felici lasciando che i suoi nipotini gli saltassero sulle<br \/>\nginocchia e giocassero col suo scettro; Giovanni divent\u00f2 re di tutto il<br \/>\npaese.<\/span><\/span><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il povero Giovanni era molto triste perch\u00e9 suo padre era<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-60","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-andersen"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/tuttofavole.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/60","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/tuttofavole.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/tuttofavole.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/tuttofavole.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/tuttofavole.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=60"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/tuttofavole.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/60\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/tuttofavole.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=60"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/tuttofavole.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=60"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/tuttofavole.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=60"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}