{"id":44,"date":"2016-12-08T21:57:00","date_gmt":"2016-12-08T20:57:00","guid":{"rendered":"https:\/\/tuttofavole.com\/?p=44"},"modified":"2016-12-08T21:57:00","modified_gmt":"2016-12-08T20:57:00","slug":"la-regina-della-neve-andersen","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/tuttofavole.com\/?p=44","title":{"rendered":"La regina della neve (Andersen)"},"content":{"rendered":"<div style=\"clear: both; text-align: center;\">\n<a href=\"https:\/\/2.bp.blogspot.com\/-Z2iMYS-iWg4\/WEnJGb0O1-I\/AAAAAAAAANI\/vhkGTeSJFYkttNon0TZUeH9DWyqmVot1gCLcB\/s1600\/index.jpeg\" style=\"clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" height=\"149\" src=\"https:\/\/2.bp.blogspot.com\/-Z2iMYS-iWg4\/WEnJGb0O1-I\/AAAAAAAAANI\/vhkGTeSJFYkttNon0TZUeH9DWyqmVot1gCLcB\/s200\/index.jpeg\" width=\"200\" \/><\/a><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\">Fiaba in sette storie<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Prima storia, che tratta dello specchio e delle schegge<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Guarda, adesso cominciamo, quando saremo alla fine della<br \/>\nstoria ne sapremo pi\u00f9 di quanto ne sappiamo adesso, perch\u00e9 qui si parla<br \/>\ndi uno spirito cattivo, uno dei peggiori, &#8220;il diavolo.&#8221; Un giorno era<br \/>\nproprio di buon umore, perch\u00e9 aveva costruito uno specchio che aveva la<br \/>\nfacolt\u00e0 di far sparire immediatamente tutte le cose belle e buone che vi<br \/>\n si rispecchiavano, come non fossero state nulla; quello che invece era<br \/>\nbrutto e che appariva orribile, risaltava ancora di pi\u00f9. I pi\u00f9 bei<br \/>\npaesaggi sembravano spinaci cotti, e gli uomini migliori diventavano<br \/>\norribili o stavano schiacciati a testa in gi\u00f9; i volti venivano cos\u00ec<br \/>\ndeformati che non erano pi\u00f9 riconoscibili, e se qualcuno aveva una<br \/>\nlentiggine, allora poteva essere ben sicuro che questa si sarebbe<br \/>\nallargata fino al naso e alla bocca. Era straordinariamente divertente,<br \/>\ndiceva il diavolo. Se c&#8217;era un pensiero pio e buono questo nello<br \/>\nspecchio diventava una smorfia, cos\u00ec il diavolo doveva per forza ridere<br \/>\ndella sua divertente invenzione. Tutti quelli che andavano a scuola di<br \/>\nmagia, perch\u00e9 lui teneva una scuola di magia, raccontavano in giro che<br \/>\nera successo un prodigio: adesso finalmente si poteva vedere, dicevano,<br \/>\ncome erano veramente il mondo e gli uomini. Corsero intorno con lo<br \/>\nspecchio e alla fine non ci fu pi\u00f9 un solo paese o un solo uomo che non<br \/>\nfosse stato deformato nello specchio. Ora volevano volare fino al cielo<br \/>\nper prendersi gioco degli angeli e \u00abdi nostro Signore\u00bb. Pi\u00f9 volavano in<br \/>\nalto con lo specchio, pi\u00f9 questo rideva con violenza: riuscivano a<br \/>\nmalapena a tenerlo; volarono sempre pi\u00f9 in alto, vicino a Dio e agli<br \/>\nangeli; a un certo punto lo specchio trem\u00f2 cos\u00ec terribilmente per le<br \/>\nrisate, che sfugg\u00ec loro di mano e precipit\u00f2 verso la terra, dove si<br \/>\nruppe in centinaia di milioni, di bilioni di pezzi, e ancora di pi\u00f9. E<br \/>\ncos\u00ec fece molto pi\u00f9 danno di prima, perch\u00e9 alcuni pezzi erano piccoli<br \/>\ncome granelli di sabbia, e volavano intorno al vasto mondo, e quando<br \/>\nentravano negli occhi della gente vi rimanevano, cos\u00ec la gente vedeva<br \/>\ntutto storto, oppure vedeva solo il lato peggiore delle cose, perch\u00e9<br \/>\nogni piccolo pezzettino dello specchio aveva mantenuto la stessa forza<br \/>\nche aveva lo specchio intero. A qualcuno una piccola scheggia dello<br \/>\nspecchio cadde addirittura nel cuore, e questo fu veramente orribile: il<br \/>\n cuore divenne come un pezzo di ghiaccio. Alcune schegge dello specchio<br \/>\nerano invece cos\u00ec grandi che vennero usate per farne vetri da finestra,<br \/>\nma non era il caso di guardare i propri amici attraverso quei vetri;<br \/>\naltri pezzi diventarono occhiali, e questo fu proprio un male, quando la<br \/>\n gente metteva gli occhiali per vedere meglio e per essere obiettiva. Il<br \/>\n maligno rideva tanto che lo stomaco gli ballava tutto, e gli faceva il<br \/>\nsolletico. Ma fuori volavano ancora piccoli pezzi di vetro nell&#8217;aria.<br \/>\nOra sentiamo cosa accadde.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Seconda storia. Un bambino e una bambina<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Nella grande citt\u00e0, dove ci sono tante case e tanti uomini<br \/>\nche non resta posto perch\u00e9 tutta la gente possa avere un giardinetto, e<br \/>\ndove per questo la maggior parte della gente deve accontentarsi dei<br \/>\nfiori nei vasi, abitavano due bambini poveri, che avevano per\u00f2 un<br \/>\ngiardino appena pi\u00f9 grande di un vaso di fiori. Non erano fratelli, ma<br \/>\nsi volevano bene come se lo fossero stati. I genitori erano vicini di<br \/>\ncasa, abitavano in due soffitte nel punto in cui i tetti delle due case<br \/>\nconfinavano e le grondaie si univano si affacciava da ogni casa una<br \/>\nfinestrella; bastava solo scavalcare la grondaia, per poter passare da<br \/>\nuna finestra all&#8217;altra.<br \/>\n            I genitori avevano messo l\u00ec fuori ognuno una grossa cassa di<br \/>\n legno e in questa crescevano le erbe aromatiche che usavano in cucina, e<br \/>\n un piccolo roseto; ce n&#8217;era uno in ogni cassa e cresceva proprio bene.<br \/>\nUn giorno i genitori pensarono di mettere le casse in modo trasversale<br \/>\nsulla grondaia, cos\u00ec da unire quasi le due finestre e creare come un<br \/>\nterrapieno di fiori. I rametti del pisello pendevano dalle casse, i<br \/>\nroseti allungavano i rami e si arrampicavano intorno alle finestre,<br \/>\nintrecciandosi in un arco di trionfo di verde e di fiori. Poich\u00e9 le<br \/>\ncassette erano molto alte e i bambini sapevano che non potevano<br \/>\nscavalcarle avevano avuto il permesso di uscire dalla finestra, sedersi<br \/>\nsui loro piccoli seggiolini sotto le rose e l\u00ec giocare beatamente.<br \/>\n            D&#8217;inverno per\u00f2 questo divertimento non c&#8217;era. Le finestre<br \/>\nerano gelate, ma allora i bimbi scaldavano una monetina di rame e la<br \/>\nmettevano sulla finestra gelata, perch\u00e9 si formasse un piccolo spiraglio<br \/>\n rotondo; dietro ogni spiraglio faceva capolino un dolcissimo occhio,<br \/>\nuno da ogni finestra; erano il bambino e la bambina. Lui si chiamava Kay<br \/>\n e lei Gerda. D&#8217;estate con un balzo potevano incontrarsi; d&#8217;inverno<br \/>\ndovevano invece scendere molte scale e poi salirne altrettante; c&#8217;era<br \/>\ntempesta di neve.<br \/>\n            \u00abSono bianche api che sciamano!\u00bb disse la vecchia nonna.<br \/>\n            \u00abHanno anche loro un&#8217;ape regina?\u00bb chiese il bambino, perch\u00e9 sapeva che tra le vere api c&#8217;era anche una regina.<br \/>\n            \u00abCerto che ce l&#8217;hanno!\u00bb rispose la nonna. \u00abVola dove le api<br \/>\nsono pi\u00f9 fitte! \u00c8 pi\u00f9 grande di tutte, e non si posa mai sulla tena,<br \/>\nrisale di nuovo nel cielo scuro. Molte notti d&#8217;inverno vola attraverso<br \/>\nle strade della citt\u00e0 e guarda nelle finestre, allora queste gelano in<br \/>\nmodo stranissimo, come venissero ricoperte di fiori.\u00bb<br \/>\n            \u00abS\u00ec, l&#8217;ho visto!\u00bb esclamarono entrambi i bambini, e quindi sapevano che quella era la verit\u00e0.<br \/>\n            \u00abLa regina della neve pu\u00f2 entrare qui?\u00bb chiese la bambina.<br \/>\n            \u00abLascia che venga!\u00bb rispose il ragazzo. \u00abLa metto sulla stufa calda, cos\u00ec si scioglie.\u00bb<br \/>\n            Ma la nonna, carezzandogli i capelli, raccontava altre storie.<br \/>\n            Di sera il piccolo Kay, gi\u00e0 mezzo svestito, si arrampic\u00f2 su<br \/>\nuna sedia vicino alla finestra e guard\u00f2 fuori da quel piccolo buco, un<br \/>\npaio di fiocchi di neve caddero l\u00e0 fuori e uno di questi, il pi\u00f9 grande,<br \/>\n rest\u00f2 posato sull&#8217;angolo di una delle cassette di fiori. Crebbe sempre<br \/>\npi\u00f9 e alla fine si trasform\u00f2 in una donna avvolta in sottilissimi veli<br \/>\nbianchi che sembravano formati da milioni di fiocchi di neve brillanti<br \/>\ncome stelle. Era molto bella e fine, ma fatta di ghiaccio, di un<br \/>\nghiaccio splendente e brillante, eppure era viva; gli occhi osservavano<br \/>\ncome due chiare stelle, ma non c&#8217;era pace n\u00e9 tranquillit\u00e0 in loro. Fece<br \/>\ncenno verso la finestra e salut\u00f2 con la mano. Il bambino si spavent\u00f2 e<br \/>\nsalt\u00f2 gi\u00f9 dalla sedia, e allora fu come se l\u00e0 fuori volasse un grande<br \/>\nuccello davanti alla finestra.<br \/>\n            II giorno dopo tutto era gelato; poi venne il disgelo, e<br \/>\ninfine giunse la primavera, il sole splendette, il verde spunt\u00f2, le<br \/>\nrondini costruirono i nidi, le finestre si aprirono e i bambini si<br \/>\nritrovarono nel loro piccolo giardino lass\u00f9 vicino alla gronda del tetto<br \/>\n sopra tutti gli altri piani.<br \/>\n            Le rose quell&#8217;estate fiorirono meravigliose; la bambina<br \/>\naveva imparato un inno in cui si parlava di rose e arrivata a quel punto<br \/>\n pensava alle sue; lo cantava insieme al ragazzino:<br \/>\n            Le rose crescono nelle valli, laggi\u00f9 parleremo con Ges\u00f9 Bambino!<br \/>\n            I piccoli si tenevano per mano, baciavano le rose e<br \/>\nguardarono verso il sole di Dio parlando come se Ges\u00f9 Bambino fosse<br \/>\nstato l\u00e0. Che belle giornate estive, come era bello stare fuori vicino a<br \/>\n quei freschi roseti, che sembrava non volessero mai smettere di<br \/>\nfiorire.<br \/>\n            Kay e Gerda guardavano in un libro di figure immagini di<br \/>\nanimali e di uccelli, quando la campana batt\u00e9 proprio le cinque dal<br \/>\ngrande campanile, e Kay esclam\u00f2: \u00abAhi! Ho avuto una fitta al cuore, e mi<br \/>\n \u00e8 entrato qualcosa nell&#8217;occhio!\u00bb.<br \/>\n            La bambina gli prese il capo; lui sbatteva gli occhi, ma no, non si vedeva niente.<br \/>\n            \u00abNon credo che sia uscita\u00bb disse, ma non era cos\u00ec. Era<br \/>\nproprio uno di quei granellini di vetro che si erano staccati dallo<br \/>\nspecchio, dallo specchio magico, ce lo ricordiamo quell&#8217;orribile<br \/>\nspecchio che rendeva tutte le cose grandi e buone che vi si specchiavano<br \/>\n piccole e orribili, mentre le cose cattive e malvage risaltavano molto e<br \/>\n di ogni cosa si vedevano subito i difetti. Povero Kay, anche lui aveva<br \/>\nricevuto un granello, proprio nel cuore. E il cuore gli sarebbe presto<br \/>\ndiventato di ghiaccio; ora non sentiva pi\u00f9 male, ma il granello era<br \/>\nsempre l\u00e0.<br \/>\n            \u00abPerch\u00e9 piangi?\u00bb chiese. \u00abSei brutta quando piangi, e poi io<br \/>\n non ho niente!\u00bb E improvvisamente grid\u00f2: \u00abUh! quella rosa \u00e8 stata<br \/>\nmorsicata da un verme! E guarda: quell&#8217;altra \u00e8 tutta storta! In fondo<br \/>\nsono rose orribili! assomigliano alle cassette in cui si trovano!\u00bb. E<br \/>\nintanto col piede colp\u00ec duramente la cassetta e strapp\u00f2 due rose.<br \/>\n            \u00abKay! che cosa fai?\u00bb grid\u00f2 la bambina, e quando lui vide che<br \/>\n lei si era spaventata, strapp\u00f2 un&#8217;altra rosa e corse via nella sua<br \/>\nfinestra, lontano dalla brava Gerda.<br \/>\n            Quando poi lei arrivava col libro illustrato, lui diceva che<br \/>\n era un passatempo per bambini, e quando la nonna raccontava le storie,<br \/>\nlui interveniva sempre con un \u00abMah\u00bb, e addirittura si metteva a<br \/>\ncamminare dietro di lei, si metteva i suoi occhiali e parlava proprio<br \/>\ncome la nonna; era bravissimo a imitarla e la gente rideva. Presto<br \/>\nimpar\u00f2 a imitare la gente della strada. Tutto quello che c&#8217;era in loro<br \/>\ndi strano e brutto, Kay lo sapeva imitare, e cos\u00ec la gente diceva: \u00ab\u00c8<br \/>\nproprio in gamba quel ragazzo!\u00bb. Ma in realt\u00e0 tutto accadeva per quel<br \/>\nvetro che gli era entrato nell&#8217;occhio, quel vetro che gli stava sul<br \/>\ncuore: per questo si comportava cos\u00ec, prendeva in giro persino la<br \/>\npiccola Gerda, che gli voleva un bene dell&#8217;anima.<br \/>\n            Ora i suoi passatempi erano ben diversi da quelli di prima<br \/>\nerano molto seri: un giorno d&#8217;inverno, mentre nevicava forte arriv\u00f2 con<br \/>\nuna grande lente di ingrandimento, sollev\u00f2 fuori dalla finestra l&#8217;orlo<br \/>\ndella sua giacchetta blu e aspett\u00f2 che i fiocchi di neve vi si<br \/>\nposassero.<br \/>\n            \u00abGuarda in questa lente, piccola Gerda!\u00bb disse, e ogni<br \/>\nfiocco di neve divenne molto grande e sembr\u00f2 un meraviglioso fiore o una<br \/>\n stella a dieci punte; era proprio meraviglioso.<br \/>\n            \u00abVedi come \u00e8 ben fatto!\u00bb disse Kay \u00ab\u00e8 molto pi\u00f9 interessante<br \/>\n dei fiori veri. Non c&#8217;\u00e8 neppure un difetto, sono tutti identici, se<br \/>\nsolo non si sciogliessero!\u00bb<br \/>\n            Poco dopo ritorn\u00f2 con dei grossi guanti e con lo slittino<br \/>\nsulla schiena, grid\u00f2 nelle orecchie a Gerda: \u00abHo avuto il permesso di<br \/>\nandare nella piazza grande dove giocano anche gli altri ragazzi!\u00bb e se<br \/>\nn&#8217;era gi\u00e0 andato.<br \/>\n            L\u00e0 nella piazza i ragazzi pi\u00f9 arditi legavano i loro<br \/>\nslittini ai carri dei contadini, cos\u00ec venivano trascinati per un bel<br \/>\npezzo: era molto divertente. Stavano giocando cos\u00ec quando giunse una<br \/>\ngrande slitta, tutta dipinta di bianco, dove sedeva una persona avvolta<br \/>\nin una morbida pelliccia bianca e con un cappuccio in testa; la slitta<br \/>\nfece due volte il giro della piazza e Kay vi leg\u00f2 svelto lo slittino,<br \/>\ncos\u00ec si fece trascinare. And\u00f2 sempre pi\u00f9 forte fino alla strada<br \/>\nsuccessiva; la persona che guidava volt\u00f2 la testa e fece un cenno molto<br \/>\naffettuoso a Kay, come se si conoscessero gi\u00e0; ogni volta che Kay voleva<br \/>\n sciogliere il suo slittino quella gli faceva di nuovo cenno, e cos\u00ec Kay<br \/>\n rimaneva seduto; corsero fino alla porta della citt\u00e0. Allora la neve<br \/>\ncominci\u00f2 a precipitare cos\u00ec f\u00ectta che il fanciullo non poteva vedere a<br \/>\nun palmo davanti a s\u00e9, mentre veniva trascinato via cos\u00ec sciolse<br \/>\nvelocemente il laccio per staccarsi dalla grande slitta, ma non serv\u00ec a<br \/>\nnulla, la sua piccola slitta rimase attaccata, e andava alla velocit\u00e0<br \/>\ndel vento. Allora url\u00f2 forte, ma nessuno lo sent\u00ec e la neve continuava a<br \/>\n cadere e la slitta continuava a correre, ogni tanto dava un balzo, era<br \/>\ncome se stesse passando sopra fossi o siepi. Kay era spaventatissimo,<br \/>\nvoleva recitare il Padre Nostro, ma riusciva solo a ricordare la tavola<br \/>\npitagorica.<br \/>\n            I fiocchi di neve diventavano sempre pi\u00f9 grandi, alla fine<br \/>\nsembravano grosse galline bianche; improvvisamente la slitta balz\u00f2 di<br \/>\nlato, si ferm\u00f2 e la persona che la guidava si alz\u00f2; la pelliccia e il<br \/>\ncappuccio erano fatti di neve, e lei era una dama, alta e snella, di un<br \/>\ncandore splendente, era la regina della neve.<br \/>\n            \u00abAbbiamo fatto un bel giro!\u00bb esclam\u00f2 \u00abma che freddo!<br \/>\nRiparati nella mia pelliccia di orso!\u00bb e se lo mise vicino sulla slitta e<br \/>\n gli avvolse intorno la pelliccia, e a lui sembr\u00f2 di affondare in una<br \/>\nmontagna di neve.<br \/>\n            \u00abHai ancora freddo?\u00bb chiese, baciandolo sulla fronte. Oh! il<br \/>\n bacio era pi\u00f9 freddo del ghiaccio, e gli and\u00f2 direttamente al cuore,<br \/>\nche gi\u00e0 era un pezzo di ghiaccio. Gli sembr\u00f2 di morire. Ma solo per un<br \/>\nattimo, poi si sent\u00ec bene; e non not\u00f2 pi\u00f9 il freddo tutt&#8217;intorno.<br \/>\n            \u00abLo slittino? Non dimenticare il mio slittino!\u00bb fu la prima<br \/>\ncosa che ricord\u00f2; lo slittino venne legato a una delle galline bianche,<br \/>\nche seguivano volando la slitta della regina. La regina della neve diede<br \/>\n un altro bacio a Kay e subito lui dimentic\u00f2 la piccola Gerda e tutti<br \/>\nquelli che erano a casa.<br \/>\n            \u00abNon ti dar\u00f2 pi\u00f9 baci!\u00bb esclam\u00f2 lei \u00abaltrimenti ti farei morire.\u00bb<br \/>\n            Kay la guard\u00f2: era cos\u00ec bella, un viso pi\u00f9 bello e<br \/>\nintelligente non lo avrebbe potuto immaginare; ora non sembrava pi\u00f9 di<br \/>\nghiaccio, come quella volta che l&#8217;aveva vista fuori dalla finestra<br \/>\nmentre gli faceva cenno: ai suoi occhi appariva perfetta, non sent\u00ec<br \/>\naffatto paura, le raccont\u00f2 che sapeva fare i calcoli a memoria, anche<br \/>\ncon le frazioni, che conosceva l&#8217;estensione in miglia quadrate dei vari<br \/>\npaesi e il numero degli abitanti; lei continuava a sorridergli. Allora<br \/>\nKay pens\u00f2 che non era abbastanza quello che conosceva, cos\u00ec guard\u00f2 in<br \/>\nalto, nel grande spazio dell&#8217;aria, e la regina vol\u00f2 con lui, vol\u00f2 in<br \/>\nalto su una nera nuvola, mentre la tempesta infuriava e fischiava,<br \/>\nsembrava che cantasse vecchie canzoni. Volarono sopra boschi e laghi,<br \/>\nsopra giardini e paesi, sotto di loro soffiava il freddo vento,<br \/>\nululavano i lupi, la neve cadeva, sopra di loro volavano neri corvi<br \/>\ngracchianti, ma sopra a tutto brillava la luna, grande e luminosa, e<br \/>\nalla luna Kay guard\u00f2 in quella lunghissima notte d&#8217;inverno; quando venne<br \/>\n il giorno dormiva ai piedi della regina della neve.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Terza storia. Il giardino fiorito della donna che sapeva compiere magie<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Ma come si sent\u00ec la piccola Gerda quando Kay non torn\u00f2 pi\u00f9<br \/>\nindietro? Dov&#8217;era finito? Nessuno lo sapeva, nessuno sapeva dare<br \/>\ninformazioni. I ragazzi raccontarono solo che lo avevano visto legare il<br \/>\n suo slittino a una magnifica slitta che era passata per quella piazza e<br \/>\n era poi uscita dalla porta della citt\u00e0. Nessuno sapeva dove fosse,<br \/>\nmolte lacrime scorsero, la piccola Gerda pianse profondamente e a lungo,<br \/>\n poi dissero che era morto, che era affogato nel fiume che passava<br \/>\nvicino alla citt\u00e0 oh, furono proprio lunghi scuri giorni d&#8217;inverno.<br \/>\n            Poi venne la primavera con il sole caldo.<br \/>\n            \u00abKay \u00e8 morto, \u00e8 sparito\u00bb disse la piccola Gerda<br \/>\n            \u00abNo, non lo credo!\u00bb rispose il sole.<br \/>\n            \u00ab\u00c8 morto, \u00e8 sparito\u00bb lei diceva alle rondini.<br \/>\n            \u00abNon lo crediamo!\u00bb rispondevano loro, e alla fine non lo credette pi\u00f9 nemmeno la piccola Gerda.<br \/>\n            \u00abMi metter\u00f2 le mie nuove scarpette rosse\u00bb disse una mattina<br \/>\n\u00abquelle che Kay non hai mai visto, e poi andr\u00f2 al fiume a chiedere di<br \/>\nlui.\u00bb<br \/>\n            Era molto presto, lei baci\u00f2 la vecchia nonna che ancora<br \/>\ndormiva, si mise le scarpette rosse e si diresse tutta sola fuori dalla<br \/>\ncitt\u00e0 verso il fiume.<br \/>\n            \u00ab\u00c8 vero che hai preso il mio piccolo compagno di giochi? Ti<br \/>\nregaler\u00f2 le mie scarpette rosse se me lo renderai di nuovo.\u00bb<br \/>\n            Le sembr\u00f2 che le onde facessero dei cenni molto strani;<br \/>\nallora prese le scarpette rosse, quelle che le erano pi\u00f9 care, e le<br \/>\ngett\u00f2 nel fiume, ma caddero vicino alla riva e le onde le riportarono<br \/>\nimmediatamente a terra. Sembrava che il fiume non volesse prendere la<br \/>\ncosa pi\u00f9 cara a Gerda, poich\u00e9 non poteva restituirle il piccolo Kay; lei<br \/>\n invece credette di non aver gettato le scarpe abbastanza al largo, cos\u00ec<br \/>\n sal\u00ec su una barchetta che si trovava tra le canne, avanz\u00f2 fino alla<br \/>\nprua, e da li gett\u00f2 le scarpette, ma la barca non era legata bene e per<br \/>\nquel movimento che lei fece si allontan\u00f2 da terra; Gerda lo cap\u00ec e<br \/>\nsubito cerc\u00f2 di scendere, ma prima che fosse tornata indietro la barca<br \/>\nera gi\u00e0 lontana pi\u00f9 di un braccio dalla riva e ora galleggiava sempre<br \/>\npi\u00f9 veloce.<br \/>\n            La piccola Gerda si spavent\u00f2 terribilmente e si mise a<br \/>\npiangere; nessuno la ud\u00ec eccetto i passeri, ma questi non la potevano<br \/>\nriportare a terra; comunque volarono lungo la sponda e cantarono, come<br \/>\nper consolarla: \u00abSiamo qui! Siamo qui!\u00bb. La barca seguiva la corrente;<br \/>\nla piccola Gerda se ne stava seduta scalza: le sue scarpette rosse<br \/>\ngalleggiavano dietro la barca, ma non riuscivano a raggiungerla perch\u00e9<br \/>\nquella correva pi\u00f9 veloce.<br \/>\n            Le due sponde erano belle, con splendidi fiori, vecchi<br \/>\nalberi e i pendii pieni di pecore e di mucche, ma non si vedeva neppure<br \/>\nun uomo.<br \/>\n            &#8220;Forse il fiume mi porter\u00e0 dal piccolo Kay&#8221; pens\u00f2 Gerda e<br \/>\ncos\u00ec le torn\u00f2 il buonumore, si alz\u00f2 e guard\u00f2 per molte ore le due belle<br \/>\nrive verdi; poi giunse a un grande giardino di ciliegi dove si trovava<br \/>\nuna casetta con strane finestre rosse e blu e il tetto di paglia; due<br \/>\nsoldati di legno presentavano le armi a quanti passavano di l\u00ec in barca.<br \/>\n            Gerda grid\u00f2 verso di loro, credeva fossero vivi, ma loro<br \/>\nnaturalmente non risposero. Gli pass\u00f2 molto vicino, e il fiume spingeva<br \/>\nla barchetta proprio verso terra.<br \/>\n            Gerda grid\u00f2 ancora pi\u00f9 forte, cos\u00ec usc\u00ec dalla casa una donna<br \/>\n vecchissima che si appoggiava a un bastone ricurvo; aveva in testa un<br \/>\ngrande cappello di paglia su cui erano dipinti i fiori pi\u00f9 belli.<br \/>\n            \u00abOh, povera bambina\u00bb esclam\u00f2 la vecchia \u00abcome hai fatto a<br \/>\nessere presa da questa forte corrente e venir trascinata cos\u00ec lontano<br \/>\nnel vasto mondo!\u00bb e intanto entrava in acqua; afferr\u00f2 col bastone<br \/>\nricurvo la barca, la port\u00f2 a riva e sollev\u00f2 la piccola Gerda.<br \/>\n            Gerda era contenta di trovarsi all&#8217;asciutto, ma aveva un po&#8217; paura di quella vecchia sconosciuta.<br \/>\n            \u00abVieni, raccontami chi sei e come sei arrivata qui\u00bb le disse la vecchia.<br \/>\n            Gerda le raccont\u00f2 ogni cosa e la vecchia scuoteva il capo e<br \/>\ndiceva: \u00abUhm! Uhm!\u00bb. Quando Gerda, dopo aver narrato tutto, le chiese se<br \/>\n per caso non aveva visto il piccolo Kay, la donna rispose che non era<br \/>\nancora passato di l\u00ec ma che sarebbe senz&#8217;altro venuto; quindi lei non<br \/>\ndoveva essere cos\u00ec triste, ma doveva assaggiare le sue ciliege e<br \/>\nguardare i fiori che erano molto pi\u00f9 belli di quelli dei libri<br \/>\nillustrati, perch\u00e9 ognuno di loro sapeva raccontare un&#8217;intera storia.<br \/>\nPrese Gerda per mano e entrarono nella casetta, e la vecchia chiuse la<br \/>\nporta a chiave.<br \/>\n            Le finestre erano molto alte e i vetri erano rossi, blu e<br \/>\ngialli; la luce del giorno splendeva strana l\u00ec dentro con tutti i colori<br \/>\n ma sul tavolo c&#8217;erano ciliege bellissime e Gerda ne mangi\u00f2 quante<br \/>\nvolle, perch\u00e9 l\u00ec non aveva nessuna paura. Mentre lei mangiava, la<br \/>\nvecchia le pettinava i capelli con un pettine d&#8217;oro, e i capelli si<br \/>\narricciavano e splendevano di un oro delizioso intorno al grazioso vi<br \/>\nsino, che era rotondo e sembrava una rosa.<br \/>\n            \u00abDa tanto tempo desideravo una bambina cos\u00ec dolce!\u00bb esclam\u00f2<br \/>\nla vecchia. \u00abVedrai come staremo bene insieme noi due\u00bb e mentre<br \/>\npettinava i capelli della piccola Gerda la bambina dimenticava sempre<br \/>\npi\u00f9 Kay, il suo compagno di giochi, perch\u00e9 la vecchia sapeva fare magie,<br \/>\n ma non era una maga cattiva, faceva magie solo per il suo divertimento,<br \/>\n e ora voleva semplicemente trattenere presso di s\u00e9 la piccola Gerda.<br \/>\nPer questo usc\u00ec in giardino, tese il bastone ricurvo verso tutti i rosai<br \/>\n che erano splendidamente fioriti, e questi sparirono tutti quanti nella<br \/>\n terra nera e non si pot\u00e8 pi\u00f9 capire dove stavano prima. La vecchia<br \/>\ninfatti temeva che Gerda, vedendo le rose, potesse pensare alle sue, e<br \/>\nquindi ricordare il piccolo Kay e fuggire.<br \/>\n            La vecchia condusse poi Gerda nel giardino fiorito. Che<br \/>\nprofumo, e che splendore! Tutti i fiori immaginabili, di ogni stagione,<br \/>\nsi trovavano l\u00ec, e tutti in fiore; nessun libro illustrato poteva essere<br \/>\n pi\u00f9 bello e pi\u00f9 colorato. Gerda salt\u00f2 di gioia e gioc\u00f2 finch\u00e9 il sole<br \/>\nnon scese dietro i grandi alberi di ciliegi, allora ebbe un delizioso<br \/>\nlettino con le coperte di seta rossa, ricamate a violette azzurre; dorm\u00ec<br \/>\n e sogn\u00f2 beatamente, come nessuna regina avrebbe fatto neppure il giorno<br \/>\n del suo matrimonio.<br \/>\n            Il giorno dopo pot\u00e8 giocare ancora al sole, con i fiori, e<br \/>\ncos\u00ec passarono molti giorni. Gerda conosceva ogni fiore, ma nonostante<br \/>\nfossero molti, le sembrava che ne mancasse uno, per\u00f2 non sapeva quale.<br \/>\n            Un giorno si mise a guardare il vecchio cappello di paglia<br \/>\ndella donna, con tutti quei fiori disegnati, e il pi\u00f9 bello di questi<br \/>\nera una rosa. La vecchia aveva dimenticato di farla sparire dal<br \/>\ncappello, quando aveva seppellito le altre nella terra. Eh, non si pu\u00f2<br \/>\npensare sempre a tutto!<br \/>\n            \u00abCome!\u00bb esclam\u00f2 Gerda \u00abnon c&#8217;\u00e8 neppure una rosa?\u00bb Salt\u00f2 tra<br \/>\nle aiuole, cerc\u00f2 e cerc\u00f2, ma non ne trov\u00f2 nessuna, allora si sedette e<br \/>\ncominci\u00f2 a piangere, ma le sue calde lacrime caddero proprio dove un<br \/>\nrosaio era stato seppellito. E quando quelle lacrime bagnarono la terra,<br \/>\n il rosaio improvvisamente spunt\u00f2 fuori, tutto in fiore proprio come<br \/>\nquando era sprofondato, e Gerda lo abbracci\u00f2, baci\u00f2 le rose e pens\u00f2 a<br \/>\nquelle splendide rose di casa sua e cos\u00ec pens\u00f2 anche al piccolo Kay.<br \/>\n            \u00abOh, quanto tempo ho perso!\u00bb disse la bambina. \u00abDevo trovare<br \/>\n Kay! Voi non sapete dove si trova?\u00bb chiese alle rose \u00abcredete che sia<br \/>\nmorto?\u00bb<br \/>\n            \u00abNo, non \u00e8 morto\u00bb risposero le rose. \u00abNoi siamo state sotto terra, l\u00e0 si trovano tutti i morti, e Kay non c&#8217;era.\u00bb<br \/>\n            \u00abGrazie!\u00bb disse la piccola Gerda, dirigendosi verso gli<br \/>\naltri fiori; guard\u00f2 nei loro calici e chiese: \u00abVoi non sapete dove si<br \/>\ntrova il piccolo Kay?\u00bb.<br \/>\n            Ma ogni fiore si trovava al sole a sognare la sua favola o<br \/>\nla sua storia, e la piccola Gerda ne sent\u00ec moltissime, ma nessuna le<br \/>\nparlava di Kay.<br \/>\n            Che cosa disse il giglio rosso?<br \/>\n            \u00abSenti il tamburo? bum! bum! ci sono solo due tonalit\u00e0,<br \/>\nsempre bum! bum! Senti il lamento di dolore delle donne? Senti il grido<br \/>\ndei sacerdoti? Nel suo lungo mantello la donna indiana sta sul rogo, le<br \/>\nfiamme avvolgono lei e il marito morto ma la donna indiana pensa a colui<br \/>\n che vive, a colui i cui occhi bruciano il suo cuore pi\u00f9 caldi delle<br \/>\nfiamme che presto trasformeranno il suo corpo in cenere. Pu\u00f2 la fiamma<br \/>\ndel cuore morire nella fiamma del rogo?\u00bb<br \/>\n            \u00abIo non capisco niente!\u00bb disse la piccola Gerda.<br \/>\n            \u00ab\u00c8 la mia storia!\u00bb disse il giglio rosso.<br \/>\n            Che cosa dice il convolvolo?<br \/>\n            \u00abL\u00e0 in fondo alla stretta strada di montagna si trova una<br \/>\nantica rocca; la fitta edera verde cresce lungo i vecchi muri rossi,<br \/>\nfoglia dopo foglia, fino intorno al balcone, l\u00ec si trova una graziosa<br \/>\nfanciulla che si affaccia oltre il parapetto e guarda verso la strada.<br \/>\nNessuna rosa che spunta tra i rami \u00e8 pi\u00f9 fresca di lei, nessun fiore di<br \/>\nmelo, che il vento porta via dall&#8217;albero, \u00e8 pi\u00f9 leggero di lei; come<br \/>\nfruscia il suo magnifico mantello di seta! &#8220;Eppure lui non arriva!.&#8221;\u00bb<br \/>\n            \u00abE Kay che intendi?\u00bb chiese la piccola Gerda.<br \/>\n            Che cosa racconta la piccola primula?<br \/>\n            \u00abLegata agli alberi con due corde pende una lunga asse, \u00e8 un<br \/>\n altalena; due graziose fanciulle con abiti bianchi come la neve e<br \/>\nlunghi nastri di seta verde legati tra i capelli, si dondolano; il<br \/>\nfratello, che \u00e8 pi\u00f9 grande di loro, sta in piedi sull&#8217;altalena e si<br \/>\nregge alla corda con il braccio, perch\u00e9 in una mano ha una piccola<br \/>\nbacinella e nell&#8217;altra una cannuccia di gesso, con cui soffia le bolle<br \/>\ndi sapone. L&#8217;altalena va, e le bolle volano splendide nei loro colori<br \/>\ncangianti; l&#8217;ultima \u00e8 ancora attaccata alla cannuccia e si piega al<br \/>\nvento; l&#8217;altalena va. Il cagnolino nero, leggero come le bolle, si<br \/>\nsolleva sulle zampe posteriori e vuol salire anche lui sull&#8217;altalena,<br \/>\nquesta vola, il cane cade, abbaia e si arrabbia; rimane con un palmo di<br \/>\nnaso le bolle scoppiano. Un&#8217;asse che dondola, un&#8217;immagine fatta di<br \/>\nschiuma che scoppia, questa \u00e8 la mia canzone!\u00bb<br \/>\n            \u00abPu\u00f2 darsi che sia bello quello che racconti, ma lo dici con una tale tristezza e non parli affatto di Kay.\u00bb<br \/>\n            Che cosa dicono i giacinti?<br \/>\n            \u00abC&#8217;erano una volta tre bellissime sorelle, pallide e<br \/>\nsottili, una vestita di rosso, un&#8217;altra di blu e la terza di bianco,<br \/>\ndanzavano tenendosi per mano vicino al tranquillo laghetto al chiaro di<br \/>\nluna. Non erano fanciulle degli elfi, erano figlie degli uomini. C&#8217;era<br \/>\nun profumo cos\u00ec dolce, e le fanciulle sparirono nel bosco. Il profumo<br \/>\ndivent\u00f2 sempre pi\u00f9 intenso, tre bare in cui giacevano le graziose<br \/>\nfanciulle si staccarono dal fitto del bosco verso il lago; le luminose<br \/>\nlucciole volavano tutt&#8217;intorno, come piccole deboli luci. Dormono le<br \/>\nfanciulle danzanti, o sono morte? Il profumo dei fiori dice che sono<br \/>\ncadaveri; la campana della sera suona per i morti.\u00bb<br \/>\n            \u00abMi rendi cos\u00ec triste!\u00bb disse la piccola Gerda. \u00abHai un<br \/>\nprofumo cos\u00ec forte; mi fai pensare alle fanciulle morte. Ah, allora<br \/>\nanche il piccolo Kay \u00e8 ormai morto? Le rose sono state gi\u00f9 nella terra e<br \/>\n dicono di no.\u00bb<br \/>\n            \u00abDin, din, dan, dan!\u00bb suonarono le campane dei giacinti.<br \/>\n\u00abNoi non suoniamo per il piccolo Kay, non lo conosciamo neppure! Noi<br \/>\ncantiamo solo la nostra canzone, l&#8217;unica che conosciamo!\u00bb<br \/>\n            Gerda s&#8217;incammin\u00f2 verso il ranuncolo, che brillava tra le verdi foglie luccicanti.<br \/>\n            \u00abTu sei un piccolo sole chiaro\u00bb gli disse. \u00abDimmi se sai dove posso trovare il mio compagno di giochi!\u00bb<br \/>\n            E il ranuncolo brill\u00f2 cos\u00ec delizioso guardando verso Gerda.<br \/>\n            Quale canzone poteva cantare il ranuncolo? Neppure la sua parlava di Kay.<br \/>\n            \u00abIn un piccolo cortile brillava il sole di Nostro Signore<br \/>\ncos\u00ec caldo nel primo giorno di primavera; i raggi cadevano lungo la<br \/>\nbianca parete della casa del vicino ai cui piedi crescevano i primi<br \/>\nfiori gialli, brillando come d&#8217;oro ai caldi raggi del sole; la vecchia<br \/>\nnonna era fuori sulla sua seggiola, la nipotina, una graziosa ma povera<br \/>\nservetta, venne a casa per una breve visita, e baci\u00f2 la nonna. C&#8217;era<br \/>\noro, l&#8217;oro del cuore in quel bacio benedetto. Oro sulla bocca, oro nel<br \/>\nfondo del cuore, oro quass\u00f9 nelle prime ore del mattino! Ecco questa \u00e8<br \/>\nla mia piccola storia!\u00bb disse il ranuncolo.<br \/>\n            \u00abLa mia povera vecchia nonna!\u00bb sospir\u00f2 Gerda. \u00abCertamente ha<br \/>\n nostalgia di me, \u00e8 triste per me, come lo era stata per il piccolo Kay,<br \/>\n ma io torner\u00f2 presto a casa, e porter\u00f2 Kay con me. Non serve a nulla<br \/>\nche io chieda ai fiori, loro conoscono solo le loro canzoni, non mi<br \/>\ndanno notizie.\u00bb Cos\u00ec si rimbocc\u00f2 il vestitino per correre pi\u00f9 in fretta;<br \/>\n ma il narciso le colp\u00ec una gamba, mentre lei gli saltava sopra; allora<br \/>\nsi ferm\u00f2, guard\u00f2 quel lungo stelo giallo e chiese: \u00abTu sai forse<br \/>\nqualcosa?\u00bb e gli si chin\u00f2 sopra fino a toccarlo.<br \/>\n            Che cosa disse il narciso?<br \/>\n            \u00abIo posso vedermi, io posso vedermi!\u00bb disse. \u00abOh, come<br \/>\nprofumo! Su nella piccola soffitta, mezza svestita, si trova una piccola<br \/>\n ballerina, lei sta in piedi alcune volte su una gamba sola, a volte su<br \/>\ndue, tira calci a tutto il mondo; ma \u00e8 solo un&#8217;illusione. Versa l&#8217;acqua<br \/>\ndella teiera su un pezzo di stoffa che tiene in mano, \u00e8 il suo<br \/>\ncorpettino. La pulizia \u00e8 una buona cosa! Anche l&#8217;abitino bianco che<br \/>\ntiene appeso al gancio viene lavato nell&#8217;acqua della teiera e poi messo a<br \/>\n asciugare sul tetto; lei lo indossa, con un fazzoletto giallo come lo<br \/>\nzafferano intorno al collo, cos\u00ec l&#8217;abitino sembra ancora pi\u00f9 bianco.<br \/>\nGamba in aria! Guarda come si regge su un piedino! Io posso vedermi! Io<br \/>\nposso vedermi!\u00bb<br \/>\n            \u00abNon mi interessa nulla!\u00bb esclam\u00f2 Gerda \u00abnon sono cose da<br \/>\nraccontare a me!\u00bb e intanto se ne corse verso la siepe del giardino.<br \/>\n            Il cancello era chiuso, ma lei rimosse il gancio arrugginito<br \/>\n che si stacc\u00f2, cos\u00ec la porta si apr\u00ec e lei corse a piedi nudi nel vasto<br \/>\n mondo. Per tre volte si guard\u00f2 indietro, ma nessuno la rincorreva; alla<br \/>\n fine non pot\u00e8 pi\u00f9 correre e sedette su una grande pietra, si guard\u00f2<br \/>\nintorno, l&#8217;estate era passata, era gi\u00e0 autunno inoltrato, ma non lo si<br \/>\nnotava nel bel giardino dove brillava sempre il sole e si trovavano i<br \/>\nfiori di tutte le stagioni.<br \/>\n            \u00abOh, Signore, come ho fatto tardi!\u00bb esclam\u00f2 la piccola<br \/>\nGerda. \u00ab\u00c8 gi\u00e0 autunno: ora non posso neppure riposarmi!\u00bb e si alz\u00f2 per<br \/>\nripartire.<br \/>\n            Oh, come erano stanchi e doloranti i suoi piedini, e che<br \/>\nfreddo e che tristezza c&#8217;era tutt&#8217;intorno; le lunghe foglie dei salici<br \/>\nerano tutte gialle, stillanti di brina; una foglia cadeva dopo l&#8217;altra,<br \/>\nsolo il susino aveva ancora i frutti, ma cos\u00ec amari che legavano i<br \/>\ndenti. Oh, com&#8217;era grigio e triste il vasto mondo!<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Quarta storia. Il principe e la principessa<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Gerda dovette riposarsi di nuovo; allora una grossa<br \/>\ncornacchia saltell\u00f2 sulla neve proprio davanti a lei; rimase seduta a<br \/>\nlungo osservandola e scuotendo la testa, poi disse: \u00abCra, era! Buon d\u00ec,<br \/>\nBuon d\u00ec!\u00bb; meglio non riusc\u00ec a dirlo, ma era ben disposta verso la<br \/>\nfanciulla e le chiese come mai se ne andasse tutta sola nel vasto mondo.<br \/>\n La parola: sola, Gerda la cap\u00ec molto bene e sent\u00ec tutto quello che<br \/>\nsignificava; cos\u00ec raccont\u00f2 alla cornacchia tutta la sua vita e le chiese<br \/>\n se non avesse visto Kay.<br \/>\n            La cornacchia mosse la testa pensierosa e disse: \u00abPu\u00f2 essere! Pu\u00f2 essere!\u00bb.<br \/>\n            \u00abLo credi?\u00bb grid\u00f2 la piccola Gerda e si mise a baciarla con tale foga che quasi la stava uccidendo.<br \/>\n            \u00abPiano, piano!\u00bb disse la cornacchia. \u00abCredo che possa essere<br \/>\n il piccolo Kay, ma sicuramente ora ti ha dimenticato per la<br \/>\nprincipessa!\u00bb<br \/>\n            \u00abAbita presso una principessa?\u00bb chiese Gerda.<br \/>\n            \u00abS\u00ec, ascolta!\u00bb disse la cornacchia. \u00abMa io ho difficolt\u00e0 a<br \/>\nparlare la tua lingua; se tu capissi il linguaggio delle cornacchie,<br \/>\npotrei raccontartelo meglio.\u00bb<br \/>\n            \u00abNo, non l&#8217;ho imparato\u00bb esclam\u00f2 Gerda \u00abma la nonna lo sapeva<br \/>\n parlare, e sapeva anche il linguaggio dei neonati. Se solo l&#8217;avessi<br \/>\nimparato anch&#8217;io!\u00bb<br \/>\n            \u00abNon importa!\u00bb disse la cornacchia \u00abracconter\u00f2 meglio che<br \/>\nposso, ma certo mi verr\u00e0 male\u00bb e cos\u00ec raccont\u00f2 quello che sapeva.<br \/>\n            \u00abIn questo regno, dove ci troviamo ora, abita una<br \/>\nprincipessa straordinariamente intelligente; legge tutti i giornali che<br \/>\nci sono al mondo e poi li dimentica di nuovo, tanto \u00e8 intelligente. Un<br \/>\ngiorno, mentre sedeva sul trono, che non \u00e8 una cosa molto divertente, si<br \/>\n mise a canticchiare una canzone che diceva cos\u00ec: &#8220;Perch\u00e9 non dovrei<br \/>\nsposarmi?.&#8221; &#8211; &#8220;Ecco \u00e8 proprio un&#8217;idea!&#8221; esclam\u00f2, e cos\u00ec si volle<br \/>\nsposare, ma voleva avere un marito che sapesse rispondere quando lei gli<br \/>\n avesse rivolto la parola, uno che non se ne stesse l\u00ec fermo e ben<br \/>\ndistinto, perch\u00e9 \u00e8 molto noioso. Allora riun\u00ec tutte le dame di corte e<br \/>\nquando queste sentirono che cosa voleva, si dimostrarono molto contente.<br \/>\n &#8220;Molto bene!&#8221; dissero &#8220;l&#8217;altro giorno pensavamo proprio a questo.&#8221; Puoi<br \/>\n credere a ogni parola che ti dico!\u00bb soggiunse la cornacchia. \u00abHo una<br \/>\nfidanzata addomesticata, che abita al castello, e mi ha raccontato tutto<br \/>\n lei.\u00bb<br \/>\n            La sua fidanzata era naturalmente anche lei una cornacchia;<br \/>\nperch\u00e9 ogni cornacchia cerca il suo simile, che \u00e8 una cornacchia.<br \/>\n            \u00abSubito uscirono i giornali con il bordo pieno di cuori, e<br \/>\ncon il simbolo della principessa; ci si poteva leggere che ogni giovane<br \/>\ndi bell&#8217;aspetto era libero di andare al castello e di parlare con la<br \/>\nprincipessa, e chi avesse parlato completamente a suo agio, e meglio di<br \/>\ntutti, sarebbe stato prescelto dalla principessa! S\u00ec, s\u00ec\u00bb disse la<br \/>\ncornacchia \u00abpuoi credermi, \u00e8 proprio vero, come il fatto che noi stiamo<br \/>\nqui; la gente accorreva, ci fu un gran movimento e una gran folla! Ma la<br \/>\n faccenda non si risolse, n\u00e9 il primo giorno, n\u00e9 il secondo. Tutti<br \/>\nsapevano parlare bene, quando si trovavano per strada, ma non appena<br \/>\nentravano nel portone del castello e vedevano la guardia vestita<br \/>\nd&#8217;argento e su per le scale e i valletti vestiti d&#8217;oro, e le grandi sale<br \/>\n illuminate, allora si confondevano. Cos\u00ec si trovavano davanti al trono<br \/>\ndove stava la principessa, e non sapevano dire nulla se non l&#8217;ultima<br \/>\nparola che lei aveva detto, e a lei naturalmente non interessava<br \/>\nrisentirla! Era come se la gente l\u00ec dentro avesse ingerito del tabacco e<br \/>\n fosse caduta in letargo, finch\u00e9 non usciva di nuovo sulla strada,<br \/>\nallora sapeva parlare! C&#8217;era una fila che andava dalle porte della citt\u00e0<br \/>\n fino al castello. Io stesso ero l\u00ec a vedere!\u00bb raccont\u00f2 la cornacchia.<br \/>\n\u00abTutti avevano fame e sete, ma dal castello non ebbero neppure un<br \/>\nbicchiere d&#8217;acqua tiepida, certo qualcuno dei pi\u00f9 intelligenti s&#8217;era<br \/>\nportato dei panini da casa, ma non li divise con i vicini, perch\u00e9<br \/>\npensava: &#8220;Se questo sembra affamato, la principessa non lo sceglier\u00e0!.&#8221;\u00bb<br \/>\n            \u00abMa Kay, il piccolo Kay?\u00bb chiese Gerda \u00abquando arriva? Era tra tutti gli altri?\u00bb<br \/>\n            \u00abDammi tempo, dammi tempo! Adesso arriviamo anche a lui. Era<br \/>\n il terzo giorno quando arriv\u00f2 una personcina senza cavallo e senza<br \/>\ncarrozza, che marciava ardita verso il castello, i suoi occhi brillavano<br \/>\n come i tuoi, aveva lunghi capelli bellissimi, ma aveva vestiti molto<br \/>\npoveri.\u00bb<br \/>\n            \u00abEra Kay!\u00bb grid\u00f2 Gerda felice. \u00abAh, allora l&#8217;ho trovato!\u00bb e si mise a battere le mani.<br \/>\n            \u00abAveva un fagotto sulle spalle!\u00bb aggiunse la cornacchia<br \/>\n            \u00abNo, era certo lo slittino\u00bb spieg\u00f2 Gerda \u00abperch\u00e9 se ne era andato con la slitta.\u00bb<br \/>\n            \u00ab\u00c8 possibile\u00bb disse la cornacchia. \u00abIo non ho guardato<br \/>\nattentamente. Ma so dalla mia fidanzata che quando arriv\u00f2 alla porta del<br \/>\n castello e vide la guardia vestita d&#8217;argento e poi lungo le scale i<br \/>\nvalletti vestiti d&#8217;oro, non rest\u00f2 affatto imbarazzato: fece un cenno e<br \/>\ndisse: &#8220;Dev&#8217;essere noioso restare l\u00ec sulle scale, io preferisco<br \/>\nentrare.&#8221; Le sale splendevano per le candele; i consiglieri e i ministri<br \/>\n camminavano a piedi nudi e portavano vassoi d&#8217;oro: c&#8217;era di che restare<br \/>\n imbarazzati! I suoi stivali scricchiolavano terribilmente, ma lui non<br \/>\naveva timore!\u00bb<br \/>\n            \u00ab\u00c8 sicuramente Kay!\u00bb disse Gerda. \u00abSo che aveva gli stivali<br \/>\nnuovi, li ho sentiti scricchiolare nella camera della nonna.\u00bb<br \/>\n            \u00abAh, s\u00ec, scricchiolavano davvero!\u00bb disse la cornacchia. \u00abMa<br \/>\nlui se ne and\u00f2 tranquillamente dalla principessa, che sedeva su una<br \/>\nperla grande come la ruota di un fuso; tutte le dame di corte con le<br \/>\nloro cameriere e con le cameriere delle cameriere, e tutti i cavalieri<br \/>\ncon i loro servitori e con i servitori dei servitori, che avevano con<br \/>\nloro i paggi, se ne stavano impalati tutt&#8217;intorno; e pi\u00f9 erano vicini<br \/>\nalla porta, pi\u00f9 apparivano pieni di superbia. Il paggio del servitore<br \/>\ndei servitori, che va sempre in giro in pantofole, non lo si poteva<br \/>\nquasi guardare, tanto se ne stava fiero vicino alla porta!\u00bb<br \/>\n            \u00abDeve essere orribile!\u00bb esclam\u00f2 la piccola Gerda. \u00abE Kay? Ha sposato la principessa?\u00bb<br \/>\n            \u00abSe non fossi stato una cornacchia, l&#8217;avrei sposata io,<br \/>\nanche se sono gi\u00e0 fidanzato. Deve aver parlato molto bene, come parlo io<br \/>\n nella lingua delle cornacchie: questo mi ha raccontato la mia<br \/>\nfidanzata. Era proprio audace e grazioso; non era venuto per chiedere la<br \/>\n mano della principessa; ma solo per sentire la sua intelligenza, e la<br \/>\ntrov\u00f2 eccezionale, come lei trov\u00f2 eccezionale lui.\u00bb<br \/>\n            \u00abDi certo era Kay!\u00bb disse Gerda. \u00abEra cos\u00ec intelligente:<br \/>\nsapeva fare i conti a memoria con le frazioni! Oh, non mi puoi far<br \/>\nentrare nel castello?\u00bb<br \/>\n            \u00abGi\u00e0, \u00e8 facile a dirsi!\u00bb disse la cornacchia. \u00abMa come<br \/>\npossiamo fare? Devo parlarne alla mia cara fidanzata; lei ci sapr\u00e0<br \/>\nconsigliare bene; perch\u00e9, questo te lo devo dire, una bambina come te<br \/>\nnon avr\u00e0 mai il permesso di entrare ufficialmente.\u00bb<br \/>\n            \u00abS\u00ec che lo avr\u00f2\u00bb rispose Gerda. \u00abQuando Kay sapr\u00e0 che sono qui, verr\u00e0 senz&#8217;altro fuori a prendermi.\u00bb<br \/>\n            \u00abAspettami l\u00e0 vicino a quel varco!\u00bb disse la cornacchia, e scuotendo il capo vol\u00f2 via.<br \/>\n            La cornacchia torn\u00f2 quando gi\u00e0 era venuto buio. \u00abCra, era<br \/>\nera!\u00bb disse. \u00abDevo salutarti da parte della mia fidanzata. E qui c&#8217;\u00e8 un<br \/>\npanino per te. L&#8217;ha preso in cucina, ce n&#8217;\u00e8 tanto di pane e tu sei<br \/>\nsicuramente affamata. Non \u00e8 possibile che tu entri nel castello: sei a<br \/>\npiedi nudi e la guardia vestita d&#8217;argento e i valletti vestiti d&#8217;oro non<br \/>\n te lo permetterebbero. Ma non piangere, entrerai ugualmente. La mia<br \/>\nfidanzata conosce una piccola entrata sul retro, che conduce alla camera<br \/>\n da letto, e lei sa bene dove prendere le chiavi.\u00bb<br \/>\n            Entrarono nel giardino per il grande viale, dove le foglie<br \/>\ncadevano una dopo l&#8217;altra, e quando al castello le luci si spensero a<br \/>\nuna a una, la cornacchia condusse la piccola Gerda a una porta sul retro<br \/>\n che era socchiusa.<br \/>\n            Oh, come batteva il cuore di Gerda per la paura e per la<br \/>\nnostalgia! Era come se stesse facendo qualcosa di male, ma in realt\u00e0<br \/>\nvoleva solo sapere se si trattava del piccolo Kay. Certo, doveva essere<br \/>\nlui, e Gerda ricord\u00f2 i suoi occhi intelligenti, i suoi lunghi capelli;<br \/>\nle sembrava proprio di vederlo sorridere, come quando erano a casa sotto<br \/>\n le rose. Lui sarebbe certamente stato contento di vederla e di sentire<br \/>\nche lungo cammino aveva percorso per ritrovarlo e come tutti a casa<br \/>\nerano stati tristi quando lui non era ritornato. Oh, era paura e gioia<br \/>\ninsieme.<br \/>\n            Ora si trovavano sulla scala; su un armadio brillava una<br \/>\npiccola lampada. In mezzo al pavimento stava la cornacchia domestica che<br \/>\n girava la testa da tutte le parti e osservava Gerda fare l&#8217;inchino<br \/>\nproprio come le aveva insegnato la nonna.<br \/>\n            \u00abIl mio fidanzato ha parlato cos\u00ec bene di voi, mia piccola<br \/>\nsignorina!\u00bb disse la cornacchia domestica. \u00abIl vostvocurriculum vitae ,<br \/>\ncome si dice, \u00e8 molto commovente! Se prenderete la lanterna, vi<br \/>\npreceder\u00f2. Faremo la strada pi\u00f9 diretta, perch\u00e9 non incontreremo<br \/>\nnessuno.\u00bb<br \/>\n            \u00abMi sembra che qualcuno ci stia seguendo\u00bb disse Gerda.<br \/>\nQualcosa al suo fianco fischiava; era come se ci fossero ombre sulle<br \/>\npareti, cavalli con le criniere svolazzanti e le zampe snelle, giovani<br \/>\ncacciatori, dame e signori sui cavalli.<br \/>\n            \u00abSono solo sogni!\u00bb disse la cornacchia. \u00abVengono a prendere i<br \/>\n pensieri delle Loro Maest\u00e0 per portarli a caccia, e \u00e8 un bene, cos\u00ec voi<br \/>\n potrete osservarli meglio nei loro letti. Ma speriamo che se arriverete<br \/>\n a ottenere onori e riconoscimenti, mostrerete un cuore riconoscente.\u00bb<br \/>\n            \u00abNon si deve parlare di queste cose!\u00bb esclam\u00f2 la cornacchia del bosco.<br \/>\n            Poi entrarono nel primo salone, che era tappezzato di raso<br \/>\nrosa a fiori, qui i sogni passarono fischiando, ma se ne andarono cos\u00ec<br \/>\nin fretta che Gerda non riusc\u00ec a vedere le Loro Maest\u00e0. I saloni erano<br \/>\nuno pi\u00f9 bello dell&#8217;altro, davvero c&#8217;era da rimanere stupefatti; ora si<br \/>\ntrovavano nella camera da letto. Il soffitto l\u00e0 dentro somigliava a una<br \/>\ngrossa palma con foglie di vetro, di un vetro prezioso, e in mezzo al<br \/>\npavimento erano appesi a un grosso stelo d&#8217;oro due letti, che sembravano<br \/>\n gigli; uno era bianco e vi si trovava la principessa; l&#8217;altro era<br \/>\nrosso, e era quello dove Gerda doveva cercare il piccolo Kay. Sollev\u00f2<br \/>\nuno dei petali rossi e vide una nuca bruna: oh, era certo Kay! Grid\u00f2 a<br \/>\nvoce alta il suo nome e gli avvicin\u00f2 la lampada. I sogni a cavallo<br \/>\nfuggirono dal salone; il principe si svegli\u00f2, volt\u00f2 il capo&#8230; oh, non<br \/>\nera il piccolo Kay!<br \/>\n            Gli assomigliava soltanto per la nuca, ma era anche lui<br \/>\ngiovane e bello. Dal letto bianco a forma di giglio si affacci\u00f2 la<br \/>\nprincipessa e chiese che cosa stesse succedendo. Allora la piccola Gerda<br \/>\n si mise a piangere e raccont\u00f2 tutta la sua storia e tutto quello che le<br \/>\n cornacchie avevano fatto per lei.<br \/>\n            \u00abOh poverina!\u00bb esclamarono il principe e la principessa e<br \/>\nlodarono le cornacchie, dicendo che non erano affatto in collera con<br \/>\nloro, ma che naturalmente non avrebbero pi\u00f9 dovuto farlo. Per quella<br \/>\nvolta avrebbero ricevuto una ricompensa.<br \/>\n            \u00abVolete volare libere?\u00bb chiese la principessa \u00aboppure volete<br \/>\n avere un incarico fisso come cornacchie di corte con il diritto di<br \/>\nmangiare tutto quello che avanza in cucina?\u00bb<br \/>\n            Entrambe le cornacchie s&#8217;inchinarono e scelsero l&#8217;impiego<br \/>\nfisso; pensavano alla vecchiaia e si dissero che era un bene avere<br \/>\nqualcosa per i giorni bui, come si usa dire.<br \/>\n            Il principe si alz\u00f2 dal letto e vi fece dormire Gerda, ma di<br \/>\n pi\u00f9 non poteva fare. Lei giunse le manine e pens\u00f2: &#8220;Come sono buoni gli<br \/>\n uomini e gli animali!&#8221; e cos\u00ec chiuse gli occhi e dorm\u00ec tranquillamente.<br \/>\n Tutti i sogni rientrarono volando, e apparivano ora come angeli del<br \/>\nSignore: trascinavano una piccola slitta dove sedeva Kay che salutava.<br \/>\nMa era solo un sogno, e quando Gerda si risvegli\u00f2 era tutto sparito di<br \/>\nnuovo.<br \/>\n            Il giorno dopo venne rivestita da capo a piedi di seta e di<br \/>\nvelluto, le venne offerto di rimanere al castello con un futuro<br \/>\nassicurato, ma lei chiese solo di poter avere una piccola carrozza con<br \/>\nun cavallo e un paio di stivaletti, cos\u00ec da poter viaggiare di nuovo nel<br \/>\n vasto mondo in cerca di Kay.<br \/>\n            Ottenne stivaletti e manicotto: era molto graziosa vestita<br \/>\ncos\u00ec, e quando volle partire si ferm\u00f2 davanti alla porta una carrozza<br \/>\nnuova di oro puro con lo stemma del principe e della principessa lucente<br \/>\n come una stella; il postiglione, i servitori, e i valletti a cavallo &#8211;<br \/>\nperch\u00e9 c&#8217;erano anche i valletti a cavallo &#8211; avevano in testa corone<br \/>\nd&#8217;oro. Il principe e la principessa aiutarono la piccola a salire sulla<br \/>\ncarrozza e le augurarono ogni bene. La cornacchia del bosco, che ora si<br \/>\nera sposata, la segu\u00ec per le prime tre miglia: sedeva vicino a lei<br \/>\nperch\u00e9 non sopportava di viaggiare dietro; l&#8217;altra cornacchia rimase al<br \/>\nportone e sbatt\u00e9 le ali: non li segu\u00ec perch\u00e9 soffriva di mal di testa da<br \/>\n quando aveva un impiego f\u00ecsso e troppo da mangiare. Nella carrozza si<br \/>\ntrovavano croccanti di zucchero, e sul sedile avevano messo frutta e<br \/>\npanpepato.<br \/>\n            \u00abAddio! Addio!\u00bb gridarono il principe e la principessa, e la<br \/>\n piccola Gerda pianse, e anche la cornacchia pianse, cos\u00ec passarono le<br \/>\nprime miglia, poi anche la cornacchia salut\u00f2 e questo fu il congedo pi\u00f9<br \/>\ndoloroso. Vol\u00f2 in alto, su un albero, e sbatt\u00e9 le ali nere finch\u00e9 pot\u00e8<br \/>\nvedere la carrozza, che luccicava come il sole.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Quinta storia. La figlia del brigante<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Viaggiarono attraverso i boschi scuri, ma la carrozza<br \/>\nbrillava come una fiamma, e abbagliava gli occhi dei briganti, che non<br \/>\nriuscivano a sopportarla.<br \/>\n            \u00ab\u00c8 oro, \u00e8 oro!\u00bb gridarono, avanzando di corsa, presero i<br \/>\ncavalli, uccisero il postiglione, i valletti e i servitori, e tirarono<br \/>\nfuori la piccola Gerda dalla carrozza.<br \/>\n            \u00ab\u00c8 grassa, \u00e8 graziosa, \u00e8 stata ingrassata con gheriglio di<br \/>\nnoci!\u00bb disse la vecchia moglie del brigante, che aveva una lunghissima<br \/>\nbarba arricciata e sopracciglie che le coprivano gli occhi. \u00abDeve essere<br \/>\n buona come un agnellino! Uh, deve essere saporita!\u00bb e intanto tir\u00f2<br \/>\nfuori il coltello che scintill\u00f2 orribilmente. \u00abAhi!\u00bb esclam\u00f2 in quello<br \/>\nstesso momento.<br \/>\n            Era stata morsicata all&#8217;orecchio dalla figlioletta, che<br \/>\ns&#8217;era appesa alla sua schiena e che era terribilmente selvaggia e<br \/>\ninsolente.<br \/>\n            \u00abMocciosa!\u00bb esclam\u00f2 la madre, ma non fece in tempo a colpire Gerda.<br \/>\n            \u00abDeve giocare con me!\u00bb disse la figlia del brigante. \u00abMi<br \/>\ndeve dare il suo manicotto, i suoi bei vestiti, e dormir\u00e0 nel mio<br \/>\nletto!\u00bb e cos\u00ec diede un altro morso cosicch\u00e9 la moglie del brigante<br \/>\nsalt\u00f2 in aria e gir\u00f2 su se stessa e tutti i briganti si misero a ridere<br \/>\ndicendo: \u00abGuarda come balla con sua figlia!\u00bb.<br \/>\n            \u00abVoglio andare in carrozza!\u00bb disse la figlia del brigante, e<br \/>\n riusc\u00ec a ottenere quello che voleva perch\u00e9 era molto ostinata e<br \/>\nviziata.<br \/>\n            Lei e Gerda salirono in carrozza e corsero oltre sterpi e<br \/>\nrovi fino nel pi\u00f9 profondo del bosco. La figlia del brigante era grande<br \/>\ncome Gerda, ma molto pi\u00f9 forte, pi\u00f9 robusta e con la pelle scura, aveva<br \/>\ngli occhi neri che sembravano quasi tristi. Afferr\u00f2 la piccola Gerda<br \/>\nalla vita e le disse: \u00abNon ti uccideranno finch\u00e9 io non mi arrabbier\u00f2<br \/>\ncon te! Sei forse una principessa?\u00bb.<br \/>\n            \u00abNo\u00bb rispose la piccola Gerda, e le raccont\u00f2 tutto quello che aveva vissuto, e quanto volesse bene al piccolo Kay.<br \/>\n            La figlia del brigante la guard\u00f2 molto seriamente, fece un<br \/>\ncenno con la testa e disse: \u00abNon ti ammazzeranno, anche se io mi<br \/>\narrabbier\u00f2 con te, perch\u00e9 lo far\u00f2 io stessa!\u00bb. Intanto asciug\u00f2 gli occhi<br \/>\n di Gerda e infil\u00f2 le mani nel bel manicotto cos\u00ec morbido e caldo.<br \/>\n            La carrozza si ferm\u00f2. Si trovava in mezzo al cortile di un<br \/>\ncastello di briganti; tutto era decrepito, da cima a fondo, corvi e<br \/>\ncornacchie uscivano volando da tutti i fori, e grandi mastini, che<br \/>\nsembrava potessero mangiare un uomo, saltavano in aria, ma non<br \/>\nabbaiavano perch\u00e9 era proibito.<br \/>\n            Nella grande vecchia sala annerita dal fumo si trovava in<br \/>\nmezzo al pavimento di pietra un grosso fuoco; il fumo saliva verso il<br \/>\nsoffitto e doveva trovare da s\u00e9 un&#8217;uscita; in un grande pentolone<br \/>\ncuoceva la zuppa e sullo spiedo giravano conigli e lepri.<br \/>\n            \u00abDormirai con me questa notte e con tutti i miei<br \/>\nanimaletti!\u00bb disse la figlia del brigante. Mangiarono e bevvero e poi<br \/>\nandarono in un angolo dove si trovavano paglia e coperte. Un po&#8217; pi\u00f9 in<br \/>\nalto, su pertiche e assicelle, erano appollaiati quasi cento colombi:<br \/>\nsembrava che dormissero, ma si mossero un po&#8217; quando le bambine<br \/>\narrivarono.<br \/>\n            \u00abSono tutti miei\u00bb disse la figlia del brigante, e afferr\u00f2 in<br \/>\n fretta uno dei pi\u00f9 vicini, tenendolo poi per le zampe e agitandolo, in<br \/>\nmodo che sbattesse le ali. \u00abBacialo!\u00bb grid\u00f2, sbattendoglielo sulla<br \/>\nfaccia. \u00abL\u00e0 ci sono i miei colombi selvatici!\u00bb continu\u00f2 indicando le<br \/>\nsbarre che chiudevano un buco nel muro. \u00abSono colombi selvatici quei<br \/>\ndue! Se ne volerebbero subito via, se non fossero chiusi a chiave. E qui<br \/>\n si trova la mia carissima renna\u00bb e tir\u00f2 per le corna una renna, che<br \/>\naveva un anello di rame luccicante intorno al collo e era legata. \u00abAnche<br \/>\n questa deve stare in gabbia, altrimenti scappa via. Ogni sera le faccio<br \/>\n il solletico sotto il collo con il mio coltello affilato e lei ha cos\u00ec<br \/>\npaura!\u00bb e prese un lungo coltello da una fessura del muro e lo fece<br \/>\nscorrere sul collo della renna; quel povero animale si mise a tirar<br \/>\ncalci, e la figlia del brigante rise forte e trascin\u00f2 Gerda con s\u00e9 nel<br \/>\nletto.<br \/>\n            \u00abTieni il coltello con te anche quando dormi?\u00bb chiese Gerda guardandolo un po&#8217; impaurita.<br \/>\n            \u00abDormo sempre col coltello!\u00bb rispose la figlia del brigante.<br \/>\n \u00abNon si sa mai quello che pu\u00f2 succedere. Ma raccontami di nuovo quello<br \/>\nche mi hai detto prima sul piccolo Kay e su come sei andata in giro per<br \/>\nil vasto mondo.\u00bb Gerda raccont\u00f2 dal principio, e i colombi selvatici<br \/>\ntubavano nella gabbia, mentre gli altri dormivano. La figlia del<br \/>\nbrigante mise il braccio intorno al collo di Gerda, tenendo il coltello<br \/>\nnell&#8217;altra mano, e dorm\u00ec facendo molto rumore; Gerda invece non riusc\u00ec<br \/>\naffatto a chiudere gli occhi, non sapeva se sarebbe vissuta o se sarebbe<br \/>\n morta. I briganti erano seduti intorno al fuoco, cantavano e bevevano, e<br \/>\n la moglie del brigante faceva le capriole. Oh, era orribile a vedersi<br \/>\nper la piccola Gerda.<br \/>\n            Allora i colombi del bosco dissero: \u00abCurri Curri noi abbiamo<br \/>\n visto il piccolo Kay. Una gallina bianca portava la sua slitta, lui era<br \/>\n seduto nella carrozza della regina della neve, che passava bassa sul<br \/>\nbosco quando noi eravamo nel nido, faceva tanto vento che tutti i<br \/>\npiccoli morirono, tranne noi due. Curr! Curri\u00bb.<br \/>\n            \u00abCosa dite lass\u00f9?\u00bb grid\u00f2 Gerda \u00abdove si \u00e8 diretta la regina della neve? Sapete qualcosa?\u00bb<br \/>\n            \u00ab\u00c8 sicuramente andata in Lapponia, perch\u00e9 l\u00e0 c&#8217;\u00e8 sempre neve<br \/>\n e ghiaccio. Prova a chiedere alla renna, che \u00e8 qui legata alla corda.\u00bb<br \/>\n            \u00abC&#8217;\u00e8 ghiaccio e neve, l\u00e0 si sta molto bene!\u00bb rispose la<br \/>\nrenna. \u00abL\u00e0 si salta liberamente nelle grandi vallate che brillano! L\u00e0 si<br \/>\n trova la tenda estiva della regina della neve, ma il suo castello si<br \/>\ntrova vicino al Polo Nord, su di un&#8217;isola che si chiama Spitzberg!\u00bb<br \/>\n            \u00abOh Kay, piccolo Kay!\u00bb sospir\u00f2 Gerda.<br \/>\n            \u00abStai un po&#8217; ferma!\u00bb disse la figlia del brigante \u00abaltrimenti ti caccio il coltello nello stomaco!\u00bb<br \/>\n            Al mattino Gerda raccont\u00f2 tutto quello che i colombi<br \/>\nselvatici le avevano detto, e la figlia del brigante divent\u00f2 seria, ma<br \/>\npieg\u00f2 la testa dicendo: \u00ab\u00c8 lo stesso, \u00e8 lo stesso! Tu sai dove si trova<br \/>\nla Lapponia?\u00bb chiese alla renna.<br \/>\n            \u00abChi dovrebbe saperlo meglio di me?\u00bb rispose l&#8217;animale, e i<br \/>\nsuoi occhi brillavano di gioia \u00abl\u00e0 sono nata e cresciuta, l\u00e0 ho saltato<br \/>\nsui campi di neve!\u00bb<br \/>\n            \u00abAscolta!\u00bb disse la figlia del brigante a Gerda. \u00abVedi,<br \/>\ntutti i nostri uomini sono andati via, ma la mamma \u00e8 ancora qui, e qui<br \/>\nresta; ma quando comincia il giorno si mette a bere da quel grosso<br \/>\nbottiglione e poi fa un pisolino; a quel punto far\u00f2 qualcosa per te!\u00bb<br \/>\nIntanto salt\u00f2 gi\u00f9 dal letto, si precipit\u00f2 al collo della madre, le tir\u00f2 i<br \/>\n baffi e disse: \u00abMio caro caprone, buon giorno!\u00bb. E la madre le pizzic\u00f2<br \/>\nil naso finch\u00e9 non divenne rosso e blu, ma erano tutte manifestazioni di<br \/>\n affetto.<br \/>\n            Quando la madre, bevuta la sua bottiglia, si mise a<br \/>\nriposare, la figlia del brigante and\u00f2 dalla renna e disse: \u00abMi<br \/>\npiacerebbe tanto continuare a farti il solletico molte altre volte con<br \/>\nil mio coltello affilato, perch\u00e9 sei cos\u00ec divertente, ma non importa,<br \/>\nscioglier\u00f2 la corda e ti aiuter\u00f2 a fuggire in modo che tu possa tornare<br \/>\nin Lapponia; ma tu dovrai correre pi\u00f9 forte che potrai, e portare questa<br \/>\n fanciulla al castello della regina della neve dove si trova il suo<br \/>\ncompagno di giochi. Hai sentito quello che lei ha raccontato, perch\u00e9 ha<br \/>\nparlato a voce alta, e tu ascolti sempre!\u00bb.<br \/>\n            La renna salt\u00f2 di gioia. La figlia del brigante aiut\u00f2 la<br \/>\npiccola Gerda a salire in groppa, fu attenta a legarla ben stretta e le<br \/>\ndiede persino un cuscino su cui sedere. \u00abEccoti i tuoi stivaletti di<br \/>\npelo\u00bb esclam\u00f2 \u00abperch\u00e9 l\u00e0 far\u00e0 freddo, ma il manicotto lo tengo io perch\u00e9<br \/>\n \u00e8 troppo grazioso! Comunque anche tu non devi gelare, eccoti i guantoni<br \/>\n di mia madre, ti arriveranno certo fino al gomito, infilali. Adesso hai<br \/>\n le mani proprio come quelle della mia brutta mamma!\u00bb<br \/>\n            Gerda pianse di gioia.<br \/>\n            \u00abNon mi piace che tu pianga!\u00bb disse la figlia del brigante.<br \/>\n\u00abAdesso devi apparire contenta! Eccoti due pani e un prosciutto, cos\u00ec<br \/>\nnon avrai fame.\u00bb Li sistem\u00f2 sul dorso della renna, apr\u00ec la porta,<br \/>\nrinchiuse tutti i cani e tagli\u00f2 la corda col coltello, dicendo alla<br \/>\nrenna: \u00abCorri, su! Ma stai bene attenta alla bambina\u00bb.<br \/>\n            Gerda tese le mani con i guantoni verso la figlia del<br \/>\nbrigante e salut\u00f2 e la renna part\u00ec passando sopra cespugli e sterpi,<br \/>\nattraverso il grande bosco, oltre steppe e paludi, pi\u00f9 in fretta che<br \/>\npot\u00e8. I lupi ululavano e le cornacchie gridavano. &#8220;Fut fut!&#8221; si sent\u00ec un<br \/>\n crepitio nel cielo, che si illumin\u00f2 tutto di rosso.<br \/>\n            \u00abEcco la mia cara aurora boreale!\u00bb disse la renna \u00abguarda<br \/>\ncome brilla!\u00bb e corse ancora pi\u00f9 in fretta, giorno e notte; i pani<br \/>\nvennero mangiati, e anche il prosciutto, ma intanto erano giunte in<br \/>\nLapponia.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Sesta storia. La donna di Lapponia e la donna di Finlandia<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Si fermarono vicino a una casetta, misera misera; il tetto<br \/>\nscendeva fino a terra e la porta era cos\u00ec bassa che la famiglia per<br \/>\nentrare doveva strisciare a terra. Non c&#8217;era nessuno in casa eccetto una<br \/>\n vecchia donna della Lapponia, che stava friggendo del pesce su una<br \/>\nlampada a olio di balena, la renna raccont\u00f2 tutta la storia di Gerda, ma<br \/>\n prima la sua, perch\u00e9 pensava che fosse importante, e Gerda era cos\u00ec<br \/>\ninfreddolita che non riusciva a parlare.<br \/>\n            \u00abAh, poveretti!\u00bb disse la donna della Lapponia \u00aballora<br \/>\ndovete viaggiare ancora a lungo! Dovete percorrere pi\u00f9 di cento miglia<br \/>\nfino in Finlandia, perch\u00e9 la regina della neve si trova in vacanza l\u00e0; e<br \/>\n ogni notte accende grandi fuochi azzurri. Scriver\u00f2 un messaggio su un<br \/>\nbaccal\u00e0 secco, dato che non ho carta, e voi dovrete portarlo alla donna<br \/>\ndi Finlandia, che troverete lass\u00f9, cos\u00ec lei potr\u00e0 darvi informazioni<br \/>\nmigliori.\u00bb<br \/>\n            Cos\u00ec, quando Gerda si fu scaldata e ebbe mangiato e bevuto<br \/>\nla donna di Lapponia scrisse due righe su un baccal\u00e0 secco, disse a<br \/>\nGerda di non perderlo, leg\u00f2 di nuovo la fanciulla alla renna e questa<br \/>\npart\u00ec. &#8220;Fut! Fut! Fut!&#8221; si sentiva nell&#8217;aria, e per tutta la notte<br \/>\nbrill\u00f2 la splendida aurora boreale, alla fine giunsero in Finlandia e<br \/>\nbussarono al camino della donna di Finlandia, dato che non c&#8217;era neppure<br \/>\n una porta.<br \/>\n            L\u00e0 dentro faceva talmente caldo, che la donna di Finlandia<br \/>\nandava in giro quasi nuda; era piccolina e molto sporca; tolse subito i<br \/>\nvestiti alla piccola Gerda, le tolse i guanti e gli stivali perch\u00e9<br \/>\naltrimenti avrebbe sofferto troppo caldo, poi mise sulla testa della<br \/>\nrenna un pezzo di ghiaccio e finalmente lesse quello che c&#8217;era scritto<br \/>\nsul baccal\u00e0 secco; lo lesse tre volte in modo da saperlo a memoria, poi<br \/>\ngett\u00f2 il pesce nella pentola del cibo, perch\u00e9 si poteva mangiare e lei<br \/>\nnon sprecava mai nulla.<br \/>\n            Infine la renna raccont\u00f2 prima la sua storia e poi quella<br \/>\ndella piccola Gerda, e la donna di Finlandia strizz\u00f2 gli occhi senza<br \/>\ndire nulla.<br \/>\n            \u00abTu sei cos\u00ec intelligente\u00bb disse la renna. \u00abSo che sei in<br \/>\ngrado di legare tutti i venti del mondo con un filo da cucire; quando il<br \/>\n navigatore scioglie un nodo, riceve un buon vento, se ne scioglie un<br \/>\naltro, allora il vento si fa pi\u00f9 forte; se poi scioglie anche il terzo e<br \/>\n il quarto, allora c&#8217;\u00e8 tempesta e i boschi vengono sradicati. Non vuoi<br \/>\ndare a questa bambina una bevanda in modo che abbia la forza di dodici<br \/>\nuomini e possa vincere la regina della neve?\u00bb<br \/>\n            \u00abLa forza di dodici uomini\u00bb disse la donna di Finlandia \u00aba<br \/>\ncosa servirebbe?\u00bb Poi and\u00f2 a un ripiano e prese una grande pelle<br \/>\narrotolata e la srotol\u00f2: c&#8217;erano strane lettere sopra, e la donna di<br \/>\nFinlandia lesse finch\u00e9 il sudore non le col\u00f2 dalla fronte.<br \/>\n            Ma la renna chiese di nuovo qualcosa per la piccola Gerda e<br \/>\nGerda stessa volse verso la donna di Finlandia uno sguardo cos\u00ec<br \/>\nimplorante, pieno di lacrime, e questa ricominci\u00f2 di nuovo a strizzare<br \/>\ngli occhi, poi port\u00f2 la renna in un angolo dove le sussurr\u00f2 qualcosa<br \/>\nmentre le metteva del ghiaccio fresco sulla testa:<br \/>\n            \u00abIl piccolo Kay \u00e8 veramente presso la regina della neve e<br \/>\ntrova tutto di suo piacimento e crede che quella sia la parte pi\u00f9 bella<br \/>\ndel mondo, ma tutto questo \u00e8 accaduto perch\u00e9 gli sono caduti una<br \/>\nscheggia di vetro nel cuore e un granellino di vetro in un occhio, prima<br \/>\n questi devono essere estratti, altrimenti non diventer\u00e0 mai un uomo e<br \/>\nla regina della neve manterr\u00e0 il potere su di lui.\u00bb<br \/>\n            \u00abMa tu non puoi dare qualcosa alla piccola Gerda, in modo che lei possa avere potere su tutto?\u00bb<br \/>\n            \u00abIo non posso darle una forza pi\u00f9 grande di quella che gi\u00e0<br \/>\nha! Non vedi quanto \u00e8 grande? Non vedi come gli uomini e gli animali la<br \/>\nservono, e quanto ha camminato nel mondo con le sue sole gambe? Non deve<br \/>\n avere da noi il potere: il potere si trova nel suo cuore perch\u00e9 \u00e8 una<br \/>\nfanciulla dolce e innocente Se lei stessa non riesce a arrivare dalla<br \/>\nregina della neve e a togliere il vetro dal piccolo Kay, noi non<br \/>\npossiamo aiutarla! A due miglia da qui comincia il giardino della regina<br \/>\n della neve, tu devi portare fino a l\u00ec la fanciulla, e metterla vicino a<br \/>\n un grande cespuglio di bacche rosse che si trova tra la neve; ma non<br \/>\nstar l\u00ec a chiacchierare a lungo e affrettati a tornare indietro!\u00bb e cos\u00ec<br \/>\n dicendo mise la piccola Gerda sulla renna, che cominci\u00f2 a correre pi\u00f9<br \/>\nforte che pot\u00e8.<br \/>\n            \u00abOh non ho preso gli stivali! e nemmeno i guanti!\u00bb grid\u00f2 la<br \/>\npiccola Gerda; lo notava solo adesso per il freddo pungente, ma la renna<br \/>\n non osava fermarsi e corse finch\u00e9 non giunse al grande cespuglio con le<br \/>\n bacche rosse; l\u00ec fece scendere Gerda, la baci\u00f2 sulla bocca, e grandi<br \/>\nlacrime lucenti scesero sulle guance dell&#8217;animale, poi corse via pi\u00f9 in<br \/>\nfretta che pot\u00e8. La povera Gerda si trov\u00f2 l\u00ec senza scarpe e senza guanti<br \/>\n in mezzo alla terribile e fredda Finlandia.<br \/>\n            Corse avanti pi\u00f9 in fretta che pot\u00e8, poi giunse un intero<br \/>\nreggimento di fiocchi di neve, ma questi non cadevano dal cielo, che era<br \/>\n limpido e brillava per l&#8217;aurora boreale; i fiocchi di neve correvano<br \/>\nproprio lungo la terra e pi\u00f9 si avvicinavano, pi\u00f9 diventavano grandi;<br \/>\nGerda si ricordava bene quanto grossi e meravigliosi le erano sembrati<br \/>\nquella volta che li aveva visti attraverso la lente d&#8217;ingrandimento, ma<br \/>\nqui erano grandi e terribili in un altro modo, erano vivi, erano<br \/>\nl&#8217;avanguardia della regina della neve e avevano le forme pi\u00f9 strane;<br \/>\nalcuni sembravano orribili e grossi porcospini, altri apparivano come<br \/>\nserpenti raggomitolati con la testa ritta, altri ancora come piccoli<br \/>\ngrassi orsi dal pelo irto, ma tutti erano di un bianco splendente, tutti<br \/>\n erano fiocchi di neve vivi.<br \/>\n            Allora la piccola Gerda recit\u00f2 il Padre Nostro, il freddo<br \/>\nera cos\u00ec forte che riusciva a vedere il suo respiro in una nuvoletta di<br \/>\nfumo che usciva dalla bocca; poi si fece sempre pi\u00f9 denso e si trasform\u00f2<br \/>\n in piccoli angeli trasparenti che crescevano sempre di pi\u00f9 toccando la<br \/>\nterra. Tutti avevano l&#8217;elmo in capo e una spada e lo scudo ai fianchi;<br \/>\ndivennero sempre pi\u00f9 numerosi, e quando Gerda ebbe finito il Padre<br \/>\nNostro, ce n&#8217;era una intera legione intorno a lei. Colpirono con le<br \/>\nspade gli orribili fiocchi di neve fino a romperli in mille pezzi, cos\u00ec<br \/>\nla piccola Gerda pot\u00e8 avanzare sicura e piena di coraggio. Gli angeli le<br \/>\n toccavano i piedi e le mani in modo che lei sentisse meno il freddo, e<br \/>\narriv\u00f2 cos\u00ec al castello della regina della neve.<br \/>\n            Ma adesso dobbiamo prima vedere come stava Kay. Kay non<br \/>\npensava affatto alla piccola Gerda e ancora meno pensava che lei fosse<br \/>\nalle porte del castello.<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Settima storia. Che cosa era successo nel castello della regina della neve e che cosa accadde in seguito<\/span><\/span><br \/>\n            <span style=\"font-size: large;\"><span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif;\"><br \/>\n            Le pareti del castello erano formate dalla neve che cadeva,<br \/>\nle finestre e le porte dai venti che soffiavano; c&#8217;erano pi\u00f9 di cento<br \/>\nsaloni, secondo la forma che prendeva la neve caduta; il pi\u00f9 grande si<br \/>\nallungava per molte miglia, tutti erano illuminati dall&#8217;aurora boreale e<br \/>\n erano grandi, vuoti, gelati, luminosi. L&#8217;allegria non arrivava mai, mai<br \/>\n c&#8217;era stato un ballo di orsacchiotti dove la tempesta potesse intonare<br \/>\nla musica, e gli orsi camminare sulle zampe posteriori e comportarsi in<br \/>\nmodo distinto, mai c&#8217;erano stati giullari che facessero ballare gli orsi<br \/>\n polari; mai una riunione per bere il caff\u00e8 con le bianche signore<br \/>\nvolpi, tutto era vuoto, enorme e gelato nelle sale della regina della<br \/>\nneve. Le aurore boreali brillavano con tanta regolarit\u00e0 che si poteva<br \/>\naddirittura calcolare quando brillavano della luce pi\u00f9 potente e quando<br \/>\ndella luce pi\u00f9 debole. Proprio in mezzo a una sala di neve vuota e<br \/>\nenorme si trovava un lago ghiacciato; era infranto in mille pezzi, ma<br \/>\nogni pezzo era identico all&#8217;altro, e era una vera opera d&#8217;arte. Proprio<br \/>\nl\u00ec sopra stava seduta la regina della neve quando era a casa, cos\u00ec<br \/>\ndiceva che sedeva sullo specchio dell&#8217;intelligenza, e che quello era<br \/>\nl&#8217;unico e il miglior posto del mondo.<br \/>\n            Il piccolo Kay era viola per il freddo, anzi quasi nero, ma<br \/>\nnon se ne accorgeva, perch\u00e9 lei con un bacio gli aveva tolto il brivido<br \/>\ndel freddo, e il suo cuore era come un grumo di ghiaccio. Stava<br \/>\ntrafficando intorno a alcuni pezzi di ghiaccio lisci e appuntiti, che<br \/>\ndeponeva in tutti i modi possibili, perch\u00e9 ne voleva ricavare qualcosa,<br \/>\nun po&#8217; come quando noi abbiamo dei pezzettini di legno e li mettiamo<br \/>\ninsieme per formare delle figure: quello che si chiama il gioco cinese.<br \/>\nAnche Kay faceva varie figure, le pi\u00f9 perfette, era il gioco di ghiaccio<br \/>\n dell&#8217;intelligenza; ai suoi occhi le figure erano meravigliose e molto<br \/>\nimportanti, e questo per merito del granellino di vetro che aveva<br \/>\nnell&#8217;occhio! Poi realizzava delle figure che erano delle parole scritte,<br \/>\n ma non riusciva mai a comporre la parola che lui voleva, &#8220;eternit\u00e0,&#8221; e<br \/>\nla regina della neve gli aveva detto: \u00abSe riuscirai a comporre quella<br \/>\nparola, diventerai signore di te stesso, e io ti regaler\u00f2 il mondo<br \/>\nintero e un paio di pattini nuovi\u00bb. Ma lui non riusciva.<br \/>\n            \u00abOra devo andare nei paesi caldi\u00bb disse la regina della neve<br \/>\n \u00abdevo andare a guardare nelle mie pentole nere.\u00bb Erano le montagne che<br \/>\ngettano il fuoco, l&#8217;Etna e il Vesuvio, come si chiamano. \u00abDevo<br \/>\nimbiancarle un po&#8217;! \u00c8 ora ormai. E la neve sta molto bene sui limoni e<br \/>\nsulle viti!\u00bb Cos\u00ec la regina della neve vol\u00f2 via.<br \/>\n            Kay rimase tutto solo in quelle grandissime e gelide sale<br \/>\nvuote a guardare i suoi pezzi di ghiaccio continuando a pensare finch\u00e9<br \/>\nla testa quasi non gli scoppiava; restava rigido e immobile, tanto da<br \/>\nsembrare morto assiderato.<br \/>\n            Fu in quel momento che la piccola Gerda entr\u00f2 nel castello<br \/>\nattraverso il grande portone, fatto di vento tagliente, ma lei recit\u00f2 la<br \/>\n preghiera della sera e il vento si calm\u00f2, come volesse dormire, cos\u00ec<br \/>\nlei entr\u00f2 in quelle sale gelide, vuote e enormi. Allora vide Kay, lo<br \/>\nriconobbe, e gli salt\u00f2 al collo, lo abbracci\u00f2 stretto e grid\u00f2: \u00abKay!<br \/>\nDolce piccolo Kay! Finalmente ti ho trovato!\u00bb.<br \/>\n            Ma lui rimase immobile, rigido e gelido; allora la piccola<br \/>\nGerda pianse calde lacrime, che gli caddero sul petto, gli entrarono nel<br \/>\n cuore, sciolsero il grumo di ghiaccio e corrosero il pezzettino di<br \/>\nspecchio che si trovava dentro; Kay la guard\u00f2 e lei cant\u00f2 l&#8217;inno:<br \/>\n            Le rose crescono nelle valli, laggi\u00f9 parleremo con Ges\u00f9 Bambino!<br \/>\n            Allora Kay scoppi\u00f2 in lacrime; pianse tanto che il<br \/>\ngranellino di specchio gli usc\u00ec dagli occhi, lui riconobbe la fanciulla e<br \/>\n esult\u00f2 di gioia: \u00abGerda, dolce piccola Gerda! Dove sei stata tutto<br \/>\nquesto tempo? E dove sono stato io?\u00bb e si guard\u00f2 intorno. \u00abChe freddo fa<br \/>\n qui! Com&#8217;\u00e8 tutto vuoto e enorme!\u00bb E abbracci\u00f2 forte Gerda, e lei rise e<br \/>\n pianse di gioia, era cos\u00ec bello che persino i pezzi di ghiaccio si<br \/>\nmisero a danzare di gioia intorno a loro, e quando furono stanchi si<br \/>\nfermarono, formando proprio quelle lettere che la regina della neve<br \/>\naveva detto a Kay di comporre, per poter diventare signore di se stesso e<br \/>\n ottenere da lei tutto il mondo e un paio di pattini nuovi.<br \/>\n            Gerda gli baci\u00f2 le guance, e queste ripresero colore, poi<br \/>\ngli baci\u00f2 gli occhi, che luccicarono come quelli di lei, poi gli baci\u00f2 i<br \/>\n piedi e le mani, e lui divenne vispo e sano. La regina della neve<br \/>\npoteva pure tornare a casa: la lettera di addio stava scritta l\u00e0 con i<br \/>\npezzi di ghiaccio luccicanti.<br \/>\n            Allora si presero per mano e uscirono dal grande castello;<br \/>\nparlarono della nonna e delle rose sul tetto; e dove loro camminavano i<br \/>\nventi si placavano e il sole splendeva; quando raggiunsero il cespuglio<br \/>\ncon le bacche rosse trovarono la renna che li aspettava; c&#8217;era un&#8217;altra<br \/>\ngiovane renna con lei, con le mammelle gonfie: diede ai piccoli il suo<br \/>\nlatte e li baci\u00f2 sulla bocca. Poi le due renne portarono Kay e Gerda<br \/>\nprima dalla donna di Finlandia, dove si scaldarono nella calda stanza e<br \/>\ndove si informarono sul viaggio di ritorno; quindi dalla donna della<br \/>\nLapponia, che aveva cucito per loro dei nuovi abitini e preparato una<br \/>\nslitta.<br \/>\n            Allora le due renne si misero a saltare al loro fianco e li<br \/>\naccompagnarono fino ai confini del paese, dove cominciava a spuntare la<br \/>\nprima erbetta, e l\u00e0 i bambini salutarono le renne e la donna della<br \/>\nLapponia. \u00abAddio!\u00bb dissero tutti. I primi uccellini cominciarono a<br \/>\ncinguettare, il bosco era pieno di verdi gemme, e da li usc\u00ec cavalcando<br \/>\nsu un magnifico cavallo che Gerda conosceva (era stato attaccato alla<br \/>\ncarrozza d&#8217;oro) una fanciulla con un bel cappello rosso in testa e in<br \/>\nmano le pistole; era la figlia del brigante, che, stanca di stare a<br \/>\ncasa, voleva andare prima verso Nord e poi, se non si fosse divertita,<br \/>\nda qualche altra parte. Subito riconobbe Gerda e Gerda riconobbe lei; fu<br \/>\n veramente una gioia!<br \/>\n            \u00abSei proprio un bel tipo a andare in giro per il mondo!\u00bb<br \/>\ndisse al piccolo Kay. \u00abMi piacerebbe sapere se meriti che la gente vada<br \/>\nfino alla fine del mondo per te!\u00bb<br \/>\n            Ma Gerda le accarezz\u00f2 la guancia e le chiese del principe e della principessa.<br \/>\n            \u00abSono partiti per una terra straniera\u00bb rispose la figlia del brigante.<br \/>\n            \u00abE la cornacchia?\u00bb chiese la piccola Gerda.<br \/>\n            \u00abAh, la cornacchia \u00e8 morta!\u00bb rispose quella. \u00abLa cornacchia<br \/>\ndomestica \u00e8 diventata vedova e se ne va in giro con un pezzetto di lana<br \/>\nnero intorno a una zampa; si lamenta in modo pietoso, ma sono tutte<br \/>\nstorie! Adesso raccontami tu piuttosto come ti \u00e8 andata e come hai fatto<br \/>\n a trovarlo.\u00bb<br \/>\n            Gerda e Kay raccontarono insieme.<br \/>\n            \u00abOh, accidenti!\u00bb esclam\u00f2 la figlia del brigante, strinse<br \/>\nloro la mano e promise che se un giorno fosse passata per il loro paese<br \/>\nsarebbe andata a trovarli; poi se ne cavalc\u00f2 via nel vasto mondo, mentre<br \/>\n Kay e Gerda s&#8217;incamminarono mano nella mano, e dove camminavano<br \/>\nspuntava la bella primavera con i fiori e il verde; le campane della<br \/>\nchiesa suonarono, e loro riconobbero le alte torri e la grande citt\u00e0.<br \/>\nEra quella in cui abitavano: vi entrarono e camminarono fino alla porta<br \/>\ndella nonna, su per le scale, nella stanza dove tutto si trovava nello<br \/>\nstesso modo di prima, e l&#8217;orologio diceva: &#8220;Tic! Tac!&#8221; e le lancette<br \/>\ngiravano; ma quando entrarono dalla porta si accorsero che erano<br \/>\ndiventati adulti. Le rose che si trovavano sulla grondaia e che erano<br \/>\nfiorite entravano dalle finestre aperte e c&#8217;erano ancora i loro due<br \/>\nseggiolini da bambini; Kay e Gerda sedettero ognuno sul proprio e si<br \/>\ntennero per mano; avevano dimenticato, come fosse stato un brutto sogno,<br \/>\n quel freddo vuoto splendore della regina della neve. La nonna si<br \/>\ntrovava nella chiara luce di Dio e leggeva a voce alta dal Vangelo: \u00abSe<br \/>\nnon diventerete come bambini, non entrerete nel Regno dei Cieli\u00bb.<br \/>\n            Kay e Gerda si guardarono negli occhi, e improvvisamente capirono il vecchio inno:<br \/>\n            Le rose crescono nelle valli, laggi\u00f9 parleremo con Ges\u00f9 Bambino!<br \/>\n            Stavano l\u00ec seduti, entrambi adulti, eppure bambini, bambini nel cuore, e era estate, la calda estate benedetta.<\/span><\/span><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fiaba in sette storie Prima storia, che tratta dello specchio<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-44","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-andersen"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/tuttofavole.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/tuttofavole.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/tuttofavole.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/tuttofavole.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/tuttofavole.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=44"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/tuttofavole.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/tuttofavole.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=44"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/tuttofavole.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=44"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/tuttofavole.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=44"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}