{"id":33,"date":"2017-01-04T14:42:00","date_gmt":"2017-01-04T13:42:00","guid":{"rendered":"https:\/\/tuttofavole.com\/?p=33"},"modified":"2017-01-04T14:42:00","modified_gmt":"2017-01-04T13:42:00","slug":"le-soprascarpe-della-felicita-andersen","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/tuttofavole.com\/?p=33","title":{"rendered":"Le soprascarpe della felicit\u00e0 (Andersen)"},"content":{"rendered":"<div style=\"border-image: none; clear: both; text-align: center;\">\n<a href=\"https:\/\/1.bp.blogspot.com\/-cLJzIhFcqqI\/WGz7jR0ukQI\/AAAAAAAAAQs\/Wz-lVyU9uhIQcTFGFL26DlJwkwYs7gTvQCEw\/s1600\/images1Y4VSDTF.jpg\" style=\"clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" height=\"200\" src=\"https:\/\/1.bp.blogspot.com\/-cLJzIhFcqqI\/WGz7jR0ukQI\/AAAAAAAAAQs\/Wz-lVyU9uhIQcTFGFL26DlJwkwYs7gTvQCEw\/s200\/images1Y4VSDTF.jpg\" width=\"195\" \/><\/a><\/div>\n<div style=\"border-image: none; text-align: justify;\">\n<span style=\"font-family: &quot;verdana&quot; , sans-serif; font-size: large;\">1. L&#8217;inizio<\/p>\n<p>            A Copenaghen, in 0stergade, in una casa non lontano da Kongensnytorv, c&#8217;era una grande festa; ogni tanto bisogna farle, cos\u00ec non ci si pensa pi\u00f9 e si viene invitati dagli altri. Met\u00e0 degli ospiti era gi\u00e0 seduta ai tavoli da gioco, l&#8217;altra met\u00e0 aspettava che la padrona di casa dicesse: &#8220;Adesso dobbiamo trovare qualcosa da fare!.&#8221; Si stava l\u00ec e la conversazione proseguiva in qualche modo. Tra l&#8217;altro il discorso era caduto sul Medioevo; alcuni lo consideravano un&#8217;epoca migliore della nostra; quando il consigliere Knap sostenne con forza questa opinione, subito anche la padrona di casa fu d&#8217;accordo e entrambi parlarono male di quello che 0rsted aveva scritto nell&#8221;&#8216;Almanacco dei tempi vecchi e nuovi,&#8221; in cui il nostro periodo era presentato come il migliore. Il consigliere considerava il tempo di re Giovanni come il pi\u00f9 delizioso e il pi\u00f9 felice.<br \/>            Mentre tutti continuano a chiacchierare a favore o contro interrotti soltanto un attimo dall&#8217;arrivo del giornale nel quale non si trov\u00f2 per\u00f2 nulla che valesse la pena di leggere, noi usciamo nell&#8217;anticamera, dove si trovavano i soprabiti, i bastoni, gli ombrelli e le soprascarpe. Vi si trovavano anche una donna giovane e una anziana; si poteva pensare che fossero giunte al seguito di una signora, o di una signorina o di una vedova, ma guardandole pi\u00f9 attentamente si capiva subito che non erano normali cameriere, perch\u00e9 avevano le mani troppo ben curate, portamento e gesti troppo regali e anche i vestiti erano di taglio curato e originale. Erano in realt\u00e0 due fate: la pi\u00f9 giovane non era proprio la fata della felicit\u00e0, ma una delle cameriere delle sue damigelle, e doveva distribuire i doni minori della felicit\u00e0; quella pi\u00f9 anziana invece che sembrava molto seria, era il dolore, e andava sempre di persona a compiere le sue missioni, cos\u00ec era sicura che venissero eseguite.<br \/>            Si raccontavano che cosa avevano fatto quel giorno. La cameriera di una delle damigelle della felicit\u00e0, aveva compiuto soltanto missioni insignificanti: raccontava di aver salvato un cappello nuovo da un acquazzone, di aver procurato a una persona importante il saluto di una nobile nullit\u00e0 o qualcosa di simile; ma quello che le mancava era una cosa veramente straordinaria.<br \/>\u00abDevo aggiungere\u00bb disse \u00abche oggi \u00e8 il mio compleanno e in dono mi sono state date soprascarpe che devo dare all&#8217;umanit\u00e0. Hanno la facolt\u00e0 di portare in un attimo colui che le indossa nel luogo e nel tempo che preferisce, e qualunque desiderio riguardante il periodo o il luogo viene immediatamente esaudito; per una volta almeno quell&#8217;uomo sar\u00e0 felice.\u00bb<br \/>            \u00abS\u00ec, lo credi tu!\u00bb disse il dolore \u00absar\u00e0 sicuramente infelice e benedir\u00e0 il momento in cui si liberer\u00e0 di quelle soprascarpe!\u00bb<br \/>            \u00abChe cosa vuoi dire?\u00bb chiese l&#8217;altra. \u00abOra le metto qui vicino alla porta, chi calzer\u00e0 queste al posto delle sue sar\u00e0 felice.\u00bb<br \/>Questa fu la loro conversazione.<\/p>\n<p>            2. Che cosa capit\u00f2 al consigliere<\/p>\n<p>            Era tardi; il consigliere Knap, sprofondato col pensiero nel tempo di re Giovanni, volle andare a casa e fu proprio lui che al posto delle sue soprascarpe si mise quelle della felicit\u00e0, e con quelle usc\u00ec in Ostergade; ma dalla forza magica di quelle soprascarpe venne trasportato indietro nel periodo di re Giovanni, e si trov\u00f2 con i piedi immersi nel fango e nella poltiglia della strada, dato che in quei tempi non avevano ancora l&#8217;asfalto.<br \/>\u00ab\u00c8 terribile il sudiciume che c&#8217;\u00e8 qui!\u00bb esclam\u00f2 il consigliere. \u00abIl marciapiede \u00e8 sparito e tutti i lampioni sono spenti!\u00bb<br \/>La luna non era ancora alta nel cielo, l&#8217;aria poi era molto pesante, tutt&#8217;intorno era buio. All&#8217;angolo pi\u00f9 vicino c&#8217;era per\u00f2 appesa una lucina, proprio davanti all&#8217;immagine di una Madonna, ma quella luce serviva a poco, e lui la not\u00f2 soltanto quando vi si trov\u00f2 proprio davanti, e lo sguardo gli cadde su quell&#8217;immagine dipinta della Madre col Bambino.<br \/>            &#8220;Forse \u00e8 lo studio di qualche artista&#8221; pens\u00f2 &#8220;e si sono dimenticati di ritirare l&#8217;insegna.&#8221;<br \/>            Della gente vestita secondo le usanze del tempo gli pass\u00f2 davanti.<br \/>            &#8220;Accidenti come sono vestiti! Vengono sicuramente da una festa mascherata!&#8221;<br \/>            Improvvisamente si sentirono tamburi e pifferi, intense torce luccicarono, il consigliere si ferm\u00f2 e vide passare uno stranissimo corteo. Davanti a tutti c&#8217;era una truppa di suonatori di tamburo, che sapevano usare proprio bene il loro strumento, dietro di loro seguivano soldati con archi e balestre. La persona pi\u00f9 importante del corteo era un uomo di chiesa. Sorpreso, il consigliere chiese che cosa significasse quel corteo e chi fosse quell&#8217;uomo.<br \/>\u00ab\u00c8 il vescovo della Selandia\u00bb gli risposero.<br \/>\u00abOh, Signore, che cosa \u00e8 successo al vescovo!\u00bb sospir\u00f2 il consigliere scuotendo la testa: non poteva certo essere il vescovo!<br \/>            Continuando a pensare e senza guardare n\u00e9 a destra n\u00e9 a sinistra, il consigliere si incammin\u00f2 lungo 0stergade fino alla Piazza del Ponte Alto. Il ponte che porta al castello non riusc\u00ec a trovarlo, si trov\u00f2 su un lato di un fiumiciattolo e alla fine vide due persone con una barca.<br \/>\u00abIl signore vuole essere trasportato all&#8217;isola?\u00bb chiesero.<br \/>\u00abAll&#8217;isola?\u00bb esclam\u00f2 il consigliere, che naturalmente non sapeva in quale periodo si trovasse. \u00abVoglio andare a Christianshavn, in Torvegade!\u00bb<br \/>Quei due lo osservarono.<br \/>\u00abDitemi semplicemente dove si trova il ponte\u00bb chiese lui. \u00ab\u00c8 uno scandalo che non ci sia acceso nessun lampione, e poi c&#8217;\u00e8 un tale pantano che sembra di essere in una palude!\u00bb<br \/>Quanto pi\u00f9 parlava con quegli uomini della barca, tanto pi\u00f9 questi gli diventavano incomprensibili.<br \/>\u00abNon capisco il vostro dialetto di Bornholm!\u00bb disse infine arrabbiandosi, e volt\u00f2 loro le spalle. Il ponte per\u00f2 non lo trov\u00f2 e neppure un parapetto! &#8220;\u00c8 uno scandalo! Tutto \u00e8 in uno stato!&#8221; si disse. Non aveva mai trovato il tempo in cui viveva misero come quella sera.<br \/>            &#8220;Credo che prender\u00f2 una carrozza!&#8221; pens\u00f2, ma dov&#8217;erano le carrozze? Non se ne vedeva nessuna. &#8220;Torner\u00f2 indietro a Kongensnvtorv, l\u00e0 ci saranno certamente delle carrozze ferme; altrimenti non arriver\u00f2 mai a Christianshavn!&#8221;<br \/>            S&#8217;incammin\u00f2 verso 0stergade e era quasi arrivato, quando apparve la luna.<br \/>            &#8220;Oh, Signore! Che cos&#8217;\u00e8 quell&#8217;impalcatura che hanno montato?&#8221; si chiese guardando 0sterport che in quel tempo aveva una porta proprio in fondo a 0stergade.<br \/>            Alla fine trov\u00f2 un cancelletto e lo attravers\u00f2 giungendo alla nostra Nytorv, ma allora era una grande distesa di erba: vi spuntava qualche singolo cespuglio e di traverso passava un largo canale o un fiumiciattolo. Vi si trovavano orribili catapecchie di legno fatte per i marinai di Halland, che avevano dato il nome a quel corso d&#8217;acqua, proprio sul lato opposto del fiumiciattolo.<br \/>            &#8220;O questa \u00e8 la Fata Morgana, come si dice, o io sono ubriaco!&#8221; si lament\u00f2 il consigliere. &#8220;Ma che cos&#8217;era quello? Ma che roba era?&#8221;<br \/>            Torn\u00f2 indietro con la convinzione di essere malato, ma prima di rientrare nella strada guard\u00f2 con pi\u00f9 attenzione quelle case: la maggior parte aveva travi esterne e molte avevano il tetto di paglia.<br \/>            &#8220;No, non sto proprio bene!&#8221; sospir\u00f2. &#8220;Ho bevuto solo un bicchiere di punch, ma non lo sopporto. E poi \u00e8 stata proprio una brutta idea darci il punch insieme al salmone caldo; devo dirlo alla padrona di casa. Dovrei tornare indietro e far sapere loro come sto. Ma che vergogna! Chiss\u00e0 se sono ancora svegli?&#8221;<br \/>            Cerc\u00f2 la casa, ma non la trov\u00f2.<br \/>            &#8220;\u00c8 terribile, non riconosco pi\u00f9 0stergade! Non c&#8217;\u00e8 nemmeno un negozio. lo vedo misere e vecchie catapecchie come se mi trovassi a Roskilde o a Ringsted. Ah, sono malato! Ma non serve a nulla vergognarsi. Dove diavolo \u00e8 finita la casa di quella gente? Non \u00e8 pi\u00f9 la stessa. Ma l\u00e0 dentro ci sono delle persone, oh, sono certamente malato!&#8221;<br \/>            Si trov\u00f2 vicino a una porta socchiusa da cui usciva la luce. Era una locanda di quel tempo, una specie di birreria. Il locale era arredato con mobili pesanti, come quelli in uso nell&#8217;Holstein; c&#8217;era brava gente; marinai, cittadini di Copenaghen e un paio di uomini dotti si trovavano l\u00ec a discutere intorno ai loro boccali e notarono appena colui che stava entrando.<br \/>\u00abMi perdoni\u00bb disse il consigliere all&#8217;ostessa che gli stava venendo incontro \u00abma sto tanto male! Vuole per favore procurarmi una carrozza per andare a Christianshavn?\u00bb<br \/>La donna lo guard\u00f2 e scosse la testa; poi gli si rivolse in tedesco. Il consigliere pens\u00f2 allora che lei non conoscesse il danese, e ripet\u00e8 la richiesta in tedesco; questo, e i vestiti da lui indossati, confermarono a quella donna che si trattava di uno straniero; per\u00f2 cap\u00ec subito che stava male e gli port\u00f2 un boccale d&#8217;acqua un po&#8217; salmastra che era stata attinta dal pozzo.<br \/>            Il consigliere si mise la testa fra le mani, respir\u00f2 profondamente e medit\u00f2 su tutte quelle strane cose che si vedeva attorno.<br \/>\u00abQuesto \u00e8 il giornale di questa sera?\u00bb chiese tanto per dire qualcosa, quando vide la donna con un grande foglio di carta.<br \/>            Lei non cap\u00ec, ma gli diede quel foglio, era un&#8217;incisione su legno raffigurante un miraggio che era stato visto fuori dalla citt\u00e0 di Colonia.<br \/>\u00ab\u00c8 molto vecchio!\u00bb esclam\u00f2 il consigliere, e si entusiasmo nel vedere un reperto cos\u00ec vecchio. \u00abCome avete fatto a avere questo rarissimo foglio? \u00c8 molto interessante, sebbene il tutto sia una favola. Ora si spiegano questi miraggi con l&#8217;aurora boreale, ma probabilmente c&#8217;entra anche l&#8217;elettricit\u00e0!\u00bb<br \/>Quelli che gli sedevano vicino e che ascoltavano il suo discorso, lo guardarono meravigliati; uno di loro poi si alz\u00f2, si tolse con rispetto il cappello e disse con un viso molto serio: \u00abVoi siete certo una persona molto istruita, Monsieur\u00bb.<br \/>\u00abOh, no!\u00bb rispose il consigliere \u00abso parlare un po&#8217; di tutto, come si dovrebbe saper fare.\u00bb<br \/>            \u00abLa modestia \u00e8 una bella virt\u00f9\u00bb disse quell&#8217;uomo \u00abdel resto dopo il suo discorso io devo d\u00ecremihi secus videtur , e quindi sospendo volentieri il mioJudicium .\u00bb<br \/>            \u00abPosso chiederle con chi ho il piacere di parlare?\u00bb chiese il consigliere.<br \/>\u00abIo sono baccelliere della Sacra Scrittura\u00bb rispose l&#8217;uomo.<br \/>            La risposta soddisfece il cancelliere, il titolo spiegava il suo abbigliamento. &#8220;Certamente&#8221; pens\u00f2 tra s\u00e9 &#8220;\u00e8 un vecchio maestro di una scuola di campagna, uno strano tipo, come ancora se ne incontrano nello Jutland.&#8221;<br \/>\u00abQuesto non \u00e8 unlocus docendi \u00bb cominci\u00f2 l&#8217;uomo \u00abper\u00f2 le chiedo di sforzarsi di parlare, lei ha certo una grande conoscenza delle cose antiche.\u00bb<br \/>            \u00abS\u00ec, certo\u00bb rispose il consigliere. \u00abIo leggo volentieri tutti quei vecchi scritti utili, ma mi piace anche leggere quelli pi\u00f9 nuovi; non per\u00f2 le storie di tutti i giorni, di quelle ne abbiamo abbastanza nella realt\u00e0!\u00bb<br \/>            \u00abLe storie di tutti i giorni?\u00bb chiese il nostro baccelliere.<br \/>\u00abS\u00ec, intendo questi nuovi romanzi che ci sono adesso.\u00bb<br \/>L&#8217;uomo sorrise. \u00abOh, c&#8217;\u00e8 comunque un grande ingegno in quelli; vengono letti persino a corte! Il re si diverte moltissimo col romanzo di Iffvent e Gaudian che tratta di Re Art\u00f9 e dei suoi Cavalieri della Tavola Rotonda; addirittura ha scherzato sull&#8217;argomento con i suoi cortigiani!\u00bb<br \/>            \u00abQuello non l&#8217;ho ancora letto\u00bb disse il consigliere \u00abdeve essere abbastanza nuovo, l&#8217;ha senz&#8217;altro pubblicato Heiberg.\u00bb<br \/>            \u00abNo\u00bb rispose l&#8217;uomo \u00abnon \u00e8 stato pubblicato da Heiberg, ma da Godfed von Ghemen.\u00bb<br \/>            \u00abAh quello \u00e8 l&#8217;autore!\u00bb esclam\u00f2 il consigliere \u00ab\u00e8 un nome molto vecchio. \u00c8 lo stesso nome del primo stampatore che abbiamo avuto in Danimarca.\u00bb<br \/>            \u00abS\u00ec, \u00e8 il nostro primo stampatore\u00bb annu\u00ec l&#8217;uomo. Il discorso proseguiva bene; uno di quei bravi cittadini parl\u00f2 della terribile pestilenza che c&#8217;era stata qualche anno prima, e intendeva nel 1484, il consigliere invece pensava che si parlasse del colera, e cos\u00ec il discorso filava. La guerra con i corsari del 1190 era tanto recente che se ne dovette parlare; quelli raccontarono che i corsari inglesi avevano catturato le navi nella rada, e il consigliere che conosceva molto bene gli avvenimenti del 1801, si mise a parlar male degli inglesi con grande passione. Ma il resto del discorso non and\u00f2 altrettanto bene; ogni momento gli interlocutori riproponevano uno stile troppo solenne; quel bravo baccelliere era troppo ignorante e le pi\u00f9 semplici affermazioni del consigliere a lui sembravano troppo fantastiche e azzardate. Allora si guardavano, e quando proprio non si capivano il baccelliere cominciava a parlare in latino, perch\u00e9 pensava cos\u00ec di essere capito meglio, ma non serviva a nulla.<br \/>\u00abCome si sente adesso?\u00bb chiese la padrona, tirando il consigliere per la manica; lui torn\u00f2 in s\u00e9, perch\u00e9 parlando aveva dimenticato tutto quel che gli era successo.<br \/>\u00abOh, Signore, dove mi trovo!\u00bb esclam\u00f2, e gli vennero le vertigini solo al pensiero.<br \/>\u00abDobbiamo bere del chiaretto! Idromele e birra di Brema\u00bb grid\u00f2 uno degli ospiti \u00abe lei deve bere con noi.\u00bb<br \/>Entrarono due fanciulle, una con un cappellino a due colori, versarono da bere e s&#8217;inchinarono. Il consigliere sent\u00ec i brividi alla schiena.<br \/>\u00abChe cos&#8217;\u00e8? che cos&#8217;\u00e8?\u00bb esclam\u00f2, ma fu costretto a bere con gli altri; quelli lo afferrarono e lui si disper\u00f2, e quando uno di loro disse che era ubriaco, non mise affatto in dubbio le parole di quell&#8217;uomo; chiese semplicemente di procurargli una carrozza, ma tutti credettero che stesse parlando russo.<br \/>            Non si era mai trovato in una compagnia cos\u00ec semplice e rozza. Sembrava persino che il paese fosse tornato ai tempi del paganesimo. &#8220;Questo \u00e8 il momento pi\u00f9 terribile della mia vita&#8221; pens\u00f2. Ma in quel momento pens\u00f2 di infilarsi sotto il tavolo, di camminare carponi verso la porta e cos\u00ec cercare di uscire, ma gli altri capirono quello che voleva fare e lo afferrarono per le gambe, e cos\u00ec, per sua fortuna, perse le soprascarpe e subito si sciolse l&#8217;incantesimo.<br \/>            Il consigliere ora vedeva molto chiaramente davanti a s\u00e9 un lampione acceso, e dietro una grande casa che riconobbe, poi riconobbe anche le case vicine; era 0stergade, proprio come noi tutti la conosciamo. Lui si trovava sdraiato con le gambe contro un portone e l\u00ec di fronte c&#8217;era il guardiano notturno che dormiva.<br \/>            &#8220;Santo cielo! sono stato qui sdraiato per strada a sognare!&#8221; esclam\u00f2 lui. &#8220;S\u00ec, questa \u00e8 0stergade! Ah, come \u00e8 benedetta quella luce, e che colori! \u00c8 proprio terribile: che effetti ha su di me un bicchiere di punch!&#8221;<br \/>            Due minuti dopo si trovava in una carrozza che lo port\u00f2 a Christianshavn; e pensando alla paura e alla miseria che aveva provato lodava di cuore quella felice realt\u00e0, il nostro tempo, che con tutte le sue mancanze era molto migliore di quello in cui era appena stato; e questo era un discorso davvero ragionevole!<\/p>\n<p>            3. Le avventure del guardiano notturno<\/p>\n<p>\u00abGuarda, c&#8217;\u00e8 un paio di soprascarpe!\u00bb disse il guardiano notturno \u00absono senza dubbio del tenente che abita qui sopra. Stanno proprio vicino alla sua porta!\u00bb<br \/>Quel brav&#8217;uomo avrebbe suonato al tenente per consegnargliele, dato che c&#8217;era ancora la luce accesa, ma non voleva svegliare le altre persone della casa e perci\u00f2 lasci\u00f2 perdere.<br \/>            &#8220;Devono essere proprio belle calde da portare ai piedi!&#8221; pens\u00f2. &#8220;Sono di una pelle molto morbida!&#8221; E gli andavano proprio bene. &#8220;Com&#8217;\u00e8 strano il mondo! Lui ora potrebbe andarsene a letto, e invece cosa fa? Cammina avanti e indietro per la stanza! E \u00e8 una persona fortunata; non ha n\u00e9 moglie n\u00e9 bambini. Ogni sera \u00e8 in societ\u00e0; se solo fossi lui, sarei un uomo felice!&#8221;<br \/>            Mentre esprimeva questo suo desiderio, le soprascarpe della felicit\u00e0 che aveva ai piedi agirono immediatamente: la guardia notturna si trov\u00f2 nella persona e nei pensieri del tenente. Si trov\u00f2 nella stanza a tenere tra le dita un piccolo foglio rosa su cui c&#8217;era una poesia, una poesia scritta dal tenente stesso: non c&#8217;\u00e8 nessuno che nella propria vita non abbia avuto voglia di poetare e non abbia scritto i suoi pensieri che cos\u00ec si sono trasformati in versi. L\u00ec c&#8217;era scritto:<br \/>            Se solo fossi ricco! pregai molte volte, quando ancora ero un bambinetto. Se solo fossi ricco, diventerei ufficiale, avrei una sciabola, l&#8217;uniforme e una piuma. Quel tempo poi venne, e io divenni ufficiale, ma non divenni mai ricco, purtroppo Mi aiutasse il Signore!<br \/>            Felice e giovane, mi trovavo di sera,<br \/>            una fanciulla di sette anni mi baciava la bocca,<br \/>            perch\u00e9 ero ricco di fiabe e di racconti,<br \/>            ma povero ero di denari;<br \/>            ma la fanciulla era interessata solo alle favole,<br \/>            di quelle ero ricco, ma non di oro,<br \/>            e questo il Signore lo sa!<br \/>            Se solo fossi ricco! \u00e8 finita la mia preghiera a Dio,<br \/>            ora la bimba di sette anni \u00e8 cresciuta,<br \/>            \u00e8 cos\u00ec bella, intelligente, buona,<br \/>            se lei capisse la favola del mio cuore,<br \/>            se lei, come prima, mi fosse amica<br \/>            ma io sono povero, e perci\u00f2 taccio, cos\u00ec vuole il Signore.<br \/>            Se io fossi ricco di consolazione e di pace,<br \/>            allora il mio dolore non sarebbe stato scritto sulla carta!<br \/>            Tu, che io amo, se tu mi capissi,<br \/>            leggi questo, come una poesia degli anni della giovent\u00f9!<br \/>            Ma \u00e8 meglio se tu non lo comprendi,<br \/>            io sono povero, il mio futuro \u00e8 buio,<br \/>            che il Signore ti benedica!<br \/>            S\u00ec, si scrivono questi versi quando si \u00e8 innamorati, ma un uomo intelligente poi non li pubblica. Il fatto di essere tenente, l&#8217;amore, la povert\u00e0, sono un triangolo, o meglio, met\u00e0 del dado spezzato della felicit\u00e0. Il tenente provava tutto questo, e appoggiava la testa sul davanzale della finestra sospirando profondamente: &#8220;Quel povero guardiano laggi\u00f9 sulla strada \u00e8 molto pi\u00f9 felice di me! Lui non sa che cos&#8217;\u00e8 la nostalgia, lui ha una casa, una moglie e dei bambini che piangono con lui le sue pene e gioiscono alla sua gioia! Ah, sarei molto pi\u00f9 felice di quello che sono, se potessi cambiare posto con lui, perch\u00e9 lui \u00e8 sicuramente pi\u00f9 felice di me!.&#8221;<br \/>            In quel momento il guardiano notturno torn\u00f2 a far la guardia: le soprascarpe della felicit\u00e0 lo avevano reso tenente, come abbiamo visto, ma lui si era sentito cos\u00ec poco soddisfatto che voleva tornare a essere quello che era. Quindi il guardiano notturno torn\u00f2 a fare il guardiano.<br \/>\u00abChe brutto sogno!\u00bb esclam\u00f2 \u00abma era molto strano. Mi sembrava di essere il tenente che c&#8217;\u00e8 lass\u00f9 e non era affatto divertente. Avevo nostalgia di mia moglie e dei bambini che sono sempre pronti a ricoprirmi di baci!\u00bb<br \/>Torn\u00f2 a sedersi e lasci\u00f2 cadere la testa; il sogno non voleva levarsi dalla mente, e lui indossava ancora quelle soprascarpe. In quel momento una stella cadente solc\u00f2 il cielo.<br \/>\u00ab\u00c8 caduta\u00bb disse \u00abma ce ne sono ancora! Mi piacerebbe proprio vedere quelle cose pi\u00f9 da vicino, soprattutto la luna, perch\u00e9 quella non pu\u00f2 certo scappare dalle mani. Quando moriamo, cos\u00ec almeno racconta lo studente a cui mia moglie fa le pulizie, voliamo da una stella all&#8217;altra. \u00c8 senz&#8217;altro una menzogna, ma potrebbe anche essere vero. Mi piacerebbe fare un saltino lass\u00f9, ma il corpo pu\u00f2 anche restare qui sulla scala!\u00bb<br \/>Bisogna essere molto accorti nell&#8217;esprimere certi pensieri nel mondo, ma bisognerebbe stare ancora pi\u00f9 attenti quando si hanno le soprascarpe della felicit\u00e0 ai piedi.<br \/>            Sentite che cosa accadde al guardiano notturno.<br \/>            Per quanto riguarda noi uomini, conosciamo quasi tutte le velocit\u00e0 del vapore acqueo, le abbiamo provate sia sul treno che con le navi che solcano il mare, eppure quella \u00e8 come la camminata di un pigrone o la marcia di una lumaca, in rapporto alla velocit\u00e0 della luce; questa va 19 milioni di volte pi\u00f9 veloce della migliore prestazione in una gara, e l&#8217;elettricit\u00e0 \u00e8 ancora pi\u00f9 veloce. La morte \u00e8 una scossa elettrica che riceviamo nel cuore; sulle ali dell&#8217;elettricit\u00e0 l&#8217;anima liberata vola via. In otto minuti e pochi secondi la luce del sole compie un viaggio di oltre 20 milioni di miglia; con la velocit\u00e0 dell&#8217;elettricit\u00e0 l&#8217;anima ha bisogno di pochissimi minuti per fare lo stesso percorso. Lo spazio tra i vari corpi celesti non \u00e8, a quella velocit\u00e0, pi\u00f9 grande dello spazio che c&#8217;\u00e8 tra noi e la casa dei nostri amici, anche se quelli abitano molto vicino a noi. Questa scossa elettrica al cuore per\u00f2 ci toglie l&#8217;uso del corpo; naturalmente se non abbiamo, come il guardiano notturno, le soprascarpe della felicit\u00e0 ai piedi.<br \/>            In pochi secondi il guardiano notturno aveva percorso le 52.000 miglia fino alla luna che, come si sa, \u00e8 costituita di un materiale molto pi\u00f9 leggero della terra, e che \u00e8 soffice, quasi come la neve appena caduta.<br \/>            Si trov\u00f2 su uno di quegli innumerevoli crateri che conosciamo dalla grande carta della luna del dottor Madler; questa la conosci, vero? Nella parte interna il cratere sprofondava come un calice, per un intero miglio danese; in fondo si trovava una citt\u00e0 che aveva l&#8217;aspetto di un bianco d&#8217;uovo in un bicchiere d&#8217;acqua, molle e piena di torri, di cupole e balconi a forma di vela, trasparenti e fluttuanti nell&#8217;aria leggera; la nostra terra era sospesa, come un grande globo di rosso fuoco, sopra la testa del guardiano.<br \/>            C&#8217;erano molte creature e tutte della specie che noi chiamiamo umana, ma avevano un aspetto diverso dal nostro; avevano una loro lingua, nessuno poteva pretendere che l&#8217;anima del guardiano notturno sapesse capirla, eppure lui sapeva.<br \/>            L&#8217;anima del guardiano capiva molto bene la lingua degli abitanti della luna. Stavano discutendo della nostra terra e mettevano in dubbio che fosse abitata, perch\u00e9 l&#8217;aria era troppo pesante affinch\u00e9 una qualunque creatura lunare potesse abitarvi. Secondo loro solo la luna era abitata da esseri viventi, era l&#8217;unico corpo celeste dove abitavano le vecchie popolazioni del cielo.<br \/>            Ma adesso torniamo a 0stergade a vedere come stava il corpo del guardiano. Il bastone gli era caduto di mano e gli occhi guardavano verso la luna alla ricerca di quell&#8217;anima onesta che se n&#8217;era andata lass\u00f9.<br \/>\u00abChe ore sono, guardiano?\u00bb chiese un passante. Ma il guardiano non rispose, cos\u00ec quello gli diede un pizzicotto sul naso e gli fece perdere l&#8217;equilibrio. Il corpo fin\u00ec lungo e disteso sulla strada: l&#8217;uomo era morto. Quello che lo aveva pizzicato si spavent\u00f2 terribilmente; il guardiano era morto e morto restava; fu data la notizia e se ne parl\u00f2 molto, al mattino, poi portarono il corpo in ospedale.<br \/>            Sarebbe stato proprio un bello spasso per l&#8217;anima, una volta tornata indietro, cercare il suo corpo in 0stergade, come certamente avrebbe fatto, senza trovarlo. Probabilmente sarebbe andata per prima cosa alla polizia, poi all&#8217;ufficio informazioni e poi sicuramente all&#8217;ufficio oggetti smarriti, e solo alla fine all&#8217;ospedale. Ma possiamo consolarci, perch\u00e9 l&#8217;anima \u00e8 intelligente, quando \u00e8 da sola, \u00e8 il corpo che la rende stupida.<br \/>            Come ho gi\u00e0 detto, il corpo del guardiano giunse all&#8217;ospedale, e fu portato in un locale per essere lavato. Per prima cosa naturalmente gli tolsero le soprascarpe e subito l&#8217;anima dovette ritornare l\u00ec; si diresse immediatamente verso il corpo e in un attimo torn\u00f2 la vita in quell&#8217;uomo. Egli assicur\u00f2 di aver passato la pi\u00f9 terribile notte della sua vita; disse che non avrebbe voluto provare le stesse sensazioni nemmeno per due marchi, ma ormai tutto era passato.<br \/>            Lo stesso giorno fu dimesso dall&#8217;ospedale, ma le soprascarpe rimasero l\u00ec.<\/p>\n<p>            4. Storia di una testa. Una recita. Un viaggio veramente straordinario<\/p>\n<p>            Ogni abitante di Copenaghen sa bene come \u00e8 l&#8217;ingresso del Frederiks Hospital, ma dato che probabilmente anche alcuni lettori che non abitano a Copenaghen leggeranno questa storia, dovremo darne una breve descrizione.<br \/>            L&#8217;ospedale \u00e8 separato dalla strada da una cancellata piuttosto alta le cui sbarre di ferro, abbastanza grosse, sono cos\u00ec lontane fra loro che si racconta che dottorini molto sottili siano riusciti a infilarsi tra queste per fare qualche breve visita fuori dall&#8217;ospedale.<br \/>            La parte del corpo che per\u00f2 \u00e8 pi\u00f9 diff\u00eccile da portare fuori \u00e8 sempre stata la testa; qui, come spesso nel mondo, i pi\u00f9 fortunati erano quelli con la testa piccola. Questo dovrebbe bastare come introduzione.<br \/>            Uno dei giovani volontari di cui si potrebbe dire che avesse una gran testa, ma solo per quanto riguardava l&#8217;aspetto, era di turno quella sera; e pioveva terribilmente. Eppure, nonostante questi due ostacoli, lui voleva uscire, solo per un quarto d&#8217;ora, e pensava non fosse qualcosa che valeva la pena di confidare al portiere, quando poteva passare tra quelle sbarre di ferro. L\u00ec vicino c&#8217;erano le soprascarpe che la guardia notturna aveva dimenticato; naturalmente il dottorino non sapeva che fossero quelle della felicit\u00e0: le infil\u00f2 perch\u00e9 pensava sarebbero state ottime con quel tempo. Ora doveva cercare di passare attraverso le sbarre e non aveva mai provato prima di allora. Arriv\u00f2 vicino al cancello.<br \/>\u00abSe solo avessi gi\u00e0 la testa dall&#8217;altra parte!\u00bb disse e subito, nonostante fosse molto grossa, la testa pass\u00f2 con facilit\u00e0 e felicemente attraverso le sbarre; era stato merito delle soprascarpe, ma ora doveva passare anche il corpo.<br \/>\u00abOh, sono troppo grasso!\u00bb esclam\u00f2 \u00abpensavo che la testa fosse la cosa peggiore, ma adesso non riesco a passare.\u00bb<br \/>Allora volle riportare indietro la testa, ma non ci riusc\u00ec. Poteva tranquillamente muovere il collo, ma era l&#8217;unica cosa che riusciva a fare. Per prima cosa si arrabbi\u00f2, poi fu preso da una depressione profonda. Le soprascarpe della felicit\u00e0 lo avevano messo in una posizione molto brutta, e sfortunatamente non pensava a desiderare di essere libero; no, cercava di agire e cos\u00ec non riusciva a levarsi da quel posto. La pioggia continuava a scrosciare, ma non si vedeva nessuno per la strada. Il campanello era irraggiungibile, come poteva liberarsi? Si disse che sarebbe rimasto l\u00ec fino al mattino, poi avrebbero dovuto chiamare un fabbro per segare le sbarre di ferro, ma non sarebbe accaduto molto in fretta; prima sarebbero passati tutti gli scolaretti vestiti di blu, poi tutti i marinai sarebbero arrivati per vederlo l\u00ec intrappolato, ci sarebbe certo stata una folla molto maggiore che per la gigantesca agave dell&#8217;anno scorso. &#8220;Oh! il sangue mi va alla testa, cos\u00ec impazzisco! S\u00ec, impazzisco! Ah, se solo fossi libero di nuovo, allora starci certo meglio!&#8221;<br \/>            Ecco questo lo avrebbe dovuto dire un po&#8217; prima; nello stesso momento in cui il pensiero venne espresso si trov\u00f2 con la testa libera e si precipit\u00f2 nella sua stanza, fuori di s\u00e9 per lo spavento che le soprascarpe della felicit\u00e0 gli avevano procurato.<br \/>            Ma non dobbiamo credere che tutto fosse finito, anzi ora viene il peggio.<br \/>            Pass\u00f2 la notte e il giorno successivo e nessuno venne a prendere le soprascarpe.<br \/>            Di sera doveva esserci una rappresentazione nel piccolo teatro di Kannikestraede. Il locale era pieno zeppo; tra i diversi numeri veniva recitata una nuova poesia. Ora l&#8217;ascolteremo. Il titolo era<br \/>            GLI OCCHIALI DELLA NONNA<br \/>            L&#8217;intelligenza della mia nonna \u00e8 conosciuta.<br \/>            Se si fosse nei tempi passati, lei verrebbe certo bruciata.<br \/>            Conosce tutto quello che accade, s\u00ec, ancora di pi\u00f9,<br \/>            vede persino nell&#8217;anno venturo, s\u00ec,<br \/>            ma non vuole dirlo chiaramente.<br \/>            Che cosa accadr\u00e0 quindi l&#8217;anno prossimo?<br \/>            Che accadr\u00e0 di strano? S\u00ec, mi piacerebbe vedere<br \/>            il mio destino, quello dell&#8217;arte e del nostro paese,<br \/>            ma la nonna non vuole che venga detto.<br \/>            Io l&#8217;ho tormentata tanto che l&#8217;ho convinta,<br \/>            prima \u00e8 rimasta zitta, poi si \u00e8 fatta piccola,<br \/>            e mi ha fatto un lungo discorso senza senso.<br \/>            Io infatti sono il suo preferito!<br \/>            Per questa volta esaudir\u00f2 il tuo desiderio,<br \/>            cominci\u00f2, dandomi i suoi occhiali.<br \/>            Ora vai in un luogo, a tua scelta,<br \/>            in un luogo dove ci siano molte persone,<br \/>            dove tu possa vederle, mettiti in qualche posto,<br \/>            e guarda quella folla attraverso i miei occhiali;<br \/>            subito, tutti quanti, credimi,<br \/>            appariranno come un gioco di carte aperto sul tavolo;<br \/>            con questi potrai prevedere quello che accadr\u00e0!<br \/>            Io la ringraziai e corsi via, volevo vedere,<br \/>            ma pensai, dove si raduna tanta gente?<br \/>            A Langelinie? L\u00ec ci si prende un malanno.<br \/>            In 0stergade? Oh, l\u00ec c&#8217;\u00e8 un tale fango!<br \/>            A teatro? Questa \u00e8 un&#8217;idea.<br \/>            Lo spettacolo della sera \u00e8 proprio l&#8217;ideale.<br \/>            E eccomi qui! Ora mi presento.<br \/>            Permettetemi di usare gli occhiali della nonna<br \/>            solo per vedere, ma non me ne vado!<br \/>            vedere se voi apparite come un gioco di carte,<br \/>            dal quale io possa prevedere quel che il tempo riserba.<br \/>            Io interpreto il vostro silenzio come un&#8217;affermazione,<br \/>            sarete resi partecipi di un grande segreto.<br \/>            Qui siamo tutti in gioco. Io guardo per voi, per me,<br \/>            per il paese e per il nostro regno.<br \/>            Ora voglio vedere quello che dicono le carte.<br \/>            E si mise gli occhiali.)<br \/>            Oh, \u00e8 vero! No, adesso devo ridere!<br \/>            Oh, se solo voleste venir su a vedere anche voi!<br \/>            Oh, quante carte di re e di fanti!<br \/>            e le donne di cuori, c&#8217;\u00e8 tutta la serie,<br \/>            e poi le carte nere, le picche e i fiori.<br \/>            Ora ho proprio una bella vista!<br \/>            Io vedo la dama di picche bella grossa<br \/>            che rivolge i suoi pensieri al fante di quadri.<br \/>            E questa vista mi rende ubriaco!<br \/>            Ci sono molti soldi qui in teatro,<br \/>            e stranieri che vengono dall&#8217;altra parte del mondo.<br \/>            Ma non \u00e8 quello che volevamo sapere.<br \/>            Sulle classi sociali? Vediamo&#8230; nel futuro.<br \/>            Ma di ci\u00f2 si legger\u00e0 in seguito.<br \/>            Se adesso parlassi, danneggerei la rivista,<br \/>            e io non voglio togliere il meglio dal piatto.<br \/>            E il teatro? Che novit\u00e0, il gusto, la tonalit\u00e0?<br \/>            no, voglio stare in buoni rapporti col direttore.<br \/>            E il mio futuro? E gi\u00e0, voi sapete che le nostre cose<br \/>            sono molto care al nostro cuore!<br \/>            Lo vedo! Non posso dire cosa vedo, ma voi lo saprete non appena accadr\u00e0. Chi \u00e8 il pi\u00f9 felice di noi quaggi\u00f9?<br \/>            11 pi\u00f9 felice? Posso trovarlo facilmente. E no, potrebbe facilmente dar fastidio, probabilmente rattristerebbe molti!<br \/>            Chi vivr\u00e0 pi\u00f9 a lungo? Quella donna laggi\u00f9 o quel signore?<br \/>            No, se lo rivelassi sarebbe molto peggio!<br \/>            Devo rivelare qualcosa? No! Qualcosa? No! Qualcosa? No!<br \/>            Be&#8217;, alla fine non lo so pi\u00f9 neppure io.<br \/>            Sono imbarazzato, \u00e8 facile ferire qualcuno,<br \/>            ora vedo quello che voi credete e pensate,<br \/>            io tacer\u00f2 con la mia capacit\u00e0 di prevedere.<br \/>            Voi credete? No! Che cosa? Qui intorno<br \/>            credete che finir\u00e0 con un bel niente.<br \/>            Sapete certamente che non otterrete nulla.<br \/>            Allora taccio, solenne assemblea,<br \/>            vi lascer\u00f2 le vostre opinioni!<br \/>            La poesia venne recitata splendidamente e il recitante ebbe grande successo. Tra gli spettatori c&#8217;era anche il volontario dell&#8217;ospedale, che sembrava avesse dimenticato l&#8217;avventura della notte precedente, ma le soprascarpe le aveva ancora ai piedi perch\u00e9 non erano state ritirate e, dato che c&#8217;era fango per la strada, gli tornavano utili.<br \/>            A lui la poesia piacque.<br \/>            Pens\u00f2 molto a quell&#8217;idea, gli sarebbe piaciuto avere occhiali simili, forse, se si fossero usati nel modo giusto, si sarebbe potuta vedere la gente proprio nel cuore, e quello sarebbe stato molto pi\u00f9 interessante, pensava, che non vedere quello che sarebbe accaduto l&#8217;anno prossimo, perch\u00e9 questo si viene comunque a sapere, mentre il resto non si conosce mai. &#8220;Mi piacerebbe tanto poter guardare nel cuore di tutte quelle signore della prima fila l\u00e0 davanti, s\u00ec, dovrebbe essere uno spazio aperto, una specie di negozio; ah, quante cose potrebbero vedere i miei occhi in quel negozio! In quella signora troverei senz&#8217;altro una grande commerciante di moda! In quell&#8217;altra il negozio sar\u00e0 vuoto, e dovr\u00e0 essere ripulito. Ma ci saranno anche negozi rispettabili! Eh s\u00ec!&#8221; sospir\u00f2 &#8220;ne conosco uno in cui tutto \u00e8 molto rispettabile, ma dentro c&#8217;\u00e8 gi\u00e0 un garzone, e questa \u00e8 l&#8217;unica cosa cattiva del negozio. Da uno o dall&#8217;altro si sentirebbe gridare: &#8216;Prego accomodatevi!&#8217; s\u00ec, mi piacerebbe proprio entrarci, come un piccolo pensiero che passa attraverso i cuori!&#8221;<br \/>            Ecco, queste parole bastarono alle soprascarpe; il volontario divenne sempre pi\u00f9 piccolo e cominci\u00f2 uno stranissimo viaggio proprio in mezzo ai cuori di quelli della prima fila. Il primo cuore in cui pass\u00f2 apparteneva a una signora; ma lui subito credette di essere in un istituto ortopedico, quella casa dove il dottore elimina i difetti della gente e raddrizza le persone; si trovava nella stanza in cui i calchi di gesso degli arti anormali erano appesi alla parete, l&#8217;unica differenza era che all&#8217;istituto i calchi vengono presi quando il paziente entra, mentre qui nel cuore erano presi e conservati quando le brave persone se n&#8217;erano andate. Erano i calchi delle amiche, i loro difetti fisici e spirituali, che qui venivano conservati.<br \/>            Pass\u00f2 velocemente in un altro cuore di donna, e questo gli sembr\u00f2 una grande chiesa. Le bianche colombe dell&#8217;innocenza volavano intorno all&#8217;altare maggiore; si sarebbe inginocchiato volentieri, ma doveva proseguire, entrare in un nuovo cuore, ma ancora sentiva la musica dell&#8217;organo e gli sembrava addirittura di essere diventato migliore; si sent\u00ec degno di entrare nel nuovo santuario. Questo era una soffitta molto povera dove abitava una madre malata; ma attraverso la finestra aperta entravano i caldi raggi del sole di Dio, belle rose si affacciavano dalla cassetta di legno sul tetto, e due uccelli azzurri come il cielo cantavano pieni di gioia, mentre la madre ammalata implorava la benedizione sulla sua figliola.<br \/>            Poi lui cammin\u00f2 carponi attraverso una macelleria piena fino all&#8217;orlo; vedeva carne e ancora carne, era il cuore di un ricco molto rispettabile il cui nome sicuramente si trova tra le persone importanti.<br \/>            Poi entr\u00f2 nel cuore della moglie di questo, e vide una vecchia piccionaia cadente; il ritratto del marito veniva usato come segnavento e era stato collegato con le porte, in modo che queste si aprissero e si chiudessero non appena l&#8217;uomo si muoveva.<br \/>            Poi entr\u00f2 in uno studio pieno di specchi, come quello che si trova nel Castello di Rosenborg, ma gli specchi ingrandivano terribilmente. In mezzo alla stanza c&#8217;era seduto, come un Dalai-Lama, l&#8217;insignificante Io di una persona, assorto nell&#8217;ammirare la propria grandezza.<br \/>            Quindi sembr\u00f2 al dottorino di essere entrato in una casa stretta piena di aghi appuntiti, pens\u00f2 che fosse il cuore di una vecchia zitella, ma in realt\u00e0 era quello di un giovane militare che aveva avuto molte decorazioni, uno di quelli che si dicono uomini di spirito e di cuore.<br \/>            Completamente stordito, il giovane volontario usc\u00ec dall&#8217;ultimo cuore della fila e non riusc\u00ec a rimettere in ordine i suoi pensieri, gli sembr\u00f2 che la sua fantasia, troppo ricca, gli avesse preso la mano.<br \/>            &#8220;Oh, Signore&#8221; sospir\u00f2 &#8220;sto certo diventando pazzo! E poi qui fa un caldo insopportabile! Il sangue mi va alla testa!&#8221; E allora ricord\u00f2 quei grandi avvenimenti della sera prima, come la sua testa si era infilata tra le sbarre di ferro dell&#8217;ospedale. &#8220;\u00c8 tutta colpa di quello!&#8221; pens\u00f2. &#8220;Devo subito correre ai ripari. Un bagno turco potrebbe essere una buona idea. Se solo mi trovassi gi\u00e0 sulla panca pi\u00f9 alta!&#8221;<br \/>            E subito si trov\u00f2 sulla panca pi\u00f9 alta in un bagno di vapore, ma era l\u00e0 con tutti i suoi vestiti, con gli stivali e le soprascarpe; e le gocce bollenti di acqua dal soffitto gli cadevano sul viso.<br \/>\u00abAhi!\u00bb grid\u00f2 e si precipit\u00f2 gi\u00f9 per farsi una doccia. Anche il guardiano si mise a gridare quando vide che c&#8217;era un uomo totalmente vestito l\u00e0 dentro.<br \/>            Il volontario aveva avuto tanto buon senso da sussurrargli: \u00ab\u00c8 una scommessa!\u00bb ma la prima cosa che fece, quando torn\u00f2 nella sua camera, fu di mettersi un gran foglio di carta vetrata sulla schiena e uno sulle spalle, affinch\u00e9 la pazzia uscisse da lui.<br \/>            Il mattino dopo si ritrov\u00f2 con la schiena sanguinante, e questo fu tutto quanto guadagn\u00f2 con le soprascarpe della felicit\u00e0.<\/p>\n<p>            5. La trasformazione del copista<\/p>\n<p>            Il guardiano notturno, che noi certamente non abbiamo dimenticato, si ricord\u00f2 improvvisamente delle soprascarpe che aveva trovato e portato con s\u00e9 in ospedale; and\u00f2 a prenderle, ma poich\u00e9 n\u00e9 il tenente n\u00e9 altri abitanti della strada le riconobbero, furono consegnate alla polizia. \u00abSembrano proprio le mie soprascarpe!\u00bb disse uno dei copisti, che stava osservando gli oggetti smarriti, e le mise accanto alle sue. \u00abNeppure l&#8217;occhio di un calzolaio sarebbe in grado di distinguerle!\u00bb \u00abSignor copista!\u00bb disse un servitore, che entr\u00f2 con alcune carte.<br \/>            Il copista si volse, parl\u00f2 con lui, e quando tutto fu finito si rimise a guardare le soprascarpe; non sapeva pi\u00f9 se erano quelle di destra o quelle di sinistra quelle che appartenevano a lui. &#8220;Devono essere quelle bagnate!&#8221; pens\u00f2, ma sbagliava, perch\u00e9 erano invece quella della felicit\u00e0; naturalmente anche la polizia pu\u00f2 sbagliare. Mise nella tasca e sotto il braccio alcune carte che dovevano essere rilette e riscritte a casa; ma era domenica mattina e il tempo era bello, quindi pens\u00f2 che gli avrebbe fatto bene un giro a Frederiksberg. Cos\u00ec and\u00f2 laggi\u00f9.<br \/>            Non c&#8217;era persona pi\u00f9 tranquilla e diligente di questo giovane, quindi fece proprio bene a farsi una passeggiata dopo essere stato seduto tanto a lungo. All&#8217;inizio cammin\u00f2 senza pensare a niente, cos\u00ec le soprascarpe non ebbero la possibilit\u00e0 di mostrare la loro forza magica.<br \/>            Nel viale incontr\u00f2 un conoscente, un giovane poeta, che gli raccont\u00f2 che il giorno dopo avrebbe fatto un viaggio.<br \/>\u00abAh, deve partire di nuovo!\u00bb disse il copista. \u00abLei \u00e8 proprio fortunato, \u00e8 un uomo libero. Pu\u00f2 andarsene dove vuole, noi invece abbiamo una catena al piede.\u00bb<br \/>            \u00abS\u00ec, ma \u00e8 legata all&#8217;albero del pane!\u00bb rispose il poeta. \u00abLei non ha certo bisogno di preoccuparsi per il domani, e quando sar\u00e0 vecchio avr\u00e0 la pensione.\u00bb<br \/>            \u00abMa lei sta meglio!\u00bb ribatt\u00e9 il copista. \u00abDeve essere proprio un piacere starsene l\u00ec a poetare! Tutto il mondo le fa i complimenti e lei \u00e8 padrone di se stesso. Eh, s\u00ec, dovrebbe provare a starsene al tribunale con tutte quelle noiose scartoffie!\u00bb<br \/>Il poeta scosse la testa, anche il copista scosse la testa, ognuno si tenne la propria opinione e si divisero.<br \/>\u00abEh, i poeti, sono proprio gente particolare!\u00bb esclam\u00f2 il copista \u00abmi piacerebbe provare a penetrare in una tale natura, diventare anch&#8217;io un poeta, e sono certo che non mi metterei a scrivere piagnistei come fanno gli altri. Poi oggi \u00e8 proprio un giorno di primavera adatto a un poeta! L&#8217;aria \u00e8 straordinariamente trasparente le nuvole cos\u00ec belle, e c&#8217;\u00e8 un profumo con tutto quel verde! Da molti anni non ho provato quello che provo in questo momento.\u00bb<br \/>Noi gi\u00e0 notiamo che \u00e8 diventato poeta; la cosa non era certo visibile, perch\u00e9 sarebbe assurdo immaginarsi un poeta diverso dagli altri uomini, tra questi ci sono senz&#8217;altro nature molto pi\u00f9 poetiche di quella di un grande poeta riconosciuto: la differenza sta soltanto nel fatto che il poeta ha una memoria spirituale migliore, pu\u00f2 mantenere l&#8217;idea e la sensazione finch\u00e9 questa non si \u00e8 trasformata chiaramente e con precisione in versi, cosa che gli altri non sanno fare. Ma certamente passare da una natura comune a una dotata \u00e8 sempre un salto e questo il copista l&#8217;aveva appena fatto.<br \/>\u00abChe delizioso profumo\u00bb esclam\u00f2 \u00abmi ricorda le violette della zia Lone. Gi\u00e0, allora ero ancora un ragazzo. Oh, Signore, per tantissimo tempo non ho mai pensato a quella brava zitella! Abitava proprio dietro alla Borsa, aveva sempre un ramoscello o qualche germoglio verde nell&#8217;acqua, non importava quanto fosse rigido l&#8217;inverno. Le violette profumavano, mentre io appoggiavo le monetine di rame riscaldate sul vetro gelato e facevo degli spiragli per guardare fuori. Era una meravigliosa prospettiva. Fuori nel canale le navi erano bloccate dal ghiaccio, abbandonate da tutti gli uomini, solo una cornacchia gracchiante costituiva l&#8217;equipaggio; ma quando poi giungeva la primavera, allora c&#8217;era da fare. Cantando e con grida di Urr\u00e0 il ghiaccio veniva rotto. Le navi venivano incatramate e attrezzate di nuovo, in modo che potessero dirigersi verso terre straniere; io sono rimasto qui, e sempre dovr\u00f2 restarci, sempre nell&#8217;ufficio della polizia a vedere che gli altri ritirino il passaporto per viaggiare all&#8217;estero, questo \u00e8 il mio destino! Oh!\u00bb sospir\u00f2 profondamente, ma altrettanto improvvisamente si ferm\u00f2. \u00abOh Dio, che cosa mi succede? Non avevo mai pensato o provato nulla di simile: dev&#8217;essere l&#8217;aria di primavera. \u00c8 un misto di paura e di piacere.\u00bb Trasse dalla tasca le sue carte. \u00abQueste mi daranno ben altro a cui pensare!\u00bb disse, e lasci\u00f2 scorrere gli occhi sulla prima pagina. \u00abLa Signora Sigbrith, tragedia originale in cinque atti\u00bb lesse \u00abche cos&#8217;\u00e8? Ma l&#8217;ho scritto io stesso. Ho forse scritto una tragedia?Intrigo sui bastioni oli giorno della preghiera, Vaudeville . Da dove ho preso questa roba? Qualcuno deve averla messa nella mia tasca; qui c&#8217;\u00e8 una lettera.\u00bb S\u00ec, era del direttore del teatro, quei pezzi erano stati respinti e la lettera non era affatto gentile. &#8220;Uhm!&#8221; pens\u00f2 il copista, sedendosi su una panca; i suoi pensieri erano cos\u00ec vivi e il suo cuore cos\u00ec commosso; involontariamente afferr\u00f2 uno dei fiori che stavano pi\u00f9 vicino, era una piccola margherita, molto semplice; quello che un botanico potrebbe dirne solo con molte lezioni, la margherita lo rivel\u00f2 in un attimo, raccont\u00f2 il mito della sua nascita, la forza della luce del sole che aveva dischiuso i suoi petali sottili facendoli profumare, poi lui pens\u00f2 alla lotta della vita, che allo stesso modo risveglia i sentimenti nel nostro petto. L&#8217;aria e la luce erano le amanti del fiore, ma la luce era la sua preferita, lei si piegava sempre verso la luce e, quando questa scompariva, raccoglieva i petali e si addormentava nell&#8217;abbraccio dell&#8217;aria. &#8220;\u00c8 la luce che mi rende bella!&#8221; disse il fiore. &#8220;Ma l&#8217;aria ti permette di respirare!&#8221; le sussurr\u00f2 la voce del poeta.<br \/>            L\u00ec vicino c&#8217;era un ragazzo che batteva con un bastone in una pozzanghera piena di fango; le gocce d&#8217;acqua schizzavano tra i rami verdi, il copista pens\u00f2 a milioni di animali invisibili che con le gocce venivano gettati in alto: per loro doveva essere come per noi venir gettati in alto o sopra le nubi. Il copista, riflettendo a queste cose e a tutto quel cambiamento avvenuto in lui, sorrise. &#8220;Sto sognando! Comunque \u00e8 straordinario. Sognare in modo cos\u00ec veritiero, e sapere che \u00e8 solo un sogno. Se solo domani potessi ricordarmi tutto quando mi sveglier\u00f2 adesso mi sembra di essere proprio straordinario! Ho una visione chiara di tutte le cose, mi sento cos\u00ec lucido, ma so che quando domani ricorder\u00f2 qualcosa, allora mi sembreranno tutte sciocchezze, l&#8217;ho gi\u00e0 sperimentato prima! Accadr\u00e0 come con tutte quelle cose meravigliose e intelligenti che si ascoltano e si dicono nel sogno e che sembrano l&#8217;oro degli elfi; nel momento in cui uno lo scopre questo appare bello e meraviglioso, ma quando lo si vede di giorno restano solo foglie secche e pietre. Ah!&#8221; sospir\u00f2 tristemente guardando gli uccelli che cantavano, e che saltavano divertiti tra un ramo e l&#8217;altro. &#8220;Loro stanno certo meglio di me! Volare, volare, \u00e8 una bella arte, felice colui che \u00e8 nato capace di farlo! S\u00ec, se potessi ottenere qualcosa, vorrei essere una piccola allodola!&#8221;<br \/>            In quello stesso momento le maniche e le falde dell&#8217;uniforme si unirono trasformandosi in ali, i vestiti divennero piume e le soprascarpe zampine. Lui not\u00f2 tutto questo e si mise a ridere tra s\u00e9: &#8220;Ecco, adesso posso proprio vedere che sto sognando ma un sogno cos\u00ec strano non l&#8217;ho mai fatto prima d&#8217;ora!.&#8221; Vol\u00f2 tra i rami verdi e si mise a cantare, ma non c&#8217;era poesia nella sua canzone, perch\u00e9 la natura di poeta era sparita; le soprascarpe potevano, come ognuno che fa qualcosa di buono, compiere solo un azione alla volta, lui aveva voluto essere poeta e lo era diventato; ora voleva diventare un uccellino, ma diventandolo aveva perso le qualit\u00e0 precedenti.<br \/>            &#8220;\u00c8 proprio bella! di giorno me ne sto negli uffici della polizia tra le scartoffie pi\u00f9 concrete del mondo, di notte posso sognare di volare come un&#8217;allodola nel giardino di Frederiksberg; ci potrei quasi scrivere un&#8217;intera commedia!&#8221;<br \/>            Poi vol\u00f2 gi\u00f9 nell&#8217;erba, gir\u00f2 la testa da tutte le parti e batt\u00e9 col becco quei sottili fili d&#8217;erba che, paragonati alla sua attuale statura, gli sembravano grandi come le palme del Nord-africa.<br \/>            Ma un attimo dopo fu notte intorno a lui, gli sembr\u00f2 che un oggetto enorme gli venisse gettato sopra: era un grande berretto che un ragazzo dei quartieri dei marinai aveva gettato su quell&#8217;uccello; poi sopraggiunse una mano che afferr\u00f2 il copista per la schiena e per le ali, e lui strill\u00f2. In preda al terrore del primo momento grid\u00f2 a voce alta: \u00abMonellaccio senza rispetto! sono un copista degli uffici della polizia!\u00bb ma tutto questo alle orecchie del ragazzo suon\u00f2 come un cip cip. Batt\u00e9 l&#8217;uccello sul becco e se ne and\u00f2.<br \/>            Nel viale incontr\u00f2 due scolari che appartenevano a una classe sociale elevata, ma che, in quanto a cultura, erano gli ultimi della scuola; questi comprarono l&#8217;uccello per otto scellini e cos\u00ec il copista arriv\u00f2 a Copenaghen da una famiglia che abitava a Gothersgade.<br \/>            &#8220;Fortuna che sogno&#8221; disse il copista &#8220;altrimenti mi sarei arrabbiato! Prima ero poeta, adesso sono un&#8217;allodola! Gi\u00e0, \u00e8 stata la natura del poeta che mi ha fatto diventare uccellino! Ma \u00e8 una brutta storia, soprattutto quando si cade nelle mani di certi ragazzi. Mi piacerebbe sapere come va a finire!&#8221;<br \/>            I ragazzi lo portarono in una grande stanza elegante; una donna grassa e ridente and\u00f2 loro incontro; ma non fu affatto contenta di vedere che avevano con s\u00e9 quel semplice uccello di campo, come lei chiamava l&#8217;allodola; comunque per quel giorno avrebbe lasciato correre, dovevano metterlo in quella gabbia vuota che c&#8217;era vicino alla finestra! \u00abFar\u00e0 forse contento il pappagallo\u00bb continu\u00f2 ridendo e accennando a un grande pappagallo verde che si dondolava elegantemente sul suo anello in una meravigliosa gabbia di ottone. \u00abOggi \u00e8 il compleanno del pappagallo!\u00bb disse poi con un tono stupidamente infantile. \u00abPerci\u00f2 questo piccolo uccello di campo vuole fargli gli auguri.\u00bb<br \/>II pappagallo non rispose affatto, ma continu\u00f2 a dondolarsi con grande eleganza avanti e indietro; invece un bel canarino, che l&#8217;estate prima era stato portato fin l\u00ec dalla sua calda patria profumata, cominci\u00f2 a cantare a voce alta.<br \/>\u00abStrillone!\u00bb esclamo la donna gettando un fazzoletto bianco sulla gabbia.<br \/>\u00abCip, cip!\u00bb sospir\u00f2 quello \u00abcome nevica!\u00bb E con questo sospiro tacque.<br \/>            Il copista, o meglio, come diceva la donna, l&#8217;uccello di campo si trov\u00f2 in una gabbietta vicino a quel canarino, non lontano dal pappagallo. L&#8217;unica espressione umana che quel pappagallo conosceva, e che spesso suonava molto comica, era: &#8220;No, siamo uomini!.&#8221; Tutto il resto che diceva era incomprensibile, proprio come il cinguettio del canarino, ma non per il copista che ora era un uccello come loro e che comprendeva i suoi buoni compagni.<br \/>\u00abIo volavo sotto la palma verde e sotto il mandorlo in fiore!\u00bb cantava il canarino \u00abvolavo con i miei fratelli e sorelle sopra i magnifici fiori e sul lago trasparente come il vetro, dove le piante si riflettevano, piegandosi verso l&#8217;acqua; ho visto anche molti bei pappagalli che raccontavano storie divertentissime, lunghe e numerose.\u00bb<br \/>            \u00abErano uccelli selvatici\u00bb rispose il pappagallo \u00abnon avevano istruzione. No, siamo uomini! Perch\u00e9 non ridi! Se la signora e tutti gli stranieri ne ridono, allora devi farlo anche tu. \u00c8 un grande difetto non saper godere delle cose divertenti. No, siamo uomini!\u00bb<br \/>            \u00abOh, ti ricordi quelle belle ragazze che ballavano sotto la tenda montata vicino agli alberi in fiore? Ti ricordi quei dolci frutti e quel succo ristoratore delle erbe selvatiche?\u00bb<br \/>            \u00abOh, s\u00ec!\u00bb rispose il pappagallo \u00abma io qui sto molto meglio! Mi danno da mangiare bene e vengo trattato con rispetto. So di essere intelligente e non pretendo di pi\u00f9. Siamo uomini! Tu sei un&#8217;anima di poeta come dicono, io invece ho solide conoscenze e umorismo. Tu hai del genio, ma non hai il buon senso. Raggiungi naturalmente note molto alte, e per questo ti coprono. Ma a me non lo fanno, perch\u00e9 sono costato un po&#8217; di pi\u00f9. Faccio impressione col mio becco e posso fare vits, vits! No, siamo uomini!\u00bb<br \/>            \u00abOh, la mia calda patria in fiore!\u00bb cant\u00f2 il canarino. \u00abVoglio cantare dei tuoi alberi verde scuro, delle tue tranquille baie sul mare dove i rami baciano la trasparente superf\u00eccie dell&#8217;acqua, voglio cantare del giubilo di tutti i miei splendenti fratelli e sorelle, l\u00e0 dove cresce la pianta del deserto, il cactus!\u00bb<br \/>            \u00abLascia stare quei toni piagnucolanti!\u00bb gli disse il pappagallo \u00abdi&#8217; qualcosa di cui si possa ridere! La risata \u00e8 il segno del pi\u00f9 alto stato spirituale. Guarda se un cane o un cavallo sanno ridere: no, sanno piangere, ma non ridere, questo \u00e8 dato solo agli uomini. Ah, ah!\u00bb rise il pappagallo, ripetendo il suo motto: \u00abSiamo uomini, siamo uomini!\u00bb.<br \/>\u00abTu piccolo uccello danese grigio\u00bb disse il canarino \u00abanche tu sei stato catturato! \u00c8 certamente freddo nei tuoi boschi, ma anche l\u00ec c&#8217;\u00e8 la libert\u00e0, vola via! Hanno dimenticato di chiudere la porta, e la finestra in fondo \u00e8 aperta. Vola, vola!\u00bb<br \/>E cos\u00ec fece il copista, in un attimo fu fuori dalla gabbia, ma nello stesso momento la porta socchiusa che dava nella stanza accanto scricchiol\u00f2 e entr\u00f2 il gatto di casa, agile, con splendenti occhi verdi, e si mise a cacciarlo. Il canarino si agitava nella gabbia, il pappagallo batt\u00e9 le ali e grid\u00f2: \u00abSiamo uomini!\u00bb. Il copista si spavent\u00f2 a morte e vol\u00f2 via attraverso la finestra sulle case e sulle strade; alla fine dovette riposarsi un po&#8217;.<br \/>            La casa l\u00ec vicino aveva qualcosa di familiare; una finestra era aperta, lui vol\u00f2 dentro, era casa sua. Cos\u00ec si mise sul tavolo.<br \/>\u00abSiamo uomini!\u00bb disse senza neppure pensare a quel che diceva, copiando il pappagallo, e nello stesso momento ridivenne copista, ma era seduto sul tavolo.<br \/>\u00abOh Signore!\u00bb disse \u00abcome ho fatto a salire quass\u00f9 e poi a addormentarmi? \u00c8 stato un sogno agitato. Tutto quanto non \u00e8 che una gran sciocchezza!\u00bb<\/p>\n<p>6. Ci\u00f2 che di meglio le soprascarpe portarono<\/p>\n<p>            Il giorno dopo, di mattina presto, quando il copista ancora dormiva, bussarono alla sua porta; era il suo vicino, uno studente di teologia, che entr\u00f2.<br \/>\u00abPrestami le soprascarpe\u00bb disse \u00ab\u00e8 tutto bagnato in giardino ma il sole splende e voglio andar gi\u00f9 a farmi una fumatina.\u00bb<br \/>Si mise le soprascarpe e in un attimo fu gi\u00f9 in giardino dove c&#8217;erano un prugno e un pero. Anche se era piccolo, il giardino era un gran tesoro dato che si trovava a Copenaghen.<br \/>            Lo studente cammin\u00f2 avanti e indietro, erano solo le sei e dalla strada risuon\u00f2 il corno di un postiglione.<br \/>\u00abOh, viaggiare, viaggiare!\u00bb esclam\u00f2 allora \u00ab\u00e8 la cosa pi\u00f9 bella del mondo. \u00c8 la massima aspirazione dei miei desideri. Sicuramente quella inquietudine che sento si placherebbe. Ma dovrebbe essere lontano! Vorrei vedere la splendida Svizzera, viaggiare in Italia e&#8230;\u00bb<br \/>Per fortuna le soprascarpe agivano immediatamente, altrimenti sarebbe arrivato troppo lontano, sia per se stesso che per noi. Stava viaggiando. Era nel cuore della Svizzera con altre otto persone, pigiato all&#8217;interno di una diligenza: aveva mal di testa e sentiva tutta la stanchezza sulla schiena il sangue gli era sceso fino alle gambe, che si erano gonfiate e premevano negli stivali; era in uno stato di dormiveglia. Nella tasca destra aveva una lettera di credito, in quella sinistra il passaporto e sul petto in un piccolo sacchettino di pelle, alcuni luigi d&#8217;oro. Ogni volta che sognava gli pareva che uno di quei tesori fosse perduto; per questo si svegliava agitato e il primo movimento che faceva con la mano era un triangolo da destra a sinistra fino al petto, per sentire se aveva ancora tutto. Ombrelli, bastoni, cappelli dondolavano sopra di loro e impedivano la vista, che era veramente straordinaria; lui provava a guardare mentre il suo cuore cantava quello che un poeta che io conosco bene ha cantato in Svizzera ma che fino a ora non \u00e8 mai stato pubblicato:<br \/>            Qui \u00e8 bello proprio come il cuore desidera. Io vedo il Monte Bianco, cos\u00ec maestoso. Se solo avessi soldi a sufficienza, resterei qui!<br \/>            Tutta la natura intorno era grandiosa, severa e scura. I boschi di abete sembravano erica nata sulle alte rocce, la cui cima si nascondeva tra le nuvole. Poi incominci\u00f2 a nevicare e soffi\u00f2 un vento gelido.<br \/>            &#8220;Oh!&#8221; sospir\u00f2 lui &#8220;se solo fossi gi\u00e0 dall&#8217;altra parte delle Alpi, sarebbe estate e cos\u00ec avrei anche ritirato i soldi della lettera di credito; la paura che ho per questi non mi fa godere la Svizzera. Ah, se solo fossi dall&#8217;altra parte!&#8221; e cos\u00ec si trov\u00f2 dall&#8217;altra parte, nel cuore dell&#8217;Italia, tra Firenze e Roma. Il Lago Trasimeno, illuminato dalla luce della sera, sembrava di oro fiammante; tra quelle scure montagne dove Annibale aveva vinto Flaminio, i tralci di vite s&#8217;intrecciavano pacificamente; dei bambini mezzi nudi e graziosissimi sorvegliavano un gruppo di maiali neri come il carbone sotto un boschetto di alloro profumato. Poteva essere un quadretto, e tutti nel vederlo avrebbero esclamato: &#8220;Bella Italia!&#8221; ma non lo disse n\u00e9 il teologo n\u00e9 alcuno dei compagni di viaggio che si trovavano nella carrozza.<br \/>            A migliaia volavano intorno a loro mosche velenose e zanzare, che invano cacciavano con un ramo di mirto: gli insetti pungevano ugualmente. Nessuno di quanti era in carrozza pot\u00e8 evitare che il viso gli si gonfiasse e sanguinasse per le morsicature. I poveri cavalli sembravano delle carogne: gli insetti si erano posati su di loro in grandi sciami, e solo per un momento si sollevavano quando il vetturino scendeva per raschiare la schiena di quei poveri animali. Il sole tramont\u00f2 e un breve ma gelido brivido di freddo pass\u00f2 per tutta la campagna. Non era affatto piacevole, ma tutt&#8217;intorno le montagne e le nuvole assunsero i colori pi\u00f9 belli, trasparenti e luminosi&#8230; ma andate voi stessi a vederli, \u00e8 molto meglio che leggerne la descrizione! Era meraviglioso! E lo trovarono cos\u00ec anche i viaggiatori, ma lo stomaco era vuoto, il corpo stanco, e tutti desideravano di cuore trovare un alloggio per la notte. Ma come sarebbe stato? In realt\u00e0 pensavano molto di pi\u00f9 a trovare un alloggio che non a ammirare la splendida natura.<br \/>            La strada passava in mezzo a un bosco di olivi, era come viaggiare in patria tra salici nodosi e l\u00e0 si trovava una locanda solitaria. Proprio davanti stava una mezza dozzina di mendicanti; quello che aveva l&#8217;aspetto migliore sembrava il figlio primogenito della fame, quello che aveva raggiunto la maturit\u00e0. Gli altri o erano ciechi o avevano le gambe rattrappite e strisciavano sulle mani, o avevano braccia ciondolanti e mani senza dita. Erano proprio la miseria in carne e ossa. \u00ab Eccellenza, Miserabili!\u00bb sospirarono tendendo gli arti malati. La padrona della locanda and\u00f2 verso gli ospiti a piedi nudi, coi capelli arruffati e vestita di un camicione sporco. Le porte erano tenute chiuse con le corde, il pavimento nelle stanze era fatto di mattoni rotti, volavano pipistrelli proprio sotto il soffitto, e c&#8217;era una puzza!<br \/>\u00ab\u00c8 meglio apparecchiare nella stalla!\u00bb disse uno dei viaggiatori \u00ablaggi\u00f9 almeno si sa quello che si respira!\u00bb<br \/>Le finestre vennero aperte affinch\u00e9 entrasse un po&#8217; d&#8217;aria fresca, ma, molto pi\u00f9 veloci, entrarono le braccia rattrappite e l&#8217;eterno lamento: \u00abMiserabili! Eccellenza!\u00bb.<br \/>Sulle pareti c&#8217;erano molte iscrizioni, met\u00e0 di queste contro labe Ila Italia!<br \/>            Il pranzo venne servito: una zuppa fatta di acqua e insaporita con pepe e olio rancido, lo stesso tipo di olio usato per l&#8217;insalata; uova marce e creste di gallo arrostite erano il piatto principale, persino il vino aveva un sapore tremendo, era un vero e proprio miscuglio.<br \/>            Per la notte le valigie vennero ammucchiate davanti alla porta: uno dei viaggiatori doveva fare da guardia mentre gli altri dormivano; e fare da guardia tocc\u00f2 al teologo. Oh, che odore c&#8217;era li dentro! Il caldo soffocava, le zanzare ronzavano e pungevano, i miserabili che stavano l\u00e0 fuori si lamentavano nel sonno.<br \/>            &#8220;Gi\u00e0, viaggiare \u00e8 bello&#8221; sospir\u00f2 lo studente &#8220;purch\u00e9 non si abbia il corpo! Se solo questo si potesse riposare e lo spirito invece potesse volare, volare! Ovunque io vada c&#8217;\u00e8 una miseria che tocca il cuore, vorrei avere qualcosa di meglio di quello che pu\u00f2 concedere l&#8217;istante, s\u00ec, qualcosa di meglio, il meglio, ma dov&#8217;\u00e8? che cos&#8217;\u00e8? In fondo io so bene che cosa desidero, voglio arrivare a una meta felice, la pi\u00f9 felice di tutte!&#8221;<br \/>            Mentre pronunciava queste parole si ritrov\u00f2 a casa; le lunghe tendine bianche erano state abbassate davanti alla finestra e in mezzo alla stanza si trovava una bara nera in cui giaceva lui stesso immerso nel sonno tranquillo della morte, il suo desiderio era stato esaudito, il corpo riposava e lo spirito viaggiava.<br \/>            &#8220;Non considerare nessuno felice, prima che sia nella sua tomba&#8221; ha detto Solone, e qui se ne ha la conferma.<br \/>            Ogni cadavere \u00e8 una sf\u00ecnge dell&#8217;immortalit\u00e0: ma neppure quella sf\u00ecnge che si trovava nella bara nera corrispondeva a quel che lui da vivo aveva scritto due giorni prima:<br \/>            Morte vigorosa, il tuo silenzio fa rabbrividire, la tua traccia \u00e8 solo data dalle tombe del cimitero. Si infranger\u00e0 la speranza della Scala di Giacobbe? Mi sveglier\u00f2, come erba, nel giardino della morte? Spesso il mondo non vede la nostra maggiore sofferenza! A te che eri solo, fino all&#8217;ultimo istante, non peser\u00e0 troppo sul cuore la terra che getteranno sulla tua bara!<br \/>            Due figure si muovevano nella stanza, noi le conosciamo entrambe: erano la fata del dolore e la rappresentante della felicit\u00e0, si piegarono sul morto.<br \/>\u00abVedi\u00bb disse il dolore \u00abche felicit\u00e0 hanno portato agli uomini le tue soprascarpe?\u00bb<br \/>            \u00abPer lo meno hanno portato a quello che dorme qui la pace eterna!\u00bb rispose la gioia.<br \/>\u00abOh no!\u00bb disse il dolore \u00abse n&#8217;\u00e8 andato per volont\u00e0 sua, non perch\u00e9 \u00e8 stato chiamato! Le forze spirituali che aveva qui sulla terra non sono state sufficienti per ottenere lass\u00f9 i tesori che gli erano stati destinati.\u00bb<br \/>E gli tolse dai piedi le soprascarpe; allora il sonno della morte fin\u00ec, e il resuscitato si alz\u00f2. Il dolore spar\u00ec e con il dolore le soprascarpe; senza dubbio le considerava una sua propriet\u00e0.<\/span><\/p>\n<div style=\"clear: both; text-align: center;\">\n<\/div>\n<p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1. L&#8217;inizio A Copenaghen, in 0stergade, in una casa non<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-33","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-andersen"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/tuttofavole.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/tuttofavole.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/tuttofavole.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/tuttofavole.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/tuttofavole.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=33"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/tuttofavole.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/tuttofavole.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=33"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/tuttofavole.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=33"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/tuttofavole.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=33"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}