{"id":30,"date":"2017-03-18T11:55:00","date_gmt":"2017-03-18T10:55:00","guid":{"rendered":"https:\/\/tuttofavole.com\/?p=30"},"modified":"2017-03-18T11:55:00","modified_gmt":"2017-03-18T10:55:00","slug":"il-paradiso-terrestre-andersen","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/tuttofavole.com\/?p=30","title":{"rendered":"Il paradiso terrestre (Andersen)"},"content":{"rendered":"<div itemprop=\"text\" style=\"-webkit-text-stroke-width: 0px; background-color: white; color: black; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 1.1em; font-style: normal; font-variant-caps: normal; font-variant-ligatures: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; line-height: 1.4em; margin-top: 3em; orphans: 2; text-align: justify; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px;\">\n<a href=\"https:\/\/2.bp.blogspot.com\/-cLJzIhFcqqI\/WGz7jR0ukQI\/AAAAAAAAAQw\/5RKD6zejsHkgmu1r63r1Z_PESpSrKHwtwCPcB\/s1600\/images1Y4VSDTF.jpg\" style=\"clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" height=\"200\" src=\"https:\/\/2.bp.blogspot.com\/-cLJzIhFcqqI\/WGz7jR0ukQI\/AAAAAAAAAQw\/5RKD6zejsHkgmu1r63r1Z_PESpSrKHwtwCPcB\/s200\/images1Y4VSDTF.jpg\" width=\"195\" \/><\/a>C&#8217;era una volta un figlio di re; nessuno aveva tanti bei libri come lui: poteva leggere e guardare raffigurato in magnifiche illustrazioni tutto quello che era successo nel mondo. Poteva avere notizie di ogni popolo e di ogni paese, ma dove si trovasse il paradiso terrestre non era scritto da nessuna parte; lui pensava soprattutto a questo.<br \/>\nLa nonna gli aveva raccontato, quando era ancora piccolo e doveva andare a scuola, che ogni fiore del paradiso terrestre era in realt\u00e0 un dolce buonissimo, che ogni stame era pieno del vino migliore, che su un fiore c&#8217;era la storia, su un altro la geografia o le tabelline, e che bastava mangiarli per imparare le lezioni; quanto pi\u00f9 se ne mangiavano, tanto pi\u00f9 si imparava di storia, geografia e tabelline.<br \/>\nA quei tempi lui ci credeva, ma ora che era cresciuto, l&#8217;aveva imparato di pi\u00f9 e era diventato pi\u00f9 sveglio, aveva capito che doveva esserci un altro genere di bellezza nel paradiso terrestre.<br \/>\n\u00abOh! Perch\u00e9 Eva viol\u00f2 la legge dell&#8217;albero della conoscenza? Perch\u00e9 Adamo mangi\u00f2 il frutto proibito? Se fossi stato io, non sarebbe successo! Non sarebbe mai arrivato il peccato sulla Terra!\u00bb<br \/>\nCos\u00ec diceva allora e cos\u00ec diceva ancora adesso, che aveva diciassette anni. Il paradiso terrestre occupava tutti i suoi pensieri!<br \/>\nUn giorno and\u00f2 nel bosco, se ne and\u00f2 da solo, perch\u00e9 questo era il suo divertimento preferito.<br \/>\nVenne sera e le nuvole si ingrossarono, si mise a piovere forte come se il cielo fosse un&#8217;unica cataratta da cui cadeva tutta l&#8217;acqua; era cos\u00ec buio che sembrava di essere di notte nel pozzo pi\u00f9 profondo. Il principe cominci\u00f2 ora a scivolare sull&#8217;erba bagnata, ora a cadere sulle pietre nude che sporgevano dal terreno. Tutto gocciolava d&#8217;acqua, e il principe stesso si ritrov\u00f2 bagnato fradicio. Si dovette arrampicare su grossi blocchi di pietra coperti di alto muschio che gocciolava tutto. Stava per svenire, quando sent\u00ec uno strano sibilo e vide davanti a s\u00e9 una grande grotta illuminata. Nel mezzo ardeva un fuoco cos\u00ec grande che ci si poteva arrostire un cervo, e era infatti quel che stava accadendo. Un bellissimo cervo dalle lunghe corna era stato messo sullo spiedo e girava lentamente, appoggiato a due tronchi d&#8217;abete abbattuti.<br \/>\nUna vecchia grossa e robusta, che sembrava un uomo travestito, era seduta vicino al fuoco e vi gettava senza sosta pezzi di legna.<br \/>\n\u00abVieni pi\u00f9 vicino!\u00bb disse \u00absiediti vicino al fuoco cos\u00ec i tuoi abiti asciugheranno.\u00bb<br \/>\n\u00abC&#8217;\u00e8 un&#8217;aria terribile, qui\u00bb esclam\u00f2 il principe sedendosi sul pavimento.<br \/>\n\u00abSar\u00e0 ancora peggio quando torneranno a casa i miei figli!\u00bb rispose la donna. \u00abTi trovi nella grotta dei venti, i miei figli sono i quattro venti del mondo. Lo capisci?\u00bb<br \/>\n\u00abDove sono i tuoi figli?\u00bb chiese il principe.<br \/>\n\u00abNon \u00e8 facile rispondere a una domanda sciocca! I miei figli sono in libert\u00e0, giocano a palla con le nuvole su nel grande salone\u00bb e indic\u00f2 verso l&#8217;alto.<br \/>\n\u00abAh s\u00ec?\u00bb esclam\u00f2 il principe. \u00abPer\u00f2 voi parlate duramente e non siete dolce come le altre donne che di solito mi stanno intorno!\u00bb<br \/>\n\u00abCerto! Quelle non avranno altro da fare! Io devo essere dura se voglio che i miei figli siano disciplinati. E ci riesco, anche se hanno la testa dura! Vedi quei quattro sacchi appesi alla parete? Di quelli hanno paura proprio come tu avevi paura della bacchetta dietro lo specchio. Io sono ancora capace di piegare i miei ragazzi, te lo assicuro, e di metterli nel sacco. Qui non facciamo complimenti! Restano l\u00ec dentro e non tornano a bighellonare, finch\u00e9 non credo che sia giunto il momento giusto. Ma ecco che ne arriva uno.\u00bb<br \/>\nEra il vento del Nord, che entr\u00f2 con un freddo incredibile; grossi chicchi di grandine rimbalzarono sul pavimento e fiocchi di neve volarono dappertutto. Indossava calzoni e una giacca di pelle d&#8217;orso, un cappello di pelle di foca gli copriva anche le orecchie; lunghi ghiaccioli gli pendevano dalla barba, e dal bavero della giacca caddero per terra chicchi di grandine.<br \/>\n\u00abNon andare subito vicino al fuoco!\u00bb lo avvert\u00ec il principe. \u00abPossono venirti i geloni alle mani e al viso!\u00bb<br \/>\n\u00abGeloni!\u00bb disse il vento del Nord ridendo forte. \u00abGeloni! \u00e8 proprio il mio divertimento preferito! E tu chi sei? Come mai sei qui nella grotta dei venti?\u00bb<br \/>\n\u00ab\u00c8 mio ospite\u00bb disse la vecchia \u00abe se non sei soddisfatto di questa spiegazione puoi sempre andartene nel sacco! Mi conosci bene!\u00bb<br \/>\nLa frase ebbe il suo effetto, e il vento del Nord raccont\u00f2 da dove proveniva e dove era stato per quasi un mese intero.<br \/>\n\u00abVengo dal Polo!\u00bb disse. \u00abSono andato verso l&#8217;Isola degli Orsi con alcuni russi cacciatori di trichechi. Ho dormito sul timone mentre navigavano da Capo Nord. Quando ogni tanto mi svegliavo, le procellarie mi volavano tutt&#8217;intorno. \u00c8 proprio uno strano uccello, si solleva con un rapido colpo delle ali, poi le mantiene completamente immobili e pure vola velocissimo.\u00bb<br \/>\n\u00abNon essere troppo prolisso!\u00bb esclam\u00f2 la madre dei venti. \u00abSei poi arrivato all&#8217;Isola degli Orsi?\u00bb<br \/>\n\u00abChe bellezza! C&#8217;\u00e8 un pavimento fantastico per ballare, \u00e8 tutto liscio come un piatto. Laggi\u00f9 c&#8217;era neve mezza gelata e muschio, pietre appuntite e ossa di tricheco e di orso polare, sembravano proprio braccia e gambe di antichi guerrieri ricoperti di muffa verde, come se il sole non li avesse mai raggiunti. Disperdendo la nebbia con il mio soffio scoprii un rifugio, una capanna di rottami ricoperta di pelle di tricheco, con la parte della carne tutta rossa e verde rivolta verso l&#8217;esterno. Sul tetto era seduto un orso bianco vivo che brontolava. Poi andai alla spiaggia a vedere i nidi di uccello; trovai dei piccoli ancora implumi, che gridavano con il becco spalancato; io soffiai nelle loro mille gole e cos\u00ec impararono a tenere la bocca chiusa. Pi\u00f9 oltre c&#8217;erano trichechi che si rotolavano come budella vive o come enormi lombrichi con la testa di maiale e denti lunghissimi!\u00bb<br \/>\n\u00abSai raccontare benissimo, figlio mio!\u00bb disse la madre. \u00abMi viene l&#8217;acquolina in bocca a ascoltarti.\u00bb<br \/>\n\u00abPoi ci fu la caccia. L&#8217;arpione venne infilato nel petto del tricheco, e uno spruzzo di sangue fumante si sparse sul ghiaccio come fosse una fontana. Allora pensai di intervenire. Soffiai e intrappolai le imbarcazioni con i miei velieri, gli altissimi iceberg. Accidenti come fischiarono i cacciatori! come gridarono! Ma io fischiai ancora pi\u00f9 forte. Dovettero trascinare sul ghiaccio i corpi dei trichechi morti, le casse e le sartie! Io gli scrollai intorno neve e li costrinsi a dirigersi trascinando le loro prede verso sud, sempre con le navi intrappolate tra il ghiaccio, cos\u00ec assaggeranno l&#8217;acqua salata del Sud! E non torneranno mai pi\u00f9 all&#8217;Isola degli Orsi!\u00bb<br \/>\n\u00abAllora hai fatto del male!\u00bb esclam\u00f2 la madre dei venti.<br \/>\n\u00abIl bene che ho fatto lo racconteranno gli altri!\u00bb rispose il vento. \u00abMa ecco che arriva mio fratello di Ponente, \u00e8 quello con cui mi trovo meglio, sa di mare e porta con s\u00e9 una bella frescura.\u00bb<br \/>\n\u00ab\u00c8 il piccolo Zefiro?\u00bb chiese il principe.<br \/>\n\u00abS\u00ec, \u00e8 Zefiro\u00bb rispose la vecchia \u00abma non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec piccolo. Tanto tempo fa era proprio un bel ragazzino, ma ora quei tempi sono passati!\u00bb<br \/>\nAveva un aspetto selvaggio, si proteggeva le testa con un cercine e in mano teneva un bastone di mogano preso nelle foreste americane. Non ci si poteva aspettare di meno!<br \/>\n\u00abDa dove vieni?\u00bb gli chiese sua madre.<br \/>\n\u00abDalle foreste vergini!\u00bb rispose. \u00abDove le liane piene di spine si avvolgono tra gli alberi, dove il serpente d&#8217;acqua \u00e8 nascosto tra l&#8217;erba e dove gli uomini sono di troppo!\u00bb<br \/>\n\u00abChe cos&#8217;hai fatto l\u00ec?\u00bb<br \/>\n\u00abHo visto un fiume profondo che si gettava da una roccia e si trasformava in pulviscolo risalendo verso le nuvole, per reggere l&#8217;arcobaleno. Ho visto nuotare il bufalo selvaggio in quel fiume e ho visto che la corrente lo travolgeva: inseguiva uno stormo di anatre selvatiche, ma queste si alzarono in volo quando l&#8217;acqua precipit\u00f2, il bufalo invece cadde gi\u00f9: \u00e8 stato proprio bello! Poi mi misi a soffiare una tale tempesta che gli alberi secolari si sradicarono e si spezzarono.\u00bb<br \/>\n\u00abNon hai fatto altro?\u00bb chiese la vecchia.<br \/>\n\u00abHo fatto le capriole nelle savane, ho accarezzato i cavalli selvaggi e ho scrollato le palme da cocco! Certo: ne ho di storie da raccontare! Ma non si deve dire tutto ci\u00f2 che si sa. Lo sai anche tu, vecchia mia\u00bb e intanto baci\u00f2 sua madre e quasi la fece cadere a terra; era proprio un ragazzo selvaggio.<br \/>\nPoi arriv\u00f2 il vento del Sud, col turbante e un mantello da beduino che svolazzava.<br \/>\n\u00abFa proprio freddo qua dentro!\u00bb disse, e aggiunse legna al fuoco. \u00abSi sente subito che il vento del Nord \u00e8 gi\u00e0 arrivato.\u00bb<br \/>\n\u00abAdesso fa cos\u00ec caldo che si potrebbe arrostire un orso bianco!\u00bb rispose il vento del Nord.<br \/>\n\u00abTu sei un orso bianco!\u00bb replic\u00f2 il vento del Sud.<br \/>\n\u00abVolete finire nel sacco?\u00bb chiese la vecchia. \u00abSiediti su quella pietra e racconta dove sei stato.\u00bb<br \/>\n\u00abIn Africa, mamma\u00bb rispose. \u00abSono stato con gli ottentotti a caccia del leone, nel paese dei cafri. Che erba cresce su quelle pianure! verde come le olive. L&#8217;antilope ha danzato e lo struzzo ha fatto una gara con me, ma io sono stato pi\u00f9 veloce. Sono arrivato fino al deserto giallo di sabbia: sembra il fondo del mare. Ho incontrato una carovana: stavano uccidendo il loro ultimo cammello per avere un po&#8217; d&#8217;acqua da bere, ma ce n&#8217;era molto poca. Il sole ardeva in alto e la sabbia bruciava in basso. Il deserto non aveva confini. Allora mi sono rotolato tra quella sabbia sottile e leggera, sollevandola. Avresti dovuto vedere come si piegava il dromedario e come il commerciante si tirava il caffettano sulla testa! Si \u00e8 gettato a terra davanti a me come se fossi stato Allah, il suo Dio. Adesso sono l\u00e0 seppelliti, c&#8217;\u00e8 una piramide di sabbia su di loro; quando un giorno la soffier\u00f2 via, il sole imbiancher\u00e0 le loro ossa bianche e i viandanti vedranno che l\u00ec c&#8217;erano gi\u00e0 stati altri uomini prima. Altrimenti non lo si potrebbe credere, nel deserto!\u00bb<br \/>\n\u00abAllora hai fatto solo del male!\u00bb disse la madre. \u00abVai nel sacco!\u00bb e prima che lui se ne accorgesse, era gi\u00e0 stato afferrato alla vita e messo nel sacco. Questo rotol\u00f2 sul pavimento, ma la vecchia vi si sedette sopra e cos\u00ec dovette calmarsi.<br \/>\n\u00abAvete proprio dei bravi ragazzi!\u00bb disse il principe.<br \/>\n\u00abInsomma!\u00bb rispose la vecchia \u00abma io so farli rigare dritto! Ecco che arriva il quarto!\u00bb<br \/>\nEra il vento dell&#8217;Est, vestito come un cinese.<br \/>\n\u00abAh, vieni da quella parte!\u00bb disse la madre. \u00abCredevo che fossi stato nel paradiso terrestre.\u00bb<br \/>\n\u00abNo, ci vado domani!\u00bb rispose il vento dell&#8217;Est. \u00abDomani scadono cento anni dall&#8217;ultima volta. Adesso vengo dalla Cina, dove ho ballato intorno alla torre di porcellana, perch\u00e9 tutte le campane suonassero. Per la strada i funzionari venivano colpiti sulla schiena con canne di bamb\u00f9; erano tutti funzionari dal primo al nono grado e gridavano: &#8220;Molte grazie, mio paterno benefattore!,&#8221; ma non pensavano certo niente di simile, io intanto facevo suonare le campane e cantavo tsing, tsang, tsu!\u00bb<br \/>\n\u00abSei troppo vivace!\u00bb disse la vecchia. \u00abPer fortuna domani andrai al paradiso terrestre, e ti giover\u00e0 all&#8217;educazione! Bevi tanto dalla fonte della saggezza e portane una bottiglietta anche a me.\u00bb<br \/>\n\u00abLo far\u00f2!\u00bb rispose il vento dell&#8217;Est. \u00abMa perch\u00e9 hai chiuso mio fratello del Sud nel sacco? Liberalo! Mi deve raccontare dell&#8217;araba fenice. La principessa del paradiso terrestre vuole sempre sentir parlare di quell&#8217;uccello, quando le faccio visita ogni cento anni. Apri il sacco! Sei la mia cara mamma e ti regaler\u00f2 due tasche piene di t\u00e8, verde e fresco, colto proprio sul posto!\u00bb<br \/>\n\u00abAprir\u00f2 il sacco solo per il t\u00e8 e perch\u00e9 sei il mio preferito!\u00bb<br \/>\nCos\u00ec fece e il vento del Sud torn\u00f2 fuori, ma era molto afflitto, perch\u00e9 quel principe straniero aveva assistito a tutto.<br \/>\n\u00abEccoti qui una foglia di palma per la principessa!\u00bb disse. \u00abMe l&#8217;ha data la vecchia araba fenice, l&#8217;unica che c&#8217;era al mondo; col becco vi ha inciso tutta la storia della sua vita, dei cento anni che \u00e8 vissuta. Cos\u00ec lei potr\u00e0 leggerla da sola. Io stesso ho visto l&#8217;araba fenice appiccare il fuoco al suo nido, posarvisi sopra e ardere, come una donna indiana. Come scricchiolavano i rami secchi, che fumo e che profumo! Alla fine ci fu una grande fiammata e la vecchia araba fenice divent\u00f2 cenere, ma il suo uovo brill\u00f2 incandescente sul fuoco, poi si apr\u00ec con un gran fragore e ne usc\u00ec il figlio, che ora \u00e8 re di tutti gli uccelli: \u00e8 l&#8217;unica araba fenice che c&#8217;\u00e8 al mondo. Egli stesso ha fatto un buco nella foglia che ti ho dato, \u00e8 un piccolo saluto per la principessa.\u00bb<br \/>\n\u00abAdesso per\u00f2 dobbiamo mangiare qualcosa!\u00bb intervenne la madre dei venti, e cos\u00ec tutti sedettero a mangiare il cervo arrostito; il principe si mise vicino al vento dell&#8217;Est e subito divennero buoni amici.<br \/>\n\u00abRaccontami un po&#8217;\u00bb gli disse \u00abche principessa \u00e8 quella di cui parlate tanto, e dove si trova il paradiso terrestre?\u00bb<br \/>\n\u00abOh!\u00bb disse il vento dell&#8217;Est \u00abse ci vuoi andare puoi venire con me domani. Ma ti devo avvertire che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 stato nessun altro uomo dopo Adamo e Eva. E quelli li conosci di certo dalla Bibbia!\u00bb<br \/>\n\u00abCerto!\u00bb rispose il principe.<br \/>\n\u00abQuando furono cacciati, il paradiso terrestre precipit\u00f2 sulla terra, ma mantenne il caldo sole, l&#8217;aria mite e tutte le sue meraviglie. Vi abita la regina delle fate, nell&#8217;isola della beatitudine dove la morte non arriva mai; \u00e8 proprio bello starci! Domani siediti sulla mia schiena e io ti porter\u00f2 con me: credo che si possa fare. Ma adesso smetti di parlare, perch\u00e9 voglio dormire.\u00bb<br \/>\nE cos\u00ec tutti dormirono.<br \/>\nNelle prime ore del mattino il principe si svegli\u00f2 e rest\u00f2 non poco stupito vedendo che era gi\u00e0 in alto sopra le nuvole. Era seduto sulla schiena del vento, che lo teneva ben stretto, erano cos\u00ec in alto che i boschi, i fiumi e i laghi apparivano come su una carta geografica illuminata.<br \/>\n\u00abBuon giorno!\u00bb disse il vento dell&#8217;Est. \u00abPotevi anche dormire un po&#8217; di pi\u00f9, non c&#8217;\u00e8 molto da vedere nel paese che c&#8217;\u00e8 sotto di noi. A meno che tu abbia voglia di contare le chiese: sembrano macchie di gesso sulla tavola verde.\u00bb Quello che lui chiamava tavola verde erano in realt\u00e0 prati e campi.<br \/>\n\u00ab\u00c8 stato scortese che io non abbia salutato tua madre e i tuoi fratelli!\u00bb esclam\u00f2 il principe.<br \/>\n\u00abQuando si dorme non si ha colpa\u00bb rispose il vento dell&#8217;Est e vol\u00f2 pi\u00f9 in fretta di prima. Lo si poteva sentire dalle cime dei boschi: quando si sfioravano, i rami e le foglie frusciavano, e lo si poteva capire dal mare e dai laghi: dove passavano loro, le onde si ingrossavano e le grosse navi si piegavano verso l&#8217;acqua, come cigni che nuotino.<br \/>\nVerso sera, quando si fece buio, fu divertente guardare le grandi citt\u00e0; le luci brillavano un po&#8217; qua e un po&#8217; l\u00e0, come quando si brucia un pezzo di carta e si vedono molte piccole scintille di fuoco scomparire, simili ai bambini che escono da scuola. Il principe batt\u00e9 le mani, ma il vento dell&#8217;Est gli chiese di non farlo, e di tenersi ben saldo, perch\u00e9 altrimenti sarebbe potuto cadere e rimanere appeso alle guglie di qualche chiesa.<br \/>\nL&#8217;aquila vola leggera nel bosco scuro, ma il vento dell&#8217;Est volava ancora pi\u00f9 leggero. Il cosacco cavalca veloce le pianure sul suo cavallino, ma il principe cavalcava in modo ben diverso.<br \/>\n\u00abOra puoi vedere l&#8217;Himalaja!\u00bb esclam\u00f2 il vento dell&#8217;Est. \u00ab\u00c8 la montagna pi\u00f9 alta dell&#8217;Asia; tra poco saremo al paradiso terrestre.\u00bb<br \/>\nSi diressero verso sud e subito sentirono un profumo di aromi e di fiori. I fichi e i melograni crescevano liberamente e l&#8217;uva aveva grappoli rossi e blu. I due scesero e si sdraiarono sulla tenera erba, dove i fiori si inchinavano al vento come avessero voluto dire: &#8220;Bentornato!.&#8221;<br \/>\n\u00abSiamo nel paradiso terrestre?\u00bb chiese il principe.<br \/>\n\u00abCerto che no!\u00bb rispose il vento dell&#8217;Est \u00abma ci saremo presto. Vedi quella parete di roccia e quella grossa grotta, dove i tralci di vite pendono come grandi tende verdi? Dobbiamo passare l\u00e0 in mezzo. Avvolgiti bene nel mantello, qui il sole \u00e8 caldo, ma tra un passo ci sar\u00e0 un freddo polare. L&#8217;uccello che passa davanti alla grotta ha un&#8217;ala nella calda estate e l&#8217;altra nel freddo inverno.\u00bb<br \/>\n\u00ab\u00c8 quella la strada per il paradiso terrestre?\u00bb chiese il principe.<br \/>\nEntrarono nella grotta, uh, che freddo faceva! Ma non dur\u00f2 a lungo. Il vento dell&#8217;Est allarg\u00f2 le ali e queste brillarono come il fuoco pi\u00f9 lucente; che grotta! Grossi massi di pietra, da cui gocciolava l&#8217;acqua, pendevano sopra di loro nelle forme pi\u00f9 strane, ogni tanto era cos\u00ec stretto che dovevano camminare a quattro zampe, altre volte cos\u00ec alto e ampio che sembrava d&#8217;essere all&#8217;aria aperta. Pareva di essere in una cappella funebre, con canne d&#8217;organo mute e stendardi pietrificati!<br \/>\n\u00abPassiamo per la strada della morte per arrivare al paradiso terrestre?\u00bb chiese il principe, ma il vento non rispose, e indic\u00f2 davanti a loro: una meravigliosa luce azzurra veniva loro incontro. I massi di pietra si trasformavano sempre pi\u00f9 in nebbia, e alla fine divennero trasparenti come una nuvola bianca nella luce lunare. Ora si trovavano immersi in un&#8217;aria mite e trasparente, fresca come sulle montagne e profumata come vicino alle rose della valle.<br \/>\nScorreva un fiume, trasparente come l&#8217;aria stessa, e i pesci erano d&#8217;oro e d&#8217;argento; anguille color porpora, che a ogni movimento sprizzavano scintille azzurre, giocavano sott&#8217;acqua, le larghe foglie della ninfea avevano i colori dell&#8217;arcobaleno, il fiore era una fiamma rosso-gialla ardente che l&#8217;acqua nutriva, cos\u00ec come l&#8217;olio nutre la lampada! un ponte di marmo ben saldo, ma intagliato cos\u00ec finemente e con tale arte da sembrare fatto di pizzi e perle, portava all&#8217;isola della beatitudine, dove fioriva il paradiso terrestre.<br \/>\nIl vento prese in braccio il principe e lo port\u00f2 dall&#8217;altra parte. L\u00ec i fiori e le foglie cantavano le pi\u00f9 deliziose canzoni della sua infanzia, ma con una tale dolcezza, che nessuna voce umana pu\u00f2 possedere.<br \/>\nErano palme e gigantesche piante acquatiche quelle che crescevano? Alberi cos\u00ec grandi e rigogliosi il principe non ne aveva mai visti! Stranissime piante rampicanti pendevano in lunghe corone, come quelle che si trovano raffigurate a vari colori e in oro sul margine di vecchi libri di santi, o intrecciate con le lettere iniziali. Era una strana unione di uccelli, fiori e ghirigori. Nell&#8217;erba folta si trovava un gruppo di pavoni con le code tese che luccicavano. Davvero! Quando il principe li tocc\u00f2, cap\u00ec che non erano animali, ma piante, enormi piante di farfaraccio che brillavano come fossero state bellissime code di pavoni. Il leone e la tigre balzarono, come agili gatti, tra i verdi cespugli che profumavano come i fiori dell&#8217;olivo; sia il leone che la tigre erano mansueti; la colomba selvatica brillava come la perla pi\u00f9 bella e frullava le ali sulla criniera del leone; l&#8217;antilope, che di solito \u00e8 molto timida, faceva cenno col capo come avesse voluto giocare anche lei.<br \/>\nPoi giunse la fata del paradiso terrestre, i suoi abiti splendevano come il sole e il suo viso era dolce, come quello di una madre che \u00e8 felice per il suo bambino. Era cos\u00ec giovane e bella, e era accompagnata da fanciulle bellissime, ognuna con una stella che brillava tra i capelli.<br \/>\nIl vento dell&#8217;Est le diede la foglia scritta dall&#8217;araba fenice, e i suoi occhi brillarono di gioia. Prese per mano il principe e lo condusse nel suo castello, dove le pareti avevano i colori dei pi\u00f9 bei petali di tulipani messi contro sole, e il soffitto stesso era un enorme fiore luminoso, e pi\u00f9 lo si guardava, pi\u00f9 il calice sembrava profondo. Il principe and\u00f2 alla finestra e guard\u00f2 fuori; vide cos\u00ec l&#8217;albero della conoscenza, con il serpente, e l\u00ec vicino Adamo e Eva. \u00abNon sono stati cacciati?\u00bb chiese, e la fata sorrise e gli spieg\u00f2 che il tempo aveva impresso a fuoco, su ogni finestra, un&#8217;immagine, ma non come siamo abituati a vedere noi, in quelle c&#8217;era vita, le foglie degli alberi si muovevano e gli uomini andavano e venivano, come in uno specchio. Egli guard\u00f2 allora in un&#8217;altra finestra, e vide il sogno di Giacobbe, con la scala che portava fino al cielo e gli angeli che volavano su e gi\u00f9 con le loro grandi ali. S\u00ec, tutto quanto era avvenuto nel mondo viveva l\u00e0 e si muoveva nei vetri delle finestre, solo il tempo aveva potuto imprimervi immagini cos\u00ec splendide!<br \/>\nLa fata sorrise e lo condusse in un salone, ampio e molto alto, le cui pareti sembravano vetrate trasparenti, istoriate con volti uno pi\u00f9 bello dell&#8217;altro. L\u00ec si trovavano milioni di beati, che sorridevano e cantavano, e tutto andava a formare un&#8217;unica melodia, quelli pi\u00f9 in alto erano cos\u00ec lontani che apparivano pi\u00f9 piccoli del pi\u00f9 piccolo bocciuolo di rosa che si pu\u00f2 disegnare come un punto sulla carta. In mezzo al salone c&#8217;era un grande albero con rami pieni di foglie; mele dorate, grandi e piccole, comparivano come arance tra le foglie verdi. Questo era l&#8217;albero della conoscenza, di cui Adamo e Eva avevano mangiato il frutto. Da ogni foglia pendeva una lucente goccia rossa di rugiada: era come se l&#8217;albero versasse lacrime di sangue.<br \/>\n\u00abSaliamo sulla barca!\u00bb disse la fata \u00abci rinfrescheremo, abbandonati alle onde! La barca dondola, ma non si muove, eppure tutti i paesi del mondo passeranno davanti ai nostri occhi.\u00bb Era proprio strano vedere come tutta la costa si muoveva. Giunsero le alte Alpi coperte di neve, con grosse nuvole e neri abeti, il corno risuonava malinconico e il pastore cantava con allegria lo jodel verso la valle. Poi vide i banani piegare i loro lunghi e carichi rami verso la barca; cigni neri come il carbone nuotavano e gli animali e i fiori pi\u00f9 strani si trovavano sulla riva. Era la Nuova Zelanda, la quinta parte del mondo, che passava davanti a loro, mostrando le sue montagne azzurre. Si sentiva il canto della principessa e si vedevano le danze dei selvaggi al suono del tamburo e delle trombe di osso. Le piramidi dell&#8217;Egitto, che arrivavano fino alle nuvole, passarono di l\u00ec, e con loro colonne e sfingi crollate, semicoperte dalla sabbia. L&#8217;aurora boreale brillava sui vulcani del Nord, era un fuoco d&#8217;artif\u00eccio impossibile da imitare. Il principe era cos\u00ec felice, e vide cento volte pi\u00f9 cose di quelle che vi abbiamo raccontato .<br \/>\n\u00abPosso restare qui per sempre?\u00bb chiese.<br \/>\n\u00abDipende da te! Se non ti lasci tentare, come Adamo, a fare ci\u00f2 che \u00e8 vietato, potrai restare qui.\u00bb<br \/>\n\u00abNon toccher\u00f2 le mele dell&#8217;albero della conoscenza\u00bb disse il principe. \u00abQui ci sono migliaia di altri frutti belli come quelle!\u00bb<br \/>\n\u00abEsamina te stesso: se non sei abbastanza deciso, riparti con il vento dell&#8217;Est che ti ha portato fin qui; lui ora riparte e torner\u00e0 solo tra cento anni; cento anni che trascorreranno per te in questo luogo come fossero solo cento ore, ma \u00e8 comunque un periodo lungo per la tentazione e il peccato. Ogni sera, quando me ne andr\u00f2, ti dir\u00f2: &#8220;Seguimi!,&#8221; e ti far\u00f2 cenno con la mano, ma tu non dovrai seguirmi. Non venire con me, altrimenti a ogni passo il tuo desiderio diventer\u00e0 sempre pi\u00f9 grande; arriverai nella sala dove cresce l&#8217;albero della conoscenza; io dormo sotto i suoi rami pendenti pieni di profumo. Tu ti piegherai su di me e io ti sorrider\u00f2, ma se tu mi darai un bacio sulla bocca, il paradiso terrestre sprofonder\u00e0 nella terra e tu lo perderai. Il vento tagliente del deserto ti avvolger\u00e0, la fredda pioggia ti bagner\u00e0 i capelli. Dolore e tribolazione saranno tutto il tuo avere!\u00bb<br \/>\n\u00abResto qui!\u00bb esclam\u00f2 il principe, e il vento dell&#8217;Est lo baci\u00f2 in fronte dicendo: \u00abSii forte, e ci rivedremo tra cento anni! Addio, addio!\u00bb e allarg\u00f2 le grandi ali, e queste luccicarono come il grano durante il raccolto, o come l&#8217;aurora boreale nel freddo inverno. &#8220;Addio, addio!&#8221; risuon\u00f2 tra i fiori e gli alberi. Le cicogne e i pellicani volarono in fila, come nastri svolazzanti, e lo accompagnarono fino al confine del paradiso terrestre.<br \/>\n\u00abOra cominceranno le danze!\u00bb disse la fata \u00aballa fine, quando baller\u00f2 con te, vedrai che al calar del sole ti far\u00f2 cenno e ti dir\u00f2: &#8220;Seguimi!,&#8221; ma tu non farlo. Per cento anni ogni sera dovr\u00f2 ripetere questo invito, e ogni volta che supererai la prova diventerai pi\u00f9 forte, e alla fine non ti coster\u00e0 nulla. Stasera sar\u00e0 la prima volta, ti ho avvertito!\u00bb<br \/>\nLa fata lo port\u00f2 in un salone pieno di bianchi gigli trasparenti, i cui gialli pistilli erano arpe dorate che emettevano i suoni degli strumenti a corda e dei flauti. Bellissime fanciulle, agili e leggere vestite di veli ondeggianti che lasciavano vedere quei deliziosi corpi, si libravano nella danza e cantavano che la vita era bella, e che non volevano morire, e che il paradiso terrestre sarebbe sempre rimasto in fiore.<br \/>\nIl sole tramont\u00f2 e il cielo divenne tutto d&#8217;oro, i gigli brillarono come le rose pi\u00f9 belle e il principe bevve il vino spumeggiante, che le fanciulle gli offrivano: sent\u00ec un senso di beatitudine, che non aveva mai provato prima. Vide che il fondo della sala si apriva e l&#8217;albero della conoscenza appariva in tutto il suo splendore, abbagliando la vista del principe; dall&#8217;albero giungeva un canto dolce e meraviglioso, che aveva la voce di sua madre, e gli sembr\u00f2 che cantasse: &#8220;Bambino mio! mio amato figlio!.&#8221;<br \/>\nIn quel momento la fata gli fece cenno e gli grid\u00f2 amabilmente: \u00abSeguimi! Seguimi!\u00bb. Egli si precipit\u00f2 da lei, dimenticando la sua promessa; la dimentic\u00f2 gi\u00e0 la prima sera, quando la fata gli sorrise e gli fece cenno. Il profumo, quell&#8217;intenso profumo che lo circondava, si fece ancora pi\u00f9 forte, le arpe suonavano in modo ancor pi\u00f9 delizioso e sembr\u00f2 che milioni di volti sorridessero nel salone dove l&#8217;albero cresceva, si dondolava e cantava: \u00abBisogna conoscere tutto! L&#8217;uomo \u00e8 il signore della Terra!\u00bb. E non erano pi\u00f9 lacrime di sangue, quelle che cadevano dalle foglie dell&#8217;albero, erano per lui rosse stelle luminose. \u00abSeguimi! Seguimi!\u00bb risuonava la tremula melodia, e a ogni passo le guance del principe si infuocavano sempre pi\u00f9 e il sangue circolava pi\u00f9 in fretta. \u00abDevo andare!\u00bb disse \u00abnon \u00e8 peccato, non pu\u00f2 esserlo! Perch\u00e9 non seguire la bellezza e la gioia? Voglio vederla dormire. Nulla \u00e8 perduto, se non la bacio, e io non la bacer\u00f2, sono forte, ho una volont\u00e0 risoluta.\u00bb<br \/>\nLa fata gett\u00f2 il suo abito splendente, e pieg\u00f2 verso di s\u00e9 i rami che subito la nascosero.<br \/>\n\u00abNon ho ancora peccato!\u00bb esclam\u00f2 il principe \u00abe neppure lo far\u00f2!\u00bb e intanto spost\u00f2 i rami: lei dormiva gi\u00e0, bellissima, come solo una fata del paradiso terrestre pu\u00f2 esserlo, e sorrideva nel sogno; lui si chin\u00f2 verso di lei e vide che le lacrime le tremavano sulle ciglia.<br \/>\n\u00abPiangi per me?\u00bb sussurr\u00f2 \u00abnon piangere, bella creatura! Solo ora comprendo la felicit\u00e0 del paradiso terrestre, mi scorre nel sangue, nei pensieri, sento nel mio corpo terreno la forza dei cherubini e la vita eterna. Che la notte eterna mi prenda! Voglio vivere ancora un attimo di questa ricchezza!\u00bb e baci\u00f2 le lacrime che erano su quegli occhi, e la sua bocca tocc\u00f2 quella di lei&#8230;<br \/>\nRisuon\u00f2 un fragore di tuono, profondo e terribile, come mai nessuno aveva sentito, e tutto precipit\u00f2: la bella fata, il paradiso fiorito sprofondarono, sprofondarono tanto che il principe li vide sparire nella nera notte; poi brillarono lontanissimo, come una piccolissima stella. Il freddo della morte gli trapass\u00f2 il corpo, egli chiuse gli occhi e giacque a lungo, come morto.<br \/>\nLa fredda pioggia gli cadde sul viso, il vento tagliente soffi\u00f2 su di lui, allora riprese conoscenza. \u00abChe cosa ho fatto!\u00bb sospir\u00f2 \u00abho peccato, come Adamo! Ho peccato, cos\u00ec il paradiso terrestre \u00e8 sprofondato!\u00bb Apr\u00ec gli occhi, vedeva ancora quella stella lontanissima, che brillava come il paradiso perduto; era la stella del mattino nel cielo.<br \/>\nSi alz\u00f2 e si trov\u00f2 nel grande bosco, vicino alla grotta dei venti, e la madre dei venti era seduta al suo fianco: adirata agitava le braccia in aria.<br \/>\n\u00abGi\u00e0 la prima sera!\u00bb disse \u00ablo sapevo! Se tu fossi mio figlio ti chiuderei nel sacco!\u00bb<br \/>\n\u00abFinir\u00e0 proprio l\u00ec!\u00bb disse la morte, che era un vecchio robusto con una falce in mano e grandi ali nere. \u00abLo metter\u00f2 in una bara, ma non subito; gli far\u00f2 un segno e lo lascer\u00f2 vagare per il mondo un po&#8217; di tempo, per espiare il suo peccato e per diventare migliore. Quando meno se lo aspetter\u00e0, lo metter\u00f2 nella bara nera, lo poser\u00f2 sulla mia testa e voler\u00f2 verso la stella; anche lass\u00f9 fiorisce il paradiso terrestre, e se lui sar\u00e0 buono e pio, potr\u00e0 entrarvi, se invece i suoi pensieri saranno cattivi e il suo cuore ancora pieno di peccato, sprofonder\u00e0 con la bara ancora pi\u00f9 in basso del paradiso terrestre, e solo ogni cento anni andr\u00f2 a prenderlo per vedere se dovr\u00e0 sprofondare di pi\u00f9 o se potr\u00e0 andare sulla stella, su quella stella che luccica lass\u00f9!\u00bb<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;era una volta un figlio di re; nessuno aveva tanti<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-30","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-andersen"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/tuttofavole.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/tuttofavole.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/tuttofavole.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/tuttofavole.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/tuttofavole.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=30"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/tuttofavole.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/tuttofavole.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=30"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/tuttofavole.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=30"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/tuttofavole.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=30"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}